Nella foto: Vista del Monte Rosa da Macugnaga
TRENINI E ALTRE SCIOCCHEZZE (A MACUGNAGA)
Qualche considerazioni, mentre i ghiacciai fondono.
5.6.07
 
INTERVENTO AL CONVEGNO PRESSO IL GRAND HOTEL DES ILES BORROMEES DI STRESA

"Melting ice - A hot topic?" (Scioglimento dei ghiacciai - Un argomento che scotta?) è il tema proposto dall'UNEP (United Nations Environment Programme) per la Giornata Mondiale dell'Ambiente 2007 per oggi 5 giugno 2007*. Argomento veramente scottante, sul quale si sono versati ormai fiumi di inchiostro virtuale. Argomento che riguarda da vicino anche il tema di oggi, 5 giugno appunto: il "Progetto detto Monte Rosa Walser Express". Noi non credevamo di dover mai prestare attenzione ad un progetto così arrischiato, di un trenino a cremagliera carico di turisti, che, scalando il Monte Rosa lungo tunnel e viste panoramiche su “ventisette degli ottantun quattromila”, unisse vallate italiane e svizzere. Questo progetto, se veramente all’ordine del giorno sui tavoli decisori, appartiene alla serie delle iniziative nate per stupire. Un trenino ridicolo che si arrampica su un monte che dovrebbe incutere timore e reverenza, per la sua storia e per lo stato di sofferenza in cui versa a causa della crisi climatica, è un progetto che ogni persona assennata dovrebbe respingere per principio, prima ancora di conoscerne i dettagli. Non di esibizionismi ha bisogno la montagna, ma di attenzione e conoscenza. Non di turisti che hanno già visto tutto e che sollecitano emozioni con scariche di adrenalina sempre più massicce, ma di turisti calmi, che conoscono il passo cadenzato delle arrampicate e che tornano negli stessi luoghi per anni e anni, con i figli e con i nipoti, certi di ritrovare quello scorcio, quel ruscello, quella cascatella, quella vista impagabile dopo ore di fatica.

Amelia Alberti, Legambiente

 

LETTERA AL SINDACO DI MACUGNAGA

Desideriamo ringraziare Codesto Comune per il cortese invito a presenziare alla riunione del 5 giugno, presso il Grand Hotel des Iles Borromées, dove è stato presentato il progetto di un collegamento ferroviario con varie località italiane e svizzere, attraverso il Monte Rosa.

Nella lettera d’invito si sollecita un nostro parere e, possibilmente, una nostra adesione. Rispondiamo con la seguente

 

Lettera aperta

 

Sicuramente Codesto Comune conoscerà l’orientamento dei movimenti ambientalisti in ordine all’antropizzazione di luoghi belli e ancora incontaminati, vieppiù rari e, come molte specie animali, in via di estinzione.

 

Quindi, è scontato che la nostra risposta alla proposta di adesione è pregiudizialmente un no, non negoziabile, come già anticipato da Legambiente.

 

Tuttavia, ciò non esclude un esame, seppure approssimativo, a causa dei pochi dati a disposizione, del progetto nel suo complesso, che riteniamo fortemente impattante, oltre che privo di prospettive economiche. Ecco i motivi.

 

L’impatto ambientale

 

Nonostante il diverso avviso dei promotori l’impatto ambientale sarà molto forte, anche con l’interramento degli impianti. I movimenti di materiali di risulta saranno imponenti. Parte di questi saranno riversati lungo il percorso, per il livellamento delle piste da sci e una grande quantità servirà per la grande spianata, ad uso parcheggio, di Pestarena. La durata dei cantieri, come esperienza insegna, sarà come minimo decennale, con le prevedibili ricadute sul turismo. Ambienti incontaminati in quota saranno pesantemente compromessi da strutture inquinanti. Si pensi alle strutture ricettive, ai gas combusti, agli scarichi fognari, vetro, cemento, ferraglia e quant’altro comporta la costante presenza umana.

