
Nella foto: Una cascata a Premia

CENTRALINE: LA REGIONE FA DIETROFRONT
La Regione si è ripresa il "regalo"
che ci aveva fatto. Cliccando
potete leggere le lettere mandate
a Provincia e Regione
25.01.05
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA VCO
E ALLA GIUNTA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
AI CONSIGLIERI PROVINCIALI
p.c. AGLI ORGANI DI STAMPA
Oggetto:
PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE. PRELIEVI IDRICI A SCOPO IDROELETTRICO LUNGO L’ASTA DEL TOCE. MODIFICA PEGGIORATIVA. RICHIESTA DI INTERVENTO.
Avevamo accolto con sollievo e gratitudine la notizia che la versione adottata il 20.09.04 dalla Giunta Regionale, con criteri di salvaguardia, del Piano Regionale di Tutela delle Acque conteneva esplicitamente la misura normativa che sanciva per il Toce e i suoi affluenti la "inammissibilità di nuove istanze di concessione idroelettrica finalizzate alla produzione e vendita di energia che non prevedano la contestuale dismissione o razionalizzazione di impianti esistenti con riduzione dell’impianto complessivo sull’ambiente idrico", mentre stabiliva delle indicazioni di grande cautela anche per il rilascio di concessione alle centraline il cui iter autorizzativo fosse già in corso. Detta misura teneva finalmente conto dello stato di fatto, riconoscendo che il VCO aveva già dato al di là del giusto in fatto di sfruttamento idroelettrico delle sue acque, tanto da essere il primo produttore in Piemonte di energia da fonte idroelettrica da bacino o da acqua fluente, a fronte di un grosso e insanabile sacrificio delle sue bellezze naturali e della sua biodiversità, mentre decine e decine di nuovi impianti si stavano affollando agli uffici provinciali per ottenere il rilascio di ulteriori concessioni.
Per raggiungere questo risultato le Associazioni firmatarie di questa nota avevano organizzato convegni, conferenze stampa, prodotto documenti e osservazioni, e fatto pervenire alla Regione e alla Provincia del VCO numerose Istanze di moratoria, nelle quali si precisavano i motivi del loro dissenso nei confronti di una fonte energetica bensì rinnovabile, che però andava ormai ad incidere in modo insostenibile su un bene non rinnovabile, quale è il territorio e la sua naturalità. Molti fiumi e torrenti del VCO sono ormai ridotti a sassaie per la maggior parte dell’anno. Al nostro fianco avevamo trovato schierate le Associazioni dei pescatori dilettanti, degli albergatori, e molti comitati locali. Anche esponenti dell’attuale Maggioranza dichiaravano di condividere la nostra linea.
La decisione della Regione Piemonte si è dovuta successivamente confrontare con numerose osservazioni e ricorsi al TAR dei costruttori di centraline, che si vedevano sottrarre una fonte di guadagno fantastica (il kilowattora idroelettrico è strapagato dall’Enel, secondo i dettami di legge che favoriscono le fonti rinnovabili e si avvale pure degli incentivi del tipo "certificati verdi") e la Regione ha fatto quindi marcia indietro. E’ pubblicato sul B.U. del 20.01.05, all’interno di una delibera di Giunta, una modifica della norma che abbiamo sopra evidenziato e che riportiamo di seguito: "c) ridurre la portata della misura nell’Area idrografica del Toce disponendo che la sostenibilità dell’uso idroelettrico sia garantita unicamente attraverso la sottoposizione delle istanze di concessione di derivazione finalizzate alla produzione e vendita di energia e assoggettate alla legge regionale 40/1998 alla valutazione della sommatoria degli effetti prodotti dagli impianti esistenti e da quelli in progetto sul regime idrologico dei corsi d’acqua insistenti nell’area di interesse, fatta eccezione per le derivazioni della stessa tipologia che prevedano la contestuale dismissione o razionalizzazione di impianti esistenti con riduzione dell’impatto complessivo sull’ambiente idrico." Pare di comprendere che di "inammissibilità" non si parli più, quantomeno nella versione adottata (salvo modifiche in tal senso nella versione che verrà approvata dal Consiglio Regionale), ma soltanto si disponga di valutare la compatibilità ambientale dell’opera in un’area vasta, che tenga conto della "sommatoria degli effetti" e non soltanto dell’effetto puntuale della centralina in valutazione, senza peraltro che sia specificato che cosa si intende per "area di interesse".
Le sottoscritte Associazioni chiedono a tutti Voi di farvi carico del degrado ambientale determinato dall’esagerato sfruttamento a scopo idroelettrico delle acque del VCO e di far pervenire alla Regione una sollecitazione in tal senso, nella forma più appropriata, affinché sia resa palese la volontà dell’Ente Provincia di difendere il suo territorio.
Salutano e ringraziano dell’attenzione, in attesa di notizie.
