I titoli odierni della stampa riferiscono che fra la
Provincia e l'Enel è intercorso un "accordo salva torrenti". Leggendo
gli articoli veniamo a sapere che l'accordo consiste nel prosciugamento
dell'ultimo brandello del Torrente Cairasca rinmasto allo stato
naturale, scorrente all'interno del Parco Naturale Regionale Veglia
Devero, dove, secondo l'atto costitutivo ed il Piano d'Area, è vietata
ogni forma di sfruttamento a scopo idroelettrico; cosa ovvia in un parco
naturale.
Dal tono degli articoli traspare un tono
trionfalistico e di grande soddisfazione. Mancano solo gli alleluia e le
proposte di conferimento di medaglie al valore agli avveduti
amministratori provinciali.
Confessiamo di essere sbalorditi di fronte allo
spettacolo.
Se si aggiunge che il Consiglio Regionale aveva
vietato già tre anni fa ogni ulteriore sfruttamento idroelettrico nel
bacino del Toce (provvedimento rimangiato in fretta e furia su pressione
dei produttori), che le concessioni delle grandi derivazioni sono
scadute e illegittimamente rinnovate senza l'imposizione dei deflussi
minimi vitali (come da noi denunciato alla Magistratura) il quadro da
fosco si fa inquietante.
Sapevamo dei grandi interessi economici sottesi a
centrali e centraline idroelettriche, talmente forti da travolgere ogni
residuo senso del pudore, ma mai avremmo immaginato che le cose
sarebbero arrivate a questo punto.
Ci rivolgiamo all'opinione pubblica affinché si
ribelli all'ennesimo sopruso a danno di beni inalienabili appartenenti
alla collettività, e non ai politici ed all'Enel.
Le associazioni ambientaliste faranno la loro parte.
Italo Orsi, Italia Nostra VCO
DOMODOSSOLA - «Una firma che
salva i torrenti?». Con questa provocatoria domanda s’inizia un duro
comunicato stampa del Wwf provinciale contro l’accordo stipulato dalla
Provincia con l’Enel, peraltro difeso a spada tratta dall’assessore
provinciale Gianni Desanti: »La nostra Provincia ha concesso all’Enel il
rinnovo per le centrali, e anche la proroga, fino al 2029 e al 2039 -
spiega Enrica Carabelli, responsabile del Wwf Verbania Alto Novarese -
senza chiedere né deflussi minimi vitali, né scale di risalita per i
pesci, col pretesto che non si trattava di rinnovi ma di fissazione di
un termine di scadenza, sebbene la legge li preveda. E ora la Provincia
si vanta di aver sperimentato con l’Enel il rilascio di una decina di
deflussi minimi vitali su 38 impianti. Perciò si desume che la Provincia
e l’Enel non si curino di altri 28 impianti. Il massacro dei nostri
fiumi non operato dall’amministrazione precedente è stato portato avanti
da questa».
«Certi comunicati succedutesi in questi giorni
da parte delle associazioni ambientaliste sembra siano tutti orientati
verso il no a qualsiasi costo - spiega l’assessore provinciale Gianni
Desanti - mentre il nostro ambientalismo è anche del si. La convenzione
con Enel anticipa i tempi e ovviamente in tutte le concessioni è stato
concordato il deflusso minimo vitale».
Il Wwf chiede però alla Provincia di comunicare
ufficialmente che d’ora in poi respingerà qualsiasi ulteriore domanda di
autorizzazione per la costruzione di altre centrali idroelettriche:
«Avendo già superato il limite invalicabile imposto dal Piano
regionale-provinciale di 35 mw - spiegano dal Wwf - come concordato nel
2005 con la Regione per il Vco, il limite è superato avendo concesso il
prelievo dal Cairasca che consentirà un potenziamento di 35 mw, oltre ai
circa 15 mw già raggiunti con l’autorizzazione di nuove centrali».
«Non è vero che non abbiamo rispettato il Piano
energetico - spiega Desanti -. Sul Cairasca non s’è fatto alcun impianto
nuovo: c’era già. S’è solo autorizzato un maggiore afflusso d’acqua al
lago di Agaro, e conseguentemente una migliore produzione di energia
sugli impianti esistenti. Il Piano provinciale invece cita la potenza
installata, che nel caso del Cairasca non è neanche di un watt».
U.G.