Terribili le conseguenze anche sulla strada che porta a Macugnaga, già ora al limite del collasso. Decuplicare le presenze e quindi gli accessi significherebbe la paralisi totale del traffico e la trasformazione della Valle Anzasca in una camera a gas. Pare di vederlo il ricco milanese (altrimenti non potrebbe permettersi il salato pedaggio del Walser Express) arrancare sulla statale, raggiungere Macugnaga dove si infilerà in un tubo, per traguardare, giunto in vetta, da dietro un vetro blindato e tempo permettendo (una volta su tre a quell’altitudine), i maestosi ghiacciai. Ammesso che non si siano squagliati nel frattempo, per l’effetto serra.

 

Il genius loci

 

Ogni luogo della terra, bello o brutto che sia, ha una sua “personalità”, dovuta alla conformazione del paesaggio e alla sua storia.

Macugnaga è una stazione alpina con forte impronta agreste e naturalistica, nonostante la presenza di antichi gloriosi alberghi, che ne hanno fatto la meta di qualificati flussi turistici, in un non lontano passato.

Questa preziosa caratteristica è sempre più apprezzata nel mondo ed ultimamente anche in Italia. La domanda di natura incontaminata è ovunque in crescita esponenziale. Se lo scopo ultimo è quello di incrementare le presenze il fenomeno dovrebbe essere attentamente analizzato.

Se il progetto andasse in porto la località perderebbe la sua identità, uscendone completamente stravolta. La programmata invasione di quattrocento mila turisti, incrementabili, il decuplo degli attuali frequentatori, farebbe il resto

Sarebbe come raggiungere Portofino con due o più linee ferroviarie sotterranee. Certe realtà si possono anche nascondere ma “si sentono”. E’ una questione di sensibilità. L’appeal di un luogo è dato, eccome, anche da queste sensazioni, prima di tutto l’esclusività, l’isolamento. 

 

Confronto con altre località similari della Svizzera.

 

I promotori, per rendere più attraente il loro disegno, portano ad esempio due affermate, centenarie, realtà svizzere: la ferrovia del Gornegrat e quella della Jungfrau, costruite all’inizio del secolo scorso.

La prima (9 km) si snoda per gran parte all’aperto con vista su panorami mozzafiato e solo in parte in galleria. Il Walser-Express dovrebbe,  invece, essere completamente sotterraneo. Solo in vetta si affaccerebbe sul panorama circostante. La Gornergrat-bahn è la prosecuzione naturale della ferrovia che parte da Briga, collegamento quasi unico (a parte una stradina sterrata, gelosamente conservata) con Zermatt.

I residenti ed i turisti sono praticamente costretti ad utilizzarla per raggiungere la stazione alpina.

Un poco più pertinente il confronto con la ferrovia della Jungfrau, esclusivamente dedicata al raggiungimento di una terrazza panoramica a 3.454 m di altitudine. E’ lunga sette km, La sua storia centenaria e l’ardimento dell’impresa, una grande sfida tecnologica per l’epoca in cui fu costruita,  fanno parte del suo appeal. Il Walser Express, sia detto senza offesa, evocherebbe più la metropolitana di Milano che la Jungfrau-bahn.

 

I settecento km di piste sciabili ed i cinquecento posti di lavoro.

 

Notoriamente il territorio di Macugnaga, per la sua conformazione geomorfologica, non è molto adatto allo sci. Per questo vorrebbe proiettarsi verso il domaine skiable delle alpi vallesane  per offrire i agli ospiti ciò che non può offrire in casa propria. Si dà il caso, sfortunatamente, che per raggiungere i settecento km di piste da sci svizzere occorrerà la collaborazione degli Svizzeri che, da parte loro, dovrebbero collegarsi con il crinale di confine, dove terminerebbe il Walser-Express. Forse potrebbero essere interessati per via del grande parcheggio di Pestarena. Loro ci metterebbero le piste e noi il parcheggio.

Per ciò che concerne i cinquecento posti di lavoro sarebbe forse meglio sorvolare: non porta bene. Vi ricordate gli ottocentocinquanta posti di lavoro promessi per lo Scalo Domo 2, e come è andata a finire?

