Nella foto: Il torrente Cairasca, visto salendo al Veglia
CAIRASCA ADDIO
La Provincia ha sacrificato un torrente e un parco
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8.2.08
 
E' di ieri la firma congiunta e festante tra Provincia, Comunità Montana Divedro-Formazza e Enel, per captare le acque del torrente Cairasca, che nasce nel Parco Regionale Naturalistico Veglia-Devero, e trasferirle al lago artificiale di Agaro per mezzo di un canale di gronda scavato due decenni fa e rimasto inutilizzato. Con queste acque gli impianti Enel sottesi esistenti vedranno aumentare la loro potenzialità di almeno 35 MW, cioè di tutto quel potenziale idroelettrico che il Piano Energetico Provinciale del 2005 si era dato come limite invalicabile fino al 2010, alla luce del Piano Energetico Ambientale Regionale, che dettava a sua volta limiti cogenti per l'intero Piemonte. E ciò faceva, non in disprezzo dell'energia idroelettrica, considerata a buon diritto rinnovabile ed anzi incentivata, ma per rispetto della qualità dell'ambiente, dal punto di vista naturalistico, ambientale, paesaggistico, soprattutto nel VCO, che dall'idroelettrico si è visto prosciugare tutti i torrenti e le valli. Se nel VCO la Provincia ha deciso di concedere all'Enel le acque del Cairasca, coerentemente dovrebbe rinunciare a tutte le concessioni già rilasciate dopo il 2005 e bloccare ogni altra concessione fino al 2010, cosa che non risulta. E allora non ci resta che unirci ai festeggiamenti e aspettare l'inaugurazione del nuovo, ennesimo palazzetto dello sport, questa volta a Crevoladossola, che se lo merita, pagato dalle acque del Cairasca.
Amelia Alberti, Legambiente Circolo Verbano
 
I titoli odierni della stampa riferiscono che fra la Provincia e l'Enel è intercorso un "accordo salva torrenti". Leggendo gli articoli veniamo a sapere che l'accordo consiste nel prosciugamento dell'ultimo brandello del Torrente Cairasca rinmasto allo stato naturale, scorrente all'interno del Parco Naturale Regionale Veglia Devero, dove, secondo l'atto costitutivo ed il Piano d'Area, è vietata ogni forma di sfruttamento a scopo idroelettrico; cosa ovvia in un parco naturale.
Dal tono degli articoli traspare un tono trionfalistico e di grande soddisfazione. Mancano solo gli alleluia e le proposte di conferimento di medaglie al valore agli avveduti amministratori provinciali.
Confessiamo di essere sbalorditi di fronte allo spettacolo.
Se si aggiunge che il Consiglio Regionale aveva vietato già tre anni fa ogni ulteriore sfruttamento idroelettrico nel bacino del Toce (provvedimento rimangiato in fretta e furia su pressione dei produttori), che le concessioni delle grandi derivazioni sono scadute e illegittimamente rinnovate senza l'imposizione dei deflussi minimi vitali  (come da noi denunciato alla Magistratura) il quadro da fosco si fa inquietante.
Sapevamo dei  grandi interessi economici sottesi a centrali e centraline idroelettriche, talmente forti da travolgere ogni residuo senso del pudore, ma mai avremmo immaginato che le cose sarebbero arrivate a questo punto.
Ci rivolgiamo all'opinione pubblica affinché si ribelli all'ennesimo sopruso a danno di beni inalienabili appartenenti alla collettività, e non ai politici ed all'Enel.
Le associazioni ambientaliste faranno la loro parte.
Italo Orsi, Italia Nostra VCO
 
DOMODOSSOLA - «Una firma che salva i torrenti?». Con questa provocatoria domanda s’inizia un duro comunicato stampa del Wwf provinciale contro l’accordo stipulato dalla Provincia con l’Enel, peraltro difeso a spada tratta dall’assessore provinciale Gianni Desanti: »La nostra Provincia ha concesso all’Enel il rinnovo per le centrali, e anche la proroga, fino al 2029 e al 2039 - spiega Enrica Carabelli, responsabile del Wwf Verbania Alto Novarese - senza chiedere né deflussi minimi vitali, né scale di risalita per i pesci, col pretesto che non si trattava di rinnovi ma di fissazione di un termine di scadenza, sebbene la legge li preveda. E ora la Provincia si vanta di aver sperimentato con l’Enel il rilascio di una decina di deflussi minimi vitali su 38 impianti. Perciò si desume che la Provincia e l’Enel non si curino di altri 28 impianti. Il massacro dei nostri fiumi non operato dall’amministrazione precedente è stato portato avanti da questa».
«Certi comunicati succedutesi in questi giorni da parte delle associazioni ambientaliste sembra siano tutti orientati verso il no a qualsiasi costo - spiega l’assessore provinciale Gianni Desanti - mentre il nostro ambientalismo è anche del si. La convenzione con Enel anticipa i tempi e ovviamente in tutte le concessioni è stato concordato il deflusso minimo vitale».
Il Wwf chiede però alla Provincia di comunicare ufficialmente che d’ora in poi respingerà qualsiasi ulteriore domanda di autorizzazione per la costruzione di altre centrali idroelettriche: «Avendo già superato il limite invalicabile imposto dal Piano regionale-provinciale di 35 mw - spiegano dal Wwf - come concordato nel 2005 con la Regione per il Vco, il limite è superato avendo concesso il prelievo dal Cairasca che consentirà un potenziamento di 35 mw, oltre ai circa 15 mw già raggiunti con l’autorizzazione di nuove centrali».
«Non è vero che non abbiamo rispettato il Piano energetico - spiega Desanti -. Sul Cairasca non s’è fatto alcun impianto nuovo: c’era già. S’è solo autorizzato un maggiore afflusso d’acqua al lago di Agaro, e conseguentemente una migliore produzione di energia sugli impianti esistenti. Il Piano provinciale invece cita la potenza installata, che nel caso del Cairasca non è neanche di un watt».
U.G.