Nella foto: Il Monte Rosa da Macugnaga
 
IL FOLLE METRO' DEL MONTEROSA
Un'idea bislacca e milionaria
abbracciata con entusiasmo preoccupante
da politici e amministratori
5.10.07
 
 
 
 
Mentre i ghiacciai delle Alpi fondono sotto il sole implacabile di un inverno che non c'è stato e di una primavera calda e asciutta, e mentre le notizie che provengono da ogni punto del globo ci confermano che l'effetto serra sta veramente lavorando contro di noi che l'abbiamo indotto, alle falde del Monte Rosa c'è chi si diverte a inventare trenini che trasportino allegre mandrie di turisti su per le vette e dentro a gallerie scavate per farli divertire, questi eterni bambinoni, a 66 euro a persona. Duecentocinquanta milioni di euro è il costo previsto per strutturare il carosello di fine epoca, che forse si muoverà nelle viscere granitiche del Rosa col sole o col vento (o a pedali?), visto che il petrolio, viscido motore del nostro incerto sviluppo, sta per finire, a sentire quel che affermano i ricercatori delle compagnie petrolifere. E' ragionevole pensare che il progetto non troverà mai i soldi per essere realizzato, ma è un fatto che il "grand tour" del Monte Rosa offende e ferisce quanti si affannano per limitare i danni di una generazione che ha mangiato nei piatti di tutte le generazioni future. 
 
Amelia Alberti (comunicato stampa)
 
 
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21 Aprile 2007

MACUGNAGA.IL COLLEGAMENTO CON ZERMATT E SAAS-FEE


ASSESSORE AL TURISMO


Intervista


Diego
Caretti

“Più trasparenza per il metrò”


Dopo i primi consensi
raccolti anche a Roma
sarà decisivo
il parere della Regione


“Grande impresa
che si può realizzare
con l’aiuto di tutti”