Le prospettive economiche

 

Un particolare ci ha molto incuriosito nella relazione del Consigliere Signor Roberto Sala, là dove parla di un rendimento del 3,01%, riferito ad un investimento  ipotizzato di 300.000 euro, (se ricordiamo bene),  ben più appetibile di quello garantito da un normale deposito bancario.

Presumiamo che sia pervenuto ad un risultato così preciso in seguito ad un accuratissimo studio, peraltro non allegato agli atti del convegno Perciò lo preghiamo di farcelo avere, se è così cortese. Di più, ci assicura che i bilanci della Gornergrat-bahn e della Jungfrau-bahn sono in forte attivo. Non stentiamo a crederci, si tratta di dati ufficiali. Rileviamo, comunque, che gli impianti centenari delle due ferrovie sono stati di sicuro ampiamente ammortizzati. Su quanti anni ha spalmato gli ammortamenti della Walser-Express e della Macugnaga-Alagna Express?  

 

Il declino di Macugnaga

 

Su tutto il progetto aleggia il fantasma dell’incredibile declino di Macugnaga, come meta turistica. Le 272.866 presenze del 1972 si sono ridotte a 41.690 nel 2006.

Crediamo che Macugnaga, psicologicamente, si trovi nella condizione di una bella signora, gia corteggiatissima, che vede dileguarsi, uno ad uno,  i suoi ammiratori.

Proviamo a metterci nei suoi panni. Noi, personalmente, ci porremmo dinanzi allo specchio per verificare il nostro aspetto, controllare se per caso non ci siamo lasciati un po’ andare. Siccome questo ci pare il caso di Macugnaga, prima di disperarci,  cominceremmo a rifarci il trucco, rassettarci i vestiti e, perché no, ad esibire uno smagliante sorriso.

Invece la Bella Signora non crede in se stessa. Chiama il chirurgo plastico e gli chiede di applicare protesi vistose, una bella iniezione di silicone ed un energico lifting. Senza escludere la possibilità di disvelare al grande pubblico grazie ben conservate e normalmente nascoste.

Fuor di metafora, siamo convinti che Macugnaga, negli ultimi trenta/quarant’anni abbia fatto di tutto per rovinare la propria immagine, Pensiamo alla cementificazione selvaggia dell’Anza, alla costruzione di improbabili bunker nel centro del paese, allo sventramento della montagna per ricavare nuove piste da sci, allo strazio di una bellissima pineta per costruire un eliporto e la strada di accesso. Eliporto che poteva benissimo essere localizzato in altra area, e così via. Per tacere dei ricorrenti progetti di valorizzazione che proiettano nella più nera disperazione gli ultimi aficionado della già gloriosa località alpina.

Non vogliamo entrare nella realtà dell’accoglienza turistica, che non conosciamo appieno. L’abbiamo fatto una sola volta per Bognanco ed un giornalista locale ci ha intimato di chiedere scusa. Fortunatamente c’è l’assessore provinciale Diego Caretti, il quale deve aver capito che qualcosa non va ed ha preannunciato un convegno ad hoc, a breve termine, per approfondire il delicato tema.

 

In conclusione, chiediamo all’Amministrazione di Macugnaga, di analizzare le cause del declino prima di avventurarsi in sogni alla Fitzcarraldo (ndr: personaggio leggendario dell’Ottocento; voleva trasportare una nave oltre una collina della foresta amazzonica, per risalire un fiume, alla ricerca dell’Eldorado). Dobbiamo, infine, complimentarci per una cosa: che le iniziative sin qui prese sono state finanziate personalmente dai promotori. Con una fede così si possono anche fare grandi sogni e realizzare imprese ritenute impossibili, come veleggiare nella foresta amazzonica. Purché non si tocchino, per favore,  i nostri amati ghiacciai.

Con osservanza.

                                                                                                          Il Presidente

                                                                                                          Dr. Italo Orsi