Domodossola, 26 aprile 2007
Signori Soci
Cari Amiche ed Amici
Ns. Prot. n. 2807
RELAZIONE ANNUALE PER L’ANNO 2006
Con un certo ritardo sottoponiamo all’attenzione dei Soci, dei simpatizzanti e della Stampa la relazione sull’attività svolta dalla nostra Sezione nell’anno 2006.
Chi ha letto le relazione degli anni precedenti e le confrontasse con quella attuale si accorgerà che gli argomenti in agenda sono quasi gli stessi, ai quali se ne sono aggiunti di nuovi, in numero cospicuo. E qui vogliamo fare una prima constatazione.
Nel nostro amato Paese i problemi, soprattutto di abusivismo, edilizio o altro, si trascinano irrisolti per anni e decenni. Le Autorità costituite, politiche ed amministrative, e la stessa Giustizia, sono impotenti a rimediare alcunché una volta che i fatti si sono verificati. Figuriamoci le associazioni ambientaliste.
Facciamo qualche esempio emblematico, che tutti conoscono. A Vico Equense e sull’Isola Palmaria, fanno bella mostra di sé scheletri di palazzoni incompiuti, riconosciuti e dichiarati quali costruzioni abusive. Sono lì da quarant’anni ma nessuno riesce a demolirli. Ora, il Ministro Rutelli, (Prode Anselmo o Goffredo di Buglione?) ha solennemente dichiarato che li farà demolire.
Temiamo che passeranno altri decenni e gli ecomostri saranno ancora lì. Comunque, chi vivrà vedrà.
La nostra Sezione si sta battendo da anni contro situazioni a dir poco illegali. Le Istituzioni nicchiano, scantonano, magari sono conniventi, ma una decisione che è una non riescono o non vogliono prenderla.
Noi, naturalmente, non demordiamo ma questa non è una situazione accettabile in un Paese che si professa civile e Patria del Diritto.
Prima di passare all’esame delle varie questioni sul tappeto una breve noterella "politica". Con l’avvento al potere di amministrazioni e personaggi "di sinistra", nel Comune di Verbania, alla Provincia, alla Regione, al Governo , addirittura, alla Presidenza della Repubblica, contavamo su una decisiva virata in tema di salvaguardia ambientale. Malauguratamente le cose non sono affatto cambiate anzi sembrano peggiorate, su tutti i fronti. I club d’affari non hanno mollato la presa ma hanno solo cambiato colore. Non è una nostra impressione ma una constatazione che trova riscontro anche sulla stampa nazionale. D’altra parte basta guardarsi intorno per accorgersi del nuovo sacco d’Italia, ben più devastante di quello degli anni sessanta e settanta.
Il nostro Presidente nazionale dimissionario, Carlo Ripa di Meana, si è ben reso conto dello stato delle cose, al limite dell’irrealtà, e si è prefisso di percorrere altre vie. Sta pensando ad un movimento di disobbedienza civile, forse di tipo ghandiano.
In effetti, nel nostro Paese, qualche risultato si può ottenere per vie inconsuete. Per esempio, denunciando gli abusi ed i malfunzionamenti al Gabibbo o al blog di Beppe Grillo o pararsi inermi dinnanzi all’avanzare delle ruspe.
Noi saremo forse in ritardo sui tempi moderni ma continuiamo a credere nella Giustizia e nella legalità (che prima o poi trionferà).
Ma veniamo al consueto elenco dei temi affrontati, con alterna fortuna, dalla nostra Sezione
INQUINAMENTO
- Tessenderlo S.p.a. Pieve Vergonte. Lavorazioni al mercurio. Sollecito.
- Bonifica dell'area ex-Enichem di Pieve Vergonte. Situazione di stallo. Sollecito.
- Osservatorio Provinciale dei Rifiuti. Partecipazione.
Sul fronte dell'inquinamento il 2006 ha rivelato una situazione di stasi per cui rinviamo alla Relazione dello scorso anno. Ecco le poche "novità" di quest’anno.
La Tessenderlo S.p.a. di Pieve Vergonte è produttrice di derivati del cloro col metodo del catodo di mercurio, La quantità di mercurio impiegata nel ciclo è di circa 80 tonnellate. La sostanza è riconosciuta pericolosa nel caso di incidenti, sempre possibili, e dannosa per la sua volatilità. A Rosignano Solvay l'Enichem ha concluso da tempo un accordo di programma per la conversione degli impianti al sistema a membrana, lautamente sostenuto da contributi pubblici, prima della sostituzione obbligatoria fissata per il 2010. La Tessenderlo, che in un primo momento sembrava volesse percorrere la stessa strada si è tirata indietro. Forse trasferirà la produzione in Cina dove certi problemi non sono d’attualità. O forse ha già deciso di chiudere.