Italo Orsi, presidente Italia Nostra
Amelia Alberti, presidente Legambiente
23/01/2005
ALL’ASSESSORE REG.LE ALL’AMBIENTE
U. CAVALLERA
Oggetto:
PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE. PRELIEVI IDRICI A SCOPO IDROELETTRICO LUNGO L’ASTA DEL TOCE. MODIFICA PEGGIORATIVA. RICHIESTA DI RIPENSAMENTO.
Avevamo accolto con sollievo e gratitudine la notizia che la versione adottata il 20.09.04 dalla Giunta Regionale, con criteri di salvaguardia, del Piano Regionale di Tutela delle Acque conteneva esplicitamente la misura normativa che sanciva per il Toce e i suoi affluenti la "inammissibilità di nuove istanze di concessione idroelettrica finalizzate alla produzione e vendita di energia che non prevedano la contestuale dismissione o razionalizzazione di impianti esistenti con riduzione dell’impianto complessivo sull’ambiente idrico", mentre stabiliva delle indicazioni di grande cautela anche per il rilascio di concessione alle centraline il cui iter autorizzativo fosse già in corso. Detta misura teneva finalmente conto dello stato di fatto, riconoscendo che il VCO aveva già dato al di là del giusto in fatto di sfruttamento idroelettrico delle sue acque, tanto da essere il primo produttore in Piemonte di energia da fonte idroelettrica da bacino o da acqua fluente, a fronte di un grosso e insanabile sacrificio delle sue bellezze naturali e della sua biodiversità, mentre decine e decine di nuovi impianti si stavano affollando agli uffici provinciali per ottenere il rilascio di ulteriori concessioni.
Per raggiungere questo risultato le Associazioni firmatarie di questa nota avevano organizzato convegni, conferenze stampa, prodotto documenti e osservazioni, e fatto pervenire alla Regione e alla Provincia del VCO numerose Istanze di moratoria, nelle quali si precisavano i motivi del loro dissenso nei confronti di una fonte energetica bensì rinnovabile, che però andava ormai ad incidere in modo insostenibile su un bene non rinnovabile, quale è il territorio e la sua naturalità. Molti fiumi e torrenti del VCO sono ormai ridotti a sassaie per la maggior parte dell’anno. Al nostro fianco avevamo trovato schierate le Associazioni dei pescatori dilettanti, degli albergatori, e molti comitati locali. Anche esponenti dell’attuale Maggioranza dichiaravano di condividere la nostra linea.
La decisione della Regione Piemonte si è dovuta successivamente confrontare con numerose osservazioni e ricorsi al TAR dei costruttori di centraline, che si vedevano sottrarre una fonte di guadagno fantastica (il kilowattora idroelettrico è strapagato dall’Enel, secondo i dettami di legge che favoriscono le fonti rinnovabili e si avvale pure degli incentivi del tipo "certificati verdi") e la Regione ha fatto quindi marcia indietro. E’ pubblicato sul B.U. del 20.01.05, all’interno di una delibera di Giunta, una modifica della norma che abbiamo sopra evidenziato e che riportiamo di seguito: "c) ridurre la portata della misura nell’Area idrografica del Toce disponendo che la sostenibilità dell’uso idroelettrico sia garantita unicamente attraverso la sottoposizione delle istanze di concessione di derivazione finalizzate alla produzione e vendita di energia e assoggettate alla legge regionale 40/1998 alla valutazione della sommatoria degli effetti prodotti dagli impianti esistenti e da quelli in progetto sul regime idrologico dei corsi d’acqua insistenti nell’area di interesse, fatta eccezione per le derivazioni della stessa tipologia che prevedano la contestuale dismissione o razionalizzazione di impianti esistenti con riduzione dell’impatto complessivo sull’ambiente idrico." Pare di comprendere che di "inammissibilità" non si parli più, quantomeno nella versione adottata (salvo modifiche in tal senso nella versione che verrà approvata dal Consiglio Regionale), ma soltanto si disponga di valutare la compatibilità ambientale dell’opera in un’area vasta, che tenga conto della "sommatoria degli effetti" e non soltanto dell’effetto puntuale della centralina in valutazione, senza peraltro che sia specificato che cosa si intende per "area di interesse".
Le sottoscritte Associazioni chiedono all’Assessore
1) di essere informate sui motivi che l’hanno indotto a modificare il paragrafo di cui sopra;
2) di ripensare alle decisioni assunte e di riproporre al voto del Consiglio Regionale la versione originaria del testo, più consono allo stato dei luoghi e allo sfruttamento già in atto. E’ infatti compito primario della Regione quello di valutare, tra diversi diritti, quello che meglio e più corrisponde al bene comune. Siamo certi che le motivazioni che avevano indotto a scrivere il testo originario erano state meditate e ritenute così valide, che non vi sarà difficile difenderle né di fronte a osservazioni contrarie, né di fronte al Tribunale del TAR.
Certi di essere ascoltati, restiamo in attesa di notizie e salutiamo cortesemente
Italo Orsi, per Italia Nostra
Amelia Alberti, per Legambiente
24/01/2005