Nella foto: Il sito industriale di Pieve Vergonte

PIEVE VERGONTE, FORSE SI' FORSE NO

Grande incertezza sul futuro del sito chimico

17.6.07

 

Tessenderlo non chiude, chiude, forse chiude ma non subito. La chimica a Pieve Vergonte deve continuare, non continuerà, forse continuerà ma pulita. Tessenderlo a Verbania dice: chiudo, poi va a Roma e dice: forse non chiudo. La Nugo da mesi tratta sotto banco con Tessenderlo per insediarsi a Pieve Vergonte, ma siccome non vuol fare la chimica né sporca né pulita in molti la respingono, almeno a parole. E intanto si scopre che la Nugo presenza istanza alla Provincia per trasformare il torrente Marmazza in una condotta idroelettrica. Perché? Che cosa ha in mente? Semplice speculazione redditizia o c'è un progetto di cui ignoriamo i dettagli? E la bonifica? Tra molte esclamazioni, ogni tanto in effetti si parla anche della bonifica, ma con scarsa convinzione. In buona sostanza, quasi tutti si sono convinti che il sito inquinato non sia poi così inquinato come le analisi affermano. La chimica non è roba per signorine! e centoventi posti di lavoro valgono un lago invaso da DDT arsenico mercurio e un sito bensì da bonificare, ma quando non ci saranno cose più importanti da fare. Tra consiglieri e assessori provinciali, che unanimi hanno offerto la loro solidarietà ai lavoratori Tessenderlo (e ci mancherebbe altro!), soltanto il consigliere di minoranza ex presidente provinciale Guarducci ha detto cose forti e controcorrente: che Tessenderlo se ne deve andare, per fare finalmente la bonifica ampia (e accurata, e fatta dagli stessi lavoratori Tessenderlo che conoscono gli inquinanti dispersi e sanno come trattarli, aggiungo io) e dare un futuro giusto ai lavoratori, al sito e al territorio tutto. Forse stare in minoranza oggi gli concede quella lucidità di giudizio e di espressione, che qualche anno fa gli faceva difetto, quando la formaldeide di Acetati non era mai abbastanza cancerogena da dovercene preoccupare. Aspettiamo quindi con pazienza le prossime battute. Noi rappresentanti di associazioni ambientaliste non abbiamo accesso ai "tavoli" dove si concertano le decisioni da assumere e dobbiamo quindi limitarci a mettere in archivio i comunicati stampa e a fare delle ipotesi con i pochi elementi certi che abbiamo. Nell'illusione che qualche parola saggia che magari pronunciamo sia tenuta presente da chi viene delegato a decidere per tutti noi.
 
Amelia Alberti, Legambiente Circolo Verbano