Intanto procede stancamente la costosa e sostanzialmente inutile bonifica della inquinatissima area industriale ex-Enichem, in Comune di Pieve Vergonte. Anzi, più che procedere, è ferma. E’ di pochi giorni fa la notizia di una trasferta a Roma dell’assessore provinciale De Santi che è andato a chiedere contezza della situazione di stallo. Come sapete il suolo dello stabilimento è intriso di DDT, mercurio, arsenico e piacevolezze varie. Rimane il fatto che il sito è una piccolissima parte del territorio inquinato che si estende per decine di chilometri nel Toce e nel Lago Maggiore. Abbiamo chiesto all’Autorità di Bacino del Fiume Po copia del ciclopico studio, appena ultimato, per la sistemazione del Fiume Toce, da Domodossola alla foce: un tratto bellissimo, allo stato quasi naturale, soprattutto nella parte finale. Purtroppo l’alveo è ultra inquinato, sino a grande profondità, dagli scarichi durati un secolo, per cui ogni più piccola manomissione significa mettere in circolo grandi quantità di veleni. Così, paradossalmente, la grande velenosa offesa si sta trasformando in salvaguardia per il futuro.
Immaginiamo la grande frustrazione dei sindaci locali ai quali, tramite il famoso Protocollo d’Intesa con l’Autorità di Bacino del Fiume Po, era stata assicurata la facoltà di decidere quanto e come dragare le preziose sabbie e di cementificare le rive.
In ogni modo lo studio, nonostante ripetute richieste, non ci è stato consegnato. Non è da escludere qualche clamorosa sorpresa. Quando non rispondono, e succede quasi sempre, significa infallibilmente che hanno la coda di paglia. Vi terremo informati.
La nostra Sezione fa ora parte dell’Osservatorio Provinciale dei Rifiuti, organismo deputato a monitorare la gestione dei rifiuti, urbani e speciali, nella nostra provincia. Interessante il radicale cambio di prospettiva dopo l’incentivazione della raccolta differenziata. Mentre prima si parlava di raddoppio dell’inceneritore ora ci si è accorti che basta quello attuale e forse avanzerà, fra breve.
AMBIENTE
- Progetto Life Natura 2002. Interventi presso la Provincia del V.C.O.
- Scala di risalita sul Toce, della Società Tessenderlo. Mancato funzionamento.
- Protocollo d’Intesa fra Autorità di Bacino del Fiume Po e Comuni per interventi sui fiumi. Opposizione
- Deflussi minimi vitali. Mancata attuazione. Ricorsi alla Magistratura
- Problema cormorani. Presa di posizione dell'Associazione.
E’ stato ultimato il Progetto Life Natura 2000, portato avanti dalla Provincia. Come sapete, esso ricalca, in tutto e per tutto, il nostro progetto Toce varato nel 1999 a conclusione di un impegno ventennale dell'Associazione. Il progetto provinciale, coofinanziato dall’Unione Europea, si proponeva il restauro e miglioramento ambientale del Fiume Toce, manomesso dai pesanti interventi delle autorità idrauliche, in un tratto dichiarato Zona di Protezione Speciale, da Domodossola a Pieve Vergante.
Gli interventi, curati da un’èquipe di circa trenta elementi, sono costati oltre un miliardo di vecchie lire e sono stati compendiati in circa otto pagine di un’opera ciclopica, spessa come un mezzo dizionario.
Purtroppo si tratta di interventi a nostro avviso assolutamente inefficaci. Stiamo preparando un dossier che invieremo anche alla Commissione Europea nel quale dimostreremo come qualmente sia stata dilapidata una montagna di denaro in opere discutibili, prive di senso logico.
Basti pensare che sono state messe a dimora (conficcate nel terreno) circa dodicimila talee con attecchimento pari allo zero per cento. Il resto è sullo stesso livello se non peggio.