Il progetto
non è stato secretato
E’ prevalsa la cautela

\


VERBANIA


 
[FIRMA]CARLO BOLOGNA
MACUGNAGA
Il walser express, il treno progettato per collegare Macugnaga e le valli di Zermatt e Saas-Fee, non è più un oggetto misterioso. Il cerchio dell’informazione si è allargato. Adesso si sa che l’imbocco della funicolare, tipo metrò alpino con portata oraria di 1800 persone all’ora, è previsto dietro la casa dei birilli al vecchio Dorf di Staffa. Da qui con un dislivello di 1480 metri e un percorso in galleria di 3450 metri si arriva al Monte Moro. Poi la seconda tratta, fino allo Schwarzberghorn, un dislivello di 660 metri e un tragitto di 5325 metri. Al Moro è previsto un albergo, al terminale che gli svizzeri dovrebbero poi raccordare con le loro linee in galleria anche un osservatorio astronomico e un museo del ghiaccio.
Con le notizie sono affiorate anche le prime prese di posizione.
Il primo campanello d’allarme lo fa squillare Juri Bossuto, consigliere regionale di Rifondazione comunista: «Parte della politica italiana e piemontese ha scoperto che bucare montagne può essere un’attività innovativa e redditizia. Al momento non abbiamo ancora tutti gli elementi per esprimerci nel dettaglio sul progetto, anche perché è stato quasi secretato». L’indice è puntato soprattutto su questo aspetto: «E’ necessario chiarire nel modo più trasparente e condiviso possibile con gli enti locali e con la popolazione i dettagli del progetto. Altre esperienze, anche piemontesi, dimostrano che queste modalità non trasparenti sono dannose e controproducenti. Per questo in Regione staremo molto attenti al percorso intrapreso e non proni ad avvallare ipotesi di tracciati e collegamenti italo-svizzeri non concordati e discussi sul territorio. La democrazia è fatta anche di trasparenza e partecipazione».
A chi chiedeva il progetto elaborato da Sala&Treu e sponsorizzato dal Comune di Macugnaga tutti gli amministratori avevano sempre risposto: «Prima devono vederlo i politici». Che sono loro ma tanti. Pochi giorni fa la delegazione del Vco ha incassato l’«interessamento» e la «condivisione» del sottosegretario Enrico Letta. Pochi giorni prima era stato il presidente della Valle d’Aosta Luciano Caveri ad esprimere «solidarietà ai promotori» e a garantire che «siamo pronti, nel caso di un interesse anche da parte dello Stato, a procedere con una fase di verifica e di comuni azioni in favore del versante sud del Monte Rosa».
Manca ancora il via libera, quello del Piemonte, la Regione direttamente interessata. L’assessore provinciale al turismo Diego Caretti ha già iniziato ad usare tutti gli strumenti della diplomazia: «Organizzeremo un confronto per ottenere sostegno e passare dal primo programma di massima ad un progetto preliminare delle opere e degli investimenti». Poi si lancia: «Siamo abituati a guardare il dito e non la luna, almeno una volta guardiamo la luna». Nella terra che ha saputo catturare i raggi del sole con uno specchio è una bella sfida.Diego Caretti è l’assessore provinciale al turismo. Si è buttato con entusiamo nel progetto del walser express.
Caretti, crede davvero che il trenino sia un’opera realizzabile o resterà un’utopia?
«Per quello che finora si è visto è una grande impresa ma certamente realizzabile, anche dal punto di vista economico e tecnico. Ci confortano le cifre e l’esperienza degli svizzeri, che hanno già realizzato opere del genere».
Dunque nessun problema.
«Il problema è capire quali sono le volontà. Illustrando il progetto di massima al Governo abbiamo esaurito la fase di presentazione alla parte politico-amministrativa. L’opera è stata presentata anche alla gente di Macugnaga e della valle. Ora inizia la fase più delicata, quella della verifica dei contenuti e, soprattutto, dell’impatto ambientale».
Le prime manifestazioni di dissenso ci sono già state. Rifondazione comunista è stata la prima a muoversi, richiamando anche l’eccessiva segretezza del progetto.
«Il nostro impegno, ma anche della Regione e del Comune, è il massimo coinvolgimento e trasparenza. Non si può partire pensando di nascondere qualcosa. Il progetto non è stato secretato, è stato presentato nelle sedi amministrative, ora sarà reso noto a tutti».
Inutile nasconderlo, le preoccupazioni sono molte. C’è, ad esempio, il grande parcheggio di Pestarena che verrà realizzato con il materiale estratto scavando la galleria da Macugnaga al Moro.
«Saranno fatte tutte le verifiche del caso. Il parcheggio sarà enorme ma non siamo ancora alla fase definitiva, si può vedere e concordare tutto».
E poi c’è la strada della Valle Anzasca, così com’è non reggerebbe ad un traffico che vedrebbe moltiplicarsi soprattutto i bus turistici.
«Certo, anche sui numeri bisogna pensarci. La nostra proposta turistica è dolce, non aggressiva come sulla riviera romagnola. Se le volontà convergeranno si approfondirà anche questo aspetto. Di sicuro quest’opera sarebbe unica in Europa. Non solo. Se si passasse dalle manifestazioni di interesse a qualcosa di più concreto per realizzare il grande giro attorno al Monte Rosa sarebbe unica al mondo».
Possibile che si possano bucare anche i ghiacciai garantendo la massima sicurezza?
«A questo possono rispondere i tecnici. Non emergono problemi, anche se le incognite in galleria sono sempre possibili».


 


 
 
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Eccovi (da La Stampa) alcune dichiarazioni da manuale sulle vicende del Monte Rosa e dintorni. Vi invito a memorizzare i nomi e i partiti di appartenenza e a ricordarvene alla prossima occasione di voto. Vi invito anche a chiedere conto ai vostri referenti politici di dichiarazioni o omissioni. Intanto prepariamoci per una presa di posizione forte e chiara, da diffondere alla prima occasione utile (ne intravvedo una a fine giugno, importante).
 
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27 Aprile 2007

LA SFIDA.IL TRENINO SOTTO IL MONTE ROSA SBUCHEREBBE A QUOTA 3500 METRI


I pareri


Intervista


Giuliana
Manica

Metrò, missione in Svizzera


Sete di rilancio
e prudenza


CARLO BOLOGNA


“Prima di tutto
esaminiamo
il progetto”




«Sei costruttori
e banche già
pronti a finanziare





«Non esistono
lavori a impatto
ambientale zero
e non c’è un piano
economico»





«La montagna
può diventare
risorsa, anche
il caso di Vanzone
lo dimostra»


