
AL NUCLEO VIA DELLA REGIONE PIEMONTE
Oggetto: UN VILLAGGIO TURISTICO ASSURDO E DEVASTANTE, A MERGOZZO.
A firma del progettista arch. Pierluigi Chiovini è all'esame della Conferenza presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Vogogna, un progetto di tipo S.U.E (Strumento Urbanistico Esecutivo) per realizzare un ennesimo complesso turistico-recettivo-residenziale, che modificherà per sempre l'area subito a monte della Strada Provinciale, arrivando a Mergozzo, in uno dei punti più belli e panoramici del lago. La proprietà dei terreni e del progetto, già della "Montalbano di Aaron Colombo & S.A.S.", è attualmente della società "Residenza Villa Gavotti S.r.l.". In buona sostanza il comune di Mergozzo, gioiello paesaggistico di raro equilibrio, sta per essere deformato da un coacervo di costruzioni banali e prive di storia, suddivise in cinque "comparti": 1) centro servizi comprendente ristorante, bar, boutique, piscina, alloggio custode, edifici servizi comuni; 2) 7 unità turistiche residenziali per complessivi 28 alloggi; 3) 8 unità turistico residenziali per complessivi 32 alloggi; 4) edificio a schiera per complessivi 46 alloggi; 5) area verde per acquedotto e attività all'aperto. Il tutto andrà ad occupare 60.000 mq di terreno boscato affacciato sul lago, seppure non visibile dalla strada provinciale, per una volumetria di 16.000 mc. I posti letto previsti sono sufficienti per quasi 500 persone, pari alla metà degli abitanti attuali.
Si resta ogni volta stupefatti dalla disinvoltura con cui le Pubbliche Amministrazioni, chiamate a tutelare il bene pubblico, tra cui in primis il paesaggio, accolgano e incoraggino interventi di tale impatto ambientale, accantonati persino dal mercato degli immobili, in quanto concettualmente superati.
Le Associazioni ambientali e di tutela del paesaggio non erano state neppure informate del progetto, che a noi è giunto per posta anonima con preghiera accorata di alzare il velo del silenzio e promuovere una discussione di approfondimento. Cosa che ci impegnamo a fare con quanti sentono come propria la sofferenza del territorio aggredito. Poiché il progettista, leggendo in modo riduttivo le disposizioni di legge sulla Valutazione di Impatto Ambientale, ritiene di poterne bypassare la procedura regionale, è nostra cura informare gli uffici preposti. Che almeno sia possibile costruire un'azione di attenta valutazione ed eventualmente di contrasto, prima che sia troppo tardi.
Dott.ssa Amelia Alberti
Presidente Circolo Verbano di Legambiente
24/01/2007