E' stata realizzata la scala di risalita sul Fiume Toce in località Prata, dalla Società Tessenderlo, committente dell'opera. Doveva trattarsi di un impianto innovativo, forse un prototipo mondiale, nel suo genere. Purtroppo in fase di realizzazione sono stati modificati dalla ditta alcuni accorgimenti tecnici da noi proposti, per cui l'avvio risulta alquanto problematico se non impossibile. Neppure la presentazione su un piatto d'argento di soluzioni valide serve allo scopo. Trovano sempre il modo di sbagliare. Non è la prima volta che succede talché risulta pericoloso fare proposte che poi vengono male interpretate e peggio eseguite. E' un vecchio problema, che pure si ripresenta puntualmente. Ma c’è di più. La concessione era scaduta nel 1998. Dopo di allora la Società doveva rilasciare, quanto meno, un deflusso minimo di cinque mc/sec. Ebbene, la Regione Piemonte prima e la Provincia del VCO successivamente, che dovevano imporre il rispetto dell’obbligo, non hanno fatto assolutamente nulla. Dopo nostre pressanti insistenze la Provincia ha dichiarato che avrebbe emesso "un’autorizzazione provvisoria" per il rilascio di 5 mc/sec. Quindi niente ordinanza per il rilascio, del DMV, seppure tardiva di otto anni, ma "un’autorizzazione provvisoria"!!!
Abbiamo appreso recentemente che la Provincia, con una interpretazione della legge per lo meno bislacca, ha prorogato incondizionatamente, di un’altra ventina di anni, l’arciscaduta concessione.
Abbiamo minacciato un ricorso alla Magistratura Penale e Contabile nonché alla Corte di Giustizia Europea. Ebbene, l’ufficio provinciale responsabile ci ha risposto di aver sottoposto la questione all’Ufficio Legale. Capito? Prima prorogano di ben venti anni, senza prescrizioni, una concessione ormai inesistente, poi chiedono informazioni!
Sta prendendo forma l’incredibile Protocollo d’Intesa fra Autorità di Bacino del Fiume Po ed i Comuni rivieraschi col quale si vorrebbe delegare a questi ultimi il potere di decidere come e quando intervenire nelle opere di regimazione dei corsi d’acqua. Una funzione delicatissima e complessa, che la legge ha giustamente attribuito ad un organo sovraordinato, con competenza su un vasto bacino idrografico, quello del Po, verrebbe esercitata da una miriade di amministrazioni comunali, bramose di sfruttare l’"oro grigio" dei fiumi, ovvero la sabbia. Non gli daremo tregua.
Intanto i cormorani continuano a tenere banco. L’anno scorso era stato decretato l’abbattimento di 35 esemplari su 350 censiti, tra le vivaci proteste di Legambiente e delle associazioni animaliste.
Ebbene, l’abbattimento non c’è stato ed i voracissimi pennuti, nel frattempo più che raddoppiati, continuano la strage silenziosa di specie ittiche autoctone in via di estinzione. Sulla questione, come detto, non c’è identità di vedute con Legambiente mentre il WWF non si è ancora chiaramente pronunciato. Siccome quest’ultimo, in sede nazionale, ha addirittura promosso l’eradicazione dello scoiattolo grigio americano che sta soppiantando quello rosso, nostrano ed europeo, non può, coerentemente, essere contrario. L’ abbattimento selettivo é legittimamente previsto anche dalla legge nazionale dei parchi ma il principio stesso viene contestato dagli animalisti, più propensi al "laisser faire" della natura che ad interventi riequilibrativi, soprattutto cruenti. Il principio è nobilissimo e degno di rispetto ma se applicato acriticamente può avere conseguenze disastrose.
PAESAGGIO
- Cartelli pubblicitari stradali. Ricorso alla Procura.
- Guard-rail di ultima generazione. Sollecito alla Regione.
- Colorazione esterna degli edifici.
Continua la telenovela dei cartelli pubblicitari stradali. Il paesaggio, lato estetico dell'ambiente, è tutelato dalla nostra costituzione ed ha rappresentato, da sempre, il cavallo di battaglia di Italia Nostra. Già il n. 1 del nostro bollettino, datato marzo/aprile 1957 riferiva di un disegno di legge del Senatore Zanotti Bianco col quale si proponeva una disciplina della pubblicità stradale. Sono trascorsi cinquant’anni ed il problema si è vieppiù aggravato.
Nella nostra provincia, in circa un decennio, ben tre Prefetti si sono occupati del problema. Come abbiamo riferito nella relazione dello scorso anno S.E. il Prefetto del Verbano Cusio Ossola ha nuovamente convocato tutti i soggetti competenti in materia, vale a dire, Questore, Polizia Stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili Urbani, l’Assessore provinciale ai Trasporti, la Regione, l’ANAS ed i sindaci della Provincia, nonché Italia Nostra.
