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21 Aprile 2007
MACUGNAGA.IL COLLEGAMENTO CON ZERMATT E
SAAS-FEE
ASSESSORE AL TURISMO
Intervista
Diego
Caretti
“Più trasparenza per il metrò”
Dopo i primi consensi
raccolti anche a Roma
sarà decisivo
il parere della Regione
“Grande impresa
che si può realizzare
con l’aiuto di tutti”
Il progetto
non è stato secretato
E’ prevalsa la cautela
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VERBANIA
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[FIRMA]CARLO BOLOGNA
MACUGNAGA
Il walser express, il treno progettato per collegare Macugnaga e
le valli di Zermatt e Saas-Fee, non è più un oggetto misterioso.
Il cerchio dell’informazione si è allargato. Adesso si sa che
l’imbocco della funicolare, tipo metrò alpino con portata oraria
di 1800 persone all’ora, è previsto dietro la casa dei birilli
al vecchio Dorf di Staffa. Da qui con un dislivello di 1480
metri e un percorso in galleria di 3450 metri si arriva al Monte
Moro. Poi la seconda tratta, fino allo Schwarzberghorn, un
dislivello di 660 metri e un tragitto di 5325 metri. Al Moro è
previsto un albergo, al terminale che gli svizzeri dovrebbero
poi raccordare con le loro linee in galleria anche un
osservatorio astronomico e un museo del ghiaccio.
Con le notizie sono affiorate anche le prime prese di posizione.
Il primo campanello d’allarme lo fa squillare Juri Bossuto,
consigliere regionale di Rifondazione comunista: «Parte della
politica italiana e piemontese ha scoperto che bucare montagne
può essere un’attività innovativa e redditizia. Al momento non
abbiamo ancora tutti gli elementi per esprimerci nel dettaglio
sul progetto, anche perché è stato quasi secretato». L’indice è
puntato soprattutto su questo aspetto: «E’ necessario chiarire
nel modo più trasparente e condiviso possibile con gli enti
locali e con la popolazione i dettagli del progetto. Altre
esperienze, anche piemontesi, dimostrano che queste modalità non
trasparenti sono dannose e controproducenti. Per questo in
Regione staremo molto attenti al percorso intrapreso e non proni
ad avvallare ipotesi di tracciati e collegamenti italo-svizzeri
non concordati e discussi sul territorio. La democrazia è fatta
anche di trasparenza e partecipazione».
A chi chiedeva il progetto elaborato da Sala&Treu e
sponsorizzato dal Comune di Macugnaga tutti gli amministratori
avevano sempre risposto: «Prima devono vederlo i politici». Che
sono loro ma tanti. Pochi giorni fa la delegazione del Vco ha
incassato l’«interessamento» e la «condivisione» del
sottosegretario Enrico Letta. Pochi giorni prima era stato il
presidente della Valle d’Aosta Luciano Caveri ad esprimere
«solidarietà ai promotori» e a garantire che «siamo pronti, nel
caso di un interesse anche da parte dello Stato, a procedere con
una fase di verifica e di comuni azioni in favore del versante
sud del Monte Rosa».
Manca ancora il via libera, quello del Piemonte, la Regione
direttamente interessata. L’assessore provinciale al turismo
Diego Caretti ha già iniziato ad usare tutti gli strumenti della
diplomazia: «Organizzeremo un confronto per ottenere sostegno e
passare dal primo programma di massima ad un progetto
preliminare delle opere e degli investimenti». Poi si lancia:
«Siamo abituati a guardare il dito e non la luna, almeno una
volta guardiamo la luna». Nella terra che ha saputo catturare i
raggi del sole con uno specchio è una bella sfida.Diego Caretti
è l’assessore provinciale al turismo. Si è buttato con entusiamo
nel progetto del walser express.
Caretti, crede davvero che il trenino sia un’opera realizzabile
o resterà un’utopia?
«Per quello che finora si è visto è una grande impresa ma
certamente realizzabile, anche dal punto di vista economico e
tecnico. Ci confortano le cifre e l’esperienza degli svizzeri,
che hanno già realizzato opere del genere».
Dunque nessun problema.
«Il problema è capire quali sono le volontà. Illustrando il
progetto di massima al Governo abbiamo esaurito la fase di
presentazione alla parte politico-amministrativa. L’opera è
stata presentata anche alla gente di Macugnaga e della valle.
Ora inizia la fase più delicata, quella della verifica dei
contenuti e, soprattutto, dell’impatto ambientale».
Le prime manifestazioni di dissenso ci sono già state.
Rifondazione comunista è stata la prima a muoversi, richiamando
anche l’eccessiva segretezza del progetto.
«Il nostro impegno, ma anche della Regione e del Comune, è il
massimo coinvolgimento e trasparenza. Non si può partire
pensando di nascondere qualcosa. Il progetto non è stato
secretato, è stato presentato nelle sedi amministrative, ora
sarà reso noto a tutti».
Inutile nasconderlo, le preoccupazioni sono molte. C’è, ad
esempio, il grande parcheggio di Pestarena che verrà realizzato
con il materiale estratto scavando la galleria da Macugnaga al
Moro.
«Saranno fatte tutte le verifiche del caso. Il parcheggio sarà
enorme ma non siamo ancora alla fase definitiva, si può vedere e
concordare tutto».
E poi c’è la strada della Valle Anzasca, così com’è non
reggerebbe ad un traffico che vedrebbe moltiplicarsi soprattutto
i bus turistici.
«Certo, anche sui numeri bisogna pensarci. La nostra proposta
turistica è dolce, non aggressiva come sulla riviera romagnola.
Se le volontà convergeranno si approfondirà anche questo
aspetto. Di sicuro quest’opera sarebbe unica in Europa. Non
solo. Se si passasse dalle manifestazioni di interesse a
qualcosa di più concreto per realizzare il grande giro attorno
al Monte Rosa sarebbe unica al mondo».
Possibile che si possano bucare anche i ghiacciai garantendo la
massima sicurezza?
«A questo possono rispondere i tecnici. Non emergono problemi,
anche se le incognite in galleria sono sempre possibili». |
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