Nella foto: Acetati di Verbania
 
ACETATI IN CASSA INTEGRAZIONE
M&G dopo aver venduto Italpet
mette in cassa integrazione Acetati.
Che sia un segno?
9.4.08
 
 
 
Fonte: www.vcoazzurratv.it
L'azienda chimica Acetati annuncia l'intenzione di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria. L’annuncio è avvenuto, oggi, nel corso di un incontro sindacale nella sede verbanese dell'Unione Industriali. Restano ancora da definire tempi, modi e numero di dipendenti coinvolti dal provvedimento.  VEDI IL VIDEO
 
E così, dopo aver venduto Italpet a un gruppo statunitense, ecco che Mossi&Ghisolfi si disfa anche di Acetati, che (per ora) mettono in cassa integrazione, accusando il cambio monetario sfavorevole. Che Acetati avrebbe chiuso, quando avessero deciso i suoi proprietari e senza farsi fermare da nessuno, era cosa evidente a chiunque avesse un po' di buon senso. La remissività di politici, sindacalisti e operai non sarebbe contata un'acca, quando e come l'azienda non avesse più avuto interesse a continuare la produzione. Chinare troppo la schiena favorisce, anzi, la pedata in arrivo. Il momento di chiudere Acetati potrebbe essere questo, visto che M&G sta puntando tutto sulla produzione di bioetanolo, e quindi è interessata a lasciar cadere i rami decentrati (Italpet a Verbania) o secchi (Acetati, appunto). Per quanto riguarda la produzione di bioetanolo dal mais, certamente sapete (forse ne ho riportato anche in questa rubrichetta, come la sua produzione sia tutt'altro che vantaggiosa in termini energetici, se non addirittura negativa, soprattutto quando si ipotizza un megaimpianto e intorno le piantagioni di mais e i campi disponibili sono limitati, e come il vantaggio finanziario per chi si sta buttando nell'affare derivi dagli elevatissimi incentivi previsti in Finanziaria, stimolati dalle direttive europee, che impongono il 10% di biocarburante nella benzina o nel gasolio entro il 2020. Il circolo locale, sorretto scientificamente dal nostro responsabile regionale Gian Piero Godio, ha espresso pubblicamente i suoi dubbi sull'argomento, che vengono anche accennati nell'articolo qui sotto.
 
http://www.corriereal.it/?pos=005.081 (data non riportata, circa un mese fa)
Tortona - Sorgerà entro il 2009, in provincia di Alessandria, il primo impianto di produzione di bioetanolo in Italia. Il Gruppo Mossi & Ghisolfi lo ha annunciato ad convegno che si è svolto l’altro giorno all’auditorium del centro “Mater Dei” di Tortona. La parte qualificante del progetto è quella relativa alla ricerca che consentirà di arrivare, nel giro di pochi anni, ad un impianto più evoluto: l’ingegner Guido Ghisolfi ha infatti prefigurato anche l’avvio di un’importante programma di ricerca quinquennale, finalizzato allo sviluppo di una tecnologia di bioetanolo di seconda generazione, un nuovo carburante prodotto da biomassa lignocellulosica, che permetterà una riduzione di emissioni di gas serra fino all’85%, rispetto alla comune benzina. Numeri da capogiro quelli indicati nel corso del convegno: si partirà da 200.000 tonnellate annue di produzione, pari al 20% del fabbisogno nazionale.

Al programma di ricerca stano già lavorando i circa 100 ingegneri del parco scientifico e tecnologico di Rivalta, in collaborazione con la Massachusset institute of technology e con la multinazionale Du Pont. Diverse le reazioni del mondo politico ed ambientale. Mentre è stato apprezzato lo sforzo di investire sulla ricerca, restano le perplessità sull’impianto di prima generazione, quello che sarà avviato entro il 2009. Dubbi sono stati espressi sulla reale efficacia nella riduzione dei gas serra e sulle difficoltà di approvvigionamento della materia prima. Ma ad oggi, la lavorazione del mais appare essere un passaggio necessario per arrivare al biocarburante da cellulosa. Pierpaolo Cortesi, vicesindaco di Tortona, chiede che venga aperto sull’argomento un dibattito aperto, senza pregiudiziali o barricate culturali, “guardando con ragionevolezza alle potenzialità economiche, industriali nel rispetto della tutela dell’ambiente e della salute pubblica”. Anche il presidente della provincia  Paolo Filippi ha ribadito come il bioetanolo sia un’opportunità, industriale e di ricerca, che non può essere persa, soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo”.

 Fuori dal centro congressi gli attivisti del comitato civico “Per Rivalta vivibile” hanno manifestato, silenziosamente, con striscioni e raccolta di firme contro il progetto M&G. Le associazioni agricole piemontesi vedono invece nel progetto un’opportunità per riconvertire alcune culture, come le barbabietole, o recuperare zona incolte. Sono dunque pronte a trattare con la multinazionale tortonese sulla fornitura di materia prima, anche se avanzano perplessità sulla capacità della produzione locale a soddisfare la domanda.