Pur dichiarando il nostro pessimismo, speravamo fosse la volta buona. Figuriamoci. Neppure un cartello è stato rimosso tant’è che lo stesso Prefetto ha gettato la spugna ed ha passato la pratica alla Procura della Repubblica.
Dal canto suo il passato governo, con il Codice dei Beni Culturali, ha abrogato l’art. 23 del Codice della Strada che vietava in modo assoluto la collocazione dei cartelli pubblicitari nelle zone tutelate dalla Legge Galasso, vale a dire quasi tutta la nostra Provincia. Regalo spudorato ai pubblicitari, passato nell’indifferenza generale.
Il nostro Presidente dimissionario, Carlo Ripa di Meana, ha ben motivo di essere scoraggiato. Solo che il rimedio della resistenza passiva non sembra possa impressionare più di tanto mascalzoni incalliti ed impuniti da sempre.
Un problema che si sta aggravando è la nuova tendenza della colorazione violenta degli edifici, soprattutto ville, villette ed empori commerciali. Nessuno ha ancora analizzato il fenomeno mentre i media, salvo qualche scrittore di costume, l’ha quasi del tutto ignorato. Dopotutto l’Italia è la patria di Arlecchino. Non sappiamo che fare.
La new entry nel museo degli orrori nazionali sono i guard-rail di ultima generazione profusi a piene mani, soprattutto dall’Anas, nelle disgraziate strade del Bel Paese, già afflitte da ogni sorta di bruttura.
Questa volta si tratta di mega guard-rail con doppio fascione, alti quasi due metri, che impediscono la visuale sul paesaggio e lo deturpano, insieme ai cartelli pubblicitari, in modo definitivo. I funzionari Anas adducono una fantomatica direttiva della Unione Europea che esiste solo nella loro fantasia. Quelli sin qui posati in zone tutelate non hanno neppure ricevuto la preventiva autorizzazione dei Beni Ambientali per cui l’Anas è passibile di denuncia alla Magistratura Penale. Sinora abbiamo desistito poiché sembrava ci fosse la volontà di rimediare ai misfatti compiuti. Bisogna riconoscere che siamo inguaribili ottimisti. Ma rimedieremo.
URBANISTICA ARCHITETTURA ED ARREDO URBANO
- Comune di Verbania. Recupero dell’ex Albergo Eden
- Comune di Verbania. Recupero ex Colonia Motta
- Comune di Verbania. "Villaggio Manoni"
- Comune di Verbania. Movicentro.
- Comune di Stresa. Villa Castelli.
- Ex Terme di Baveno.
- Piano Regolatore Comunale di Baveno
- Piano Territoriale Provinciale
Il Comune di Verbania, nell’anno decorso, è diventato il punto caldo dell’intera Provincia, dove si stanno addensando le nubi della più sfacciata speculazione edilizia.
Il fatiscente ex Albergo Eden, da anni nella nostra agenda, è in predicato di divenire il nuovo ecomostro del Lago Maggiore, con aumenti volumetrici previsti dal PRGC da 12000 a 54000 mc. L’impatto ambientale e visivo, essendo posto su un promontorio poco accessibile ma visibilissimo da ogni parte del bacino lacustre, sarebbe enorme. Sinora la Soprintendenza si è opposta al rovinoso progetto ma temiamo per la sua tenuta di fronte alle spinte della speculazione.
Ex Colonia Motta. Si tratta di un complesso edilizio abbandonato da tempo ed in stato di indescrivibile degrado ma in posizione panoramica di grande pregio. Il Comune ha previsto, manco dirlo, un aumento volumetrico del 50%, da 60000 a 90000 mc, per la creazione di un villaggio turistico e di un porto-garage a ridosso della Riserva Naturale del canneto di Fondotoce.
Villaggio Manoni. Un privato ha chiesto di poter costruire un villaggio turistico nella Piana di Fondotoce, ultima zona a verde tra Verbania ed Omegna, con annesso parco giochi tipo Disneyland. Il Sindaco giura e spergiura che se n’è solamente parlato ma nessuno gli crede.
Stazione ferroviaria di Fondotoce. Movicentro. Siamo intervenuti in extremis, col Museo del Paesaggio, per scongiurare questo ennesimo scempio, a parole non voluto da nessuno, o solo un po’, almeno non in quella posizione, ma che ciò nonostante sta per essere realizzato. La più razionale collocazione sul lato opposto della Ferrovia non ha fatto breccia, per motivi misteriosi che Il Sindaco conosce di certo.
