Tessenderlo non chiude, chiude, forse chiude ma non subito. La chimica a Pieve
Vergonte deve continuare, non continuerà, forse continuerà ma pulita.
Tessenderlo a Verbania dice: chiudo, poi va a Roma e dice: forse non
chiudo. La Nugo da mesi tratta sotto banco con Tessenderlo per insediarsi a
Pieve Vergonte, ma siccome non vuol fare la chimica né sporca né pulita in
molti la respingono, almeno a parole. E intanto si scopre che la Nugo presenza
istanza alla Provincia per trasformare il torrente Marmazza in una condotta
idroelettrica. Perché? Che cosa ha in mente? Semplice speculazione redditizia
o c'è un progetto di cui ignoriamo i dettagli? E la bonifica? Tra molte
esclamazioni, ogni tanto in effetti si parla anche della bonifica, ma con
scarsa convinzione. In buona sostanza, quasi tutti si sono convinti che il
sito inquinato non sia poi così inquinato come le analisi affermano. La
chimica non è roba per signorine! e centoventi posti di lavoro valgono un lago
invaso da DDT arsenico mercurio e un sito bensì da bonificare, ma quando non
ci saranno cose più importanti da fare. Tra consiglieri e assessori
provinciali, che unanimi hanno offerto la loro solidarietà ai lavoratori
Tessenderlo (e ci mancherebbe altro!), soltanto il consigliere di minoranza ex
presidente provinciale Guarducci ha detto cose forti e controcorrente: che
Tessenderlo se ne deve andare, per fare finalmente la bonifica ampia (e
accurata, e fatta dagli stessi lavoratori Tessenderlo che conoscono gli
inquinanti dispersi e sanno come trattarli, aggiungo io) e dare un futuro
giusto ai lavoratori, al sito e al territorio tutto. Forse stare in minoranza
oggi gli concede quella lucidità di giudizio e di espressione, che qualche
anno fa gli faceva difetto, quando la formaldeide di Acetati non era mai
abbastanza cancerogena da dovercene preoccupare. Aspettiamo quindi con
pazienza le prossime battute. Noi rappresentanti di associazioni
ambientaliste non abbiamo accesso ai "tavoli" dove si concertano le decisioni
da assumere e dobbiamo quindi limitarci a mettere in archivio i comunicati
stampa e a fare delle ipotesi con i pochi elementi certi che abbiamo.
Nell'illusione che qualche parola saggia che magari pronunciamo sia tenuta
presente da chi viene delegato a decidere per tutti noi.
Amelia Alberti, Legambiente Circolo Verbano