VERBANIA


Lo Stato metta
almeno il 5%»
Giovanna Boldini


Gianni Desanti


Claudio Sonzogni


 
Macugnaga prepara la trasferta in Svizzera. Alle 11 del 3 maggio l’appuntamento è con tutto il consiglio comunale di Zermatt, alle 17,30 con i colleghi della valle di Saas che si apre appena oltre la cresta del Monte Moro. Ci saranno anche i maggiori azionisti degli impianti, sono loro quelli che potranno essere decisivi per trasformare l’idea in un progetto vero e proprio. «Dal sindaco di Zermatt - dice Giovanna Boldini, battagliera prima cittadina di Macugnaga - abbiamo già avuto espressioni di solidarietà. Anche dalla Saas-Tal abbiamo raccolto interesse, come noi uscirebbero dall’isolamento.
La sfida in sintesi: una funicolare sotterranea dal vecchio Dorf ai 2860 metri del Monte Moro, e una seconda tratta con un trenino a cremagliera fino ai 3500 metri dello Schwarzberghorn, il corno di roccia e ghiaccio che fronteggia il Gornergrat. Spetterebbe poi agli svizzeri collegare, sempre in galleria, la stazione di Schwarzberghorn con Zermatt e Saas. Finora le prese di posizione contrarie sono targate Rifondazione (il consigliere regionale Bossuto) e Circolo Verbano Legambiente (la presidente Alberti). Decisamente favorevoli il presidente della Provincia Ravaioli e l’assessore al turismo Caretti. Più prudente Gianni Desanti, che nella stessa giunta ha la delega alla tutela del territorio: «Non c’è nessuna dichiarazione da fare perché per un’opera così grande la competenza non è certo provinciale. E’ affascinante ma non c’è nulla che abbia impatto zero. Prima di tutto bisogna sapere di cosa si tratta. Alla Provincia questa proposta è arrivata mentre si raccoglievano le idee per le graduatorie dei fondi strutturali. Ma il walser express è fuori scala, non esistono disponibilità finanziarie così ingenti degli enti pubblici. E’ indispensabile il privato. Se esiste un piano economico-finanziario qualcuno lo presenti, oggi non c’è». Di altro avviso il sindaco di Macugnaga che però mantiene le carte coperte: «Ci sono 6 costruttori e gruppi bancari pronti a fare la loro parte. Lo Stato deve entrare con un minimo del 5%, un massimo del 50%».
«Certo che ci vogliono i privati e sono i benvenuti - dice il presidente della Comunità montana, il diessino Claudio Sonzogni - Il progetto di Macugnaga puà portare posti di lavoro per tutta la valle». Vanzone, intanto, si è organizzata: un’impresa costruirà 227 bilocali. «E’ un’iniziativa importante - continua Sonzogni - perché dimostra l’interesse per il nostro territorio. Meglio villettine piuttosto che rovi. Per il Comune significherà avere più risorse e chi costruisce si impegna a rispettare certi criteri. La montagna non è solo un problema ma, se bene utilizzata, anche una risorsa. Non bisogna perdere tempo, a partire dal miglioramento della strada: entro fine anno saranno appaltati i lavori per la galleria Mont Rubi e tra poco andrà in conferenza di servizi il progetto per allargare il tratto Piedimulera-Molini, con due tronchi in galleria prima di Castiglione.
Giuliana Manica è assessore regionale al Turismo. Nei prossimi giorni inconterà gli amministratori del Vco per discutere dell’avveniristico walser express.
E’ già stato fissato l’incontro?
«Ancora non è stato richiesto, la Provincia sta facendo le sue valutazioni sul territorio. Ho però avuto modo di parlarne informalmente prima dell’incontro di Roma con il sottosegretario Enrico Letta».
Esprima un giudizio.
«Vorrei vedere il progetto nel merito, nelle cifre. Non sono in grado oggi di fare valutazioni. Bisogna vedere dal punto di vista turistico e delle infrastrutture. Un’opera di queste dimensioni va discussa con tutta la giunta e la presidente. Siamo sempre disposti ad ascoltare le istanze che vengono dal territorio, qualunche sia poi la valutazione».
Dal punto di vista turistico un metrò alpino sotto il Monte Rosa cosa significherebbe?
«Bisogna che mi diano le carte da far valutare ai miei esperti. Garantisco attenzione».
Ma il turismo del Vco di cosa ha bisogno?
«E’ tutto scritto nel piano strategico che riguarda tutto il territorio del Distretto, le due province. Le priorità sono il rilancio dei laghi e della montagna in un sistema integrato per offrire le eccellenze del nostro territorio».
Che punta molto anche sulle bellezze ambientali. Contro il walser express ci sono già state le prime prese di posizione.
«Bisogna valutare tutti gli aspetti, al momento però la giunta regionale non è ancora investita della questione, aspettiamo. Dire di più nel merito non è proprio possibile».


 


 


 


 


 
 
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