Altri problemi impellenti sono Villa Castelli, sul lungolago di Stresa, nei pressi del Lido di Carciano. Villa Marina e Villa Natalia, sempre sul lungolago, per le quali è previsto il recupero/abbattimento con gli immancabili enormi aumenti di volumetria. I casi sono stati segnalati alla Soprintendenza fra le criticità più urgenti.
Ex Terme di Baveno. Nessuna novità circa il progetto di un grande edificio ad uso alberghiero all’interno del Parco. Comunque stiamo vigilando.
Per fare fronte a queste criticità la nostra Sezione ha chiamato a raccolta le altre Associazioni, FAI, Legambiente, Museo del Paesaggio, WWF, per azioni unitarie innanzi alle Autorità Amministrative locali e regionali, nell’ambito di un Coordinamento Provinciale delle Associazioni.
Stiamo pensando all’apposizione di vincoli monumentali, procedure costose e complesse. In via ufficiosa la Soprintendenza ci ha fatto sapere che i vincoli ben difficilmente saranno concessi in quanto si tratta di edifici ammalorati, non degni di specifica tutela. In effetti l’ex Albergo Eden e Villa Castelli furono a suo tempo incendiati. Occorrerebbe, in analogia ai terreni boscati dati alle fiamme, una legge che vieti il cambio di destinazione d’uso e ne prescriva il restauro conservativo ovvero, in caso di crollo, l’inedificabilità assoluta dell’area. Stiamo valutando la riesumazione della cosiddetta Legge di Napoli, con la quale lo Stato espropriava a prezzo di catasto agricolo il bene, per un certo numero di anni, lo restaurava e lo poneva in locazione sul mercato immobiliare. In questo modo si superavano alcuni paletti di ordine costituzionale, in difesa della proprietà.
Calma piatta per quanto riguarda il Piano Territoriale Provinciale. Non se ne sente più parlare. Intanto la cementificazione selvaggia del territorio continua senza sosta. Basta osservare la selva di capannoni ed edifici condominiali che sorgono come funghi, dalla sera alla mattina, per rendersene conto. La mancanza di regole fa comodo ad un sacco di gente. Ultima speranza è il grande patatrac dell’industria edilizia, per eccesso di offerta.
Ora stanno imperversando gli urbanisti della Conurbazione dei Laghi. Essi sognano la saldatura fra i diversi nuclei comunali che si dipanano sulla sponda destra del Lago Maggiore da Arona a Cannobio, con diramazioni verso l’Ossola ed il Lago d’Orta. Trattasi evidentemente di puro delirio cementificatorio che però trova vasta eco ed interesse sulla stampa locale e presso le cosiddette istituzioni..
In Comune di Montecrestese, Frazione Borrella, dove avevano intenzione di sventrare alcuni edifici del centro storico, devastando una zona agricola fra le più belle, panoramiche ed amene dell'Ossola, per creare un parcheggio ed una circonvallazione, siamo riusciti a fermare gli aspiranti Attila, crediamo in modo definitivo.
VIABILITA' E TRASPORTI. OPERE IDRAULICHE. ENERGIA.
- Variante Anas di Varzo.
- Strada di arroccamento in Comune di Vogogna.
- Variante ferroviaria Iselle-Domo 2. Tramonto di un'illusione.
- Scalo Domo 2. Trasformazione strisciante in interporto.
- Funivia Bognanco-Alpe Lusentino
- Ponte nel Fiume Toce in Comune di Anzola. Abbandono del progetto.
- Canalizzazione del Fiume Toce in località Pontemaglio. Comune di Crevoladossola. Interruzione dei lavori. Esposto alla Procura della Corte dei Conti.
- Arginatura del Rio Ogliana nel Comune di Beura Cardezza.
- Opposizione alla costruzione di nuove centraline idroelettriche. Accoglimento parziale nostre richieste.
La variante ANAS in Comune di Varzo è stata ultimata. Fra le altre follie di questo grande spreco di pubblico denaro avevamo segnalato l’estrema pericolosità dei numerosi viadotti (che si potevano benissimo evitare) in caso di gelo. Nonostante l’inverno mitissimo si sono verificati incidenti a catena, per puro miracolo senza vittime.
La nuova strada di arroccamento di Vogogna procede stancamente, fra una frana e una denuncia di Legambiente. Tutti gli inconvenienti, largamente prevedibili e previsti, si sono verificati e la sua inutilità è sempre più evidente. Naturalmente nessuno è chiamato a risponderne,
Del progetto di variante ferroviaria Iselle-Domo 2, consistente in un nuovo tunnel di 34 km non si sente più parlare. In compenso sono ritornati alla carica i fautori del tunnel fra Macugnaga e Zermatt del modico costo previsto di 500 miliardi di vecchie lire. Il tutto per trasformare Macugnaga nel parcheggio di Zermatt. Non è detto che non si rifacciano vivi quelli del tunnel di base fra Domodossola e Briga. In compenso sembra si sia acquietato il Sindaco di Trasquera a proposito del Tunnel dell’Alpe Veglia. Dopo aver deturpato la località di S. Domenico, che sta economicamente morendo, soffocata da una orrenda colata di cemento, speriamo che abbiano il buon senso residue di risparmiare la meravigliosa località alpina.
Per la trasformazione strisciante dello scalo ferroviario Domo 2 in interporto stiamo attendendo le preannunciate risposte degli Uffici competenti. Quando non sanno più cosa rispondere si trincerano dietro un impenetrabile silenzio. Non ci resta che aspettare l’incidente clamoroso, ormai più che probabile, affinché si muova la Magistratura.
Così vanno le cose nel Bel Paese.
Depenniamo definitivamente dalle evidenze l’incredibile progetto della inutilissima funivia, tra il cadente centro termale di Bognanco e l'Alpe Lusentino, così come è stato depennato dalla scena politica il suo strenuo fautore, l’ex assessore al turismo, Rachelli
Depenniamo altresì il progetto del "nuovo ponte nel Fiume Toce" tra Anzola e Premosello, scomparso dalla scena come l’ex Presidente della Provincia, Dott. Guarducci, principale sponsor.
Il progetto, che porta la firma dell'Ing. Valter Zanetta e dell'Ing. Giorgio Chieu riguardante la canalizzazione del Fiume Toce, per circa un Km, a monte di Pontemaglio non è ancora archiviabile, anzi potrebbe avere degli sviluppi. Dopo circa un anno dall’ultimazione dei lavori e numerose richieste siamo finalmente riusciti ad ottenere la Relazione Finale ed il Certificato di Collaudo, attualmente all’esame dei nostri esperti. Ricordiamo che è pendente un nostro ricorso alla Procura Generale della Corte dei Conti per via delle numerose irregolarità riscontrate nell’iter autorizzativi ed attuativo, che avevano portato alla sospensione dei lavori, in corso d’opera. Se non altro siamo riusciti a far introdurre modificazioni migliorative e di mitigazione ambientale.
La fregola cementificatrice dei nostri amministratori stava per rovesciarsi anche sul Rio Ogliana, in Comune di Beura Cardezza. Un tratto di torrente, rimasto miracolosamente allo stato naturale attraverso i secoli, nel centro abitato, era candidato ad una brutale cementificazione.. Dopo notevoli sforzi siamo riusciti ad evitare la costruzione di un muraglione verticale alto nove metri che è stato sostituito da una dolce scarpata inverdita. Il costo finale dell’opera è risultato alla fine dimezzato!
L' imponente impegno profuso dall'Associazione, per contrastare i nuovi progetti di sfruttamento delle residue risorse idriche provinciali ha dato qualche risultato, purtroppo non definitivo. In Provincia continua ad aumentare il numero delle istanze per lo sfruttamento dei residui ruscelli, di cui è diventato impossibile tenere la conta.
Se si tiene presente che lo sfruttamento di un rigagnolo assicura rendite milionarie per sé e gli eredi diventa comprensibile l’assalto di un’orda famelica di aspiranti microproduttori.
Come ben sapete si tratta dello sfruttamento di veri e propri gioielli ambientali il cui apporto al bilancio energetico nazionale è pressoché nullo. In compenso si spendono montagne di pubblico denaro per creare assurdi incentivi. Sarebbe come finanziarie, con soldi pubblici, la trasformazione di Maggiolino e Chippendale, di proprietà pubblica, in pellets e cippato.
Come se non bastasse la Comunità Montana Antigorio, Divedro, Formazza, ha presentato domanda per lo sfruttamento di un tratto del Torrente Cairasca, non ancora captato, in pieno Parco Regionale del Veglia.
Abbiamo presentato immediata denuncia alla Procura Generale della Corte dei Conti poiché sono stati finanziati progetti manifestamente inattuabili, in quanto il Regolamento del Parco non consente lo sfruttamento delle acque a scopo idroelettrico. Eppure ci provano e riprovano!
PARCHI
- Parco Nazionale Valgrande. Nomina del nuovo Direttore. Benvenuto.
- Tunnel stradale per l'Alpe Veglia. Opposizione
- Progetti di nuovi Parchi Naturali Provinciali di nuova istituzione.
Finalmente una buona notizia. E’ stato nominato, dopo anni di sede vacante, il nuovo Direttore del Parco Nazionale della Valgrande, nella persona dell’Arch. Tullio Bagnati. E’ persona di grande competenza ed indiscussa onestà intellettuale, che ha lavorato al Ministero dell’Ambiente, su progetti delicati, poi estromesso per la pratica dello spoil-system.
Sempre alla ribalta il ventilato tunnel stradale dell'Alpe Veglia di cui abbiamo ampiamente trattato nella relazione dell’anno scorso. Come detto sopra pare che il Sindaco si sia momentaneamente calmato, almeno così sembra dopo le dichiarazioni alla stampa locale.
La Sezione si sta pure adoperando per l'istituzione del Parco Fluviale del Fiume Toce. Ancora in alto mare la costituzione del Parco, abbiamo tuttavia conseguito un importante risultato, dopo pressanti richieste, con l’istituzione di una Zona di Protezione Speciale che ora si estende dalle sorgenti alla foce. Ciò significa che ogni futura manomissione dovrà sottostare a valutazione d’incidenza, ben più pregnante della semplice VIA. Come ricorderete la Corte di Giustizia Europea aveva già sanzionato l’Italia per la mancata istituzione della predetta ZPS. La Regione Piemonte, infine, ha dovuto ottemperare, sicuramente obtorto collo.
Si parla sempre di istituire nuovi Parchi Naturali Provinciali. L’assessore Paolo Caruso ci sta lavorando di buona lena.
BENI CULTURALI
- Ex Cava del Monte Calvario. "Recupero ambientale".
- Chiesa di San Bartolomeo in Villadossola. Costruzione di un centro commerciale. Ricorso.
- Santuario della Madonna del Sangue in Comune di Re. Sostituzione dell’antico pavimento.
- Silos del carburo in Comune di Villadossola. Recupero e creazione di un ecomuseo.
L’ex cava millenaria del Calvario, ormai esaurita, sta ancora correndo gravissimi pericoli. Essa è posta in fregio alla Riserva Naturale del Monte Calvario, dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. La cava, dal punto di vista amministrativo, non fa parte della Riserva pur essendone, a tutti gli effetti, parte integrante ed inscindibile. Una società che si occupa di smaltimento di rifiuti ha già ottenuto dalla Provincia l’autorizzazione a farne una discarica di inerti, con la scusa di procedere al "recupero ambientale" del sito! Non contenta, ha ora chiesto di stivarci altre porcherie per centinaia di migliaia di mc.. Abbiamo immediatamente fatto un esposto alla Soprintendenza ai Beni Architettonici ed il Paesaggio che in un primo momento aveva approvato il progetto ed ora si oppone con forza, sollecitando il nostro appoggio.
La questione è stata esaminata da una Conferenza di Servizi Stato/Regione i cui esiti sono tuttora sconosciuti.
A pochi metri dalla Chiesa romanica di San Bartolomeo, in Comune di Villadossola, sono in corso lavori di costruzione di un capannone da adibire a centro commerciale. Incredibilmente non esiste alcuna fascia di rispetto intorno al più bel monumento dell’epoca. Abbiamo impugnato la concessione edilizia presso la Regione il cui esito è ancora incerto. I lavori comunque sono stati sospesi. Non riusciremo probabilmente a fermare l’orrenda costruzione ma speriamo di ottenere la piantumazione di una cortina arborea che nasconda il tutto alla vista.
In condizioni analoghe l’ancora più antica Chiesa di Santa Assunta del Piaggio, assediata da detriti ed immondizie varie. Il Comune di Villadossola non sembra preoccuparsi più di tanto di simile vergogna.
Un altro increscioso episodio che la dice lunga sulla insensibilità e ignoranza che pervade ormai ogni strato della società italiana è la vicenda svoltasi nel celebre Santuario della Madonna del Sangue, in Comune di Re. Qui i Padri Oblati, che hanno in custodia il tempio, hanno affidato ad un tecnico locale il rifacimento del pavimento del nucleo storico del Santuario, vale a dire l’antica Chiesa Parrocchiale di San Maurizio, dove si verificò il miracolo, ora inglobata nel più moderno grandioso Santuario.
Nel progetto presentato alla Soprintendenza veniva assicurato che la rimozione dell’antico pavimento, risalente al 1500 secondo alcuni, e "solamente" al 1794, secondo i Padri Oblati, sarebbe stata effettuata manualmente, così come gli scavi, per la posa di tubi del riscaldamento.
In realtà, rimozione e scavo sono stati effettuati con una ruspa, entrata quasi sacrilegamente in un luogo mistico, caro a devoti di tutto il mondo. Del pavimento rimosso non si sa praticamente nulla. Secondo le dichiarazioni di un residente, riportate dalla stampa, avrebbe "preso il volo".
Noi temiamo sia andato in buona parte distrutto. In ogni modo la Soprintendenza, a lavori quasi ultimati, suggerirebbe che in interventi di quel tipo sarebbe opportuno recuperare il materiale originario integrandolo eventualmente con altro uguale.
Il tecnico ha detto di avere impiegato un materiale similare, Qualcuno è arrivato a malignare che si tratti di lastre provenienti dalla Cina. Il mistero che avvolge il caso, come sempre accade, dà la stura alle più ardite illazioni.
Le Comunità Montane della Valle Antrona e della Valle Anzasca, il Comune di Villadossola e la Regione, avevano approvato e finanziato un interessante progetto (DOCUP) per la creazione di un Centro Museale Territoriale nei dimessi silos del carburo, ora di proprietà della Vinavil. Ottima idea, per cui si sono affrettati a cestinarla. Il Comune di Villadossola ha detto che si tratta di una cosa brutta, da abbattere al più presto.
Allora gli abbiamo messo sotto il naso il Macro Museo di Arte Contemporanea, ricavato sul Rio Paranà da otto torri uguali identiche a quelle di Villadossola.
I silos rappresentano ora una delle più grandi attrattive di Rosario, terza città dell’Argentina, e sono predominanti nell’attuale sky-line cittadino, visto prospetticamente dal mare (vedi su Internet - parole chiave in grassetto- una serie di immagini estremamente interessanti).
A questo punto poteva subentrare la Proprietà, in un’operazione di grande spessore culturale e ritorno d’immagine, ricavandone uffici di rappresentanza, ad un prezzo assolutamente contenuto. Invece preferiscono, evidentemente, sponsorizzare scuderie sportive, più prossime alla loro mentalità.
Gli orizzonti culturali e progettuali di certi ambienti sono di uno squallore sidereo. Si aggiunga un atteggiamento di altezzosa superiorità ed i risultati non possono essere che quelli.
CONCLUSIONI
Riproduciamo, tali e quali, le conclusioni dello scorso anno, poiché nulla ci sembra mutato.
"E’ possibile trarre qualche considerazione dalla lunga elencazione di fatti, testé conclusa? Siamo sempre stati dell’opinione che i fatti si commentano da sé e quelli che abbiamo esposto non inducono certamente all’ottimismo. Di sicuro possiamo dire che il Paese, in generale, ha imboccato la strada del declino che appare ormai inarrestabile: basta recarsi all’estero per accorgersi del divario sempre più evidente fra la nostra involuzione ed il progresso altrui, soprattutto in campo urbanistico ed architettonico. Colpisce soprattutto il senso di irresponsabilità ed impotenza, o peggio, connivenza, promanante dalle pubbliche amministrazioni che si riversa poi, a cascata, sul funzionamento della vita civile. Ognuno potrà addebitare lo sfascio a questa o quella causa, secondo i propri metri di giudizio, politici e culturali. A noi basta aver additato una situazione sempre più difficile da fronteggiare, ma con la quale non cesseremo di confrontarci, con umiltà e determinazione, come sempre abbiamo fatto. Quanti vorranno darci una mano saranno i benvenuti".
Una notizia dell’ultimissima ora, proveniente da Roma, informa che al dimissionario Presidente Carlo Ripa di Meana, al quale va tutto il nostro affetto e ringraziamento per avere guidato l’Associazione fuori dalle secche finanziarie e dagli sterili dibattiti, è subentrato Giovanni Lo Savio, Consigliere di Cassazione e consigliere nazionale di Italia Nostra, per oltre un quarantennio. A lui il nostro più caloroso benvenuto alla suprema guida dell’Associazione e tanti auguri per un lavoro proficuo e tranquillo.
Il Consiglio Direttivo della Sezione porge i più calorosi saluti ai Signori Soci e simpatizzanti, con un invito a dimostrarci la loro solidarietà nel solo modo possibile e cioè con l’iscrizione ad Italia Nostra.
ITALIA NOSTRA
Sezione Verbano Cusio
Ossola
Il Consiglio Direttivo