Nella foto: L'impianto con le celle soda-cloro a mercurio
 
PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO
Il 21.01.04 la Commissione delle Petizioni
ascolterà Legambiente a Bruxelles
19.01.04
 
 

Prima che sia troppo tardi

 

UNA PETIZIONE DI LEGAMBIENTE AL PARLAMENTO EUROPEO

PER ELIMINARE LA “BOMBA-MERCURIO”

DAL BACINO DEL LAGO MAGGIORE

 

Verrà discussa mercoledì 21 gennaio a Bruxelles, alle ore 16

 

LA PETIZIONE. In seguito ad una Petizione da noi sottoscritta, protocollata col numero 1106/02, inviata via internet nel mese di ottobre ‘02 alla Commissione Europea per le petizioni, è iniziato un lungo iter buracratico, alla fine del quale il suo contenuto è stato giudicato ricevibile e aggiunto all’odg della Commissione stessa. Nel novembre ‘03 sono stata ascoltata a Roma in audizione preliminare, mentre mercoledì prossimo, 21 gennaio ’04, sono attesa a Bruxelles per riferire alla Commissione intorno alle preoccupazioni che ci hanno spinto a rivolgerci al Parlamento Europeo.

 

CRONISTORIA. Nel 1916, in piena Prima Guerra Mondiale, furono attivati a Pieve Vergonte alcuni impianti elettrolitici (“celle soda-cloro ad amalgama di mercurio”) per la produzione di cloro, necessario alla sintesi dei gas bellici asfissianti. La zona si prestava bene, per la disponibilità di energia idroelettrica a poco prezzo e la presenza di corsi d’acqua utili per scaricarvi i reflui. Da allora la produzione di cloro è stata l’asse portante di tutta la chimica di Pieve Vergonte, compresa la sintesi del famigerato DDT (Dicloro-Difenil-Tricloroetano, appunto), abbandonato per disposizione ministeriale nel 1996. Ancora oggi il sito chimico ex-Enichem, ex-Rumianca, oggi di proprietà Tessenderlo, produce ogni anno 40.000 tonn di cloro, finalizzato alla produzione di cloro-benzene e cloro-toluene, utilizzando appunto le celle soda-cloro ad amalgama di mercurio, della stessa tecnologia del 1916, oggi ampiamente superata, ad esempio, dalle celle soda-cloro a membrana. La quantità di mercurio che gira negli impianti di Pieve Vergonte è di circa 80 tonnellate. Gli impianti hanno ormai trent’anni di vita e la struttura muraria si presenta fatiscente.

 

USI DEL MERCURIO E DANNI SANITARI. Il mercurio, metallo liquido di colore argenteo e di alta densità, è usato, oltre che come catodo nelle celle elettrolitiche, anche in diverse strumentazioni, in apparecchi scientifici, come composto catalizzatore di reazioni della chimica organica, come componente dell’amalgama dentaria, oggi sostituita da cementi innocui. Nell’uomo può dare luogo a forme acute anche mortali oppure essere assorbito attraverso la cute e le mucose e attaccare soprattutto il sistema nervoso (idrargirismo cronico). Famoso l’avvelenamento di Minamata, in Giappone, avvenuto nei primi anni Cinquanta per ingestione di pesce altamente inquinato e che ha colpito migliaia di abitanti. In un ecosistema idrico (lago, mare) il mercurio, insolubile, finisce sui fondali, da dove come metil-mercurio entra attraverso il plancton nella catena alimentare, accumulandosi nel tessuto adiposo dei pesci con meccanismi di bioaccumulazione e di biomagnificazione, fino a raggiungere dosi pericolose. I fondali del lago Maggiore sono tutti altamente inquinati da mercurio pregresso (celle soda-cloro di Pieve V., miniere aurifere della valle Anzasca, altro), quando i reflui non subivano alcun controllo. Oggi a Tessenderlo per il mercurio sono stati imposti agli scarichi i limiti europei, molto rigidi. I pesci del lago Maggiore contengono mercurio in concentrazioni elevate, ma al di sotto dei valori di pericolo.

 

BOMBA-MERCURIO. Il rischio che paventiamo e per il quale, dopo aver rivolto implorazioni a tutti i poteri locali e a due Ministri dell’Ambiente (Ronchi nel 1987 e Matteoli nel 2001), ci siamo decisi per Bruxelles, è che un disastro ambientale (alluvione, incendio, scoppio, terremoto) intacchi la struttura muraria dell’impianto e liberi le 80 tonnellate di mercurio, il quale, essendo un metallo liquido e anche facilmente volatile, scorrerebbe verso il lago attraverso il Marmazza e il Toce o si libererebbe nell’aria, provocando la fine dell’ecosistema Lago Maggiore, una riserva preziosissima di acqua dolce di ottima qualità, da tutelare come un bene primario. Ricordiamo che Tessenderlo è industria a rischio di incidente rilevante di prima classe.

 

SCOPO DELLA PETIZIONE. Che cosa chiediamo alla Commissione Europea? Di imporre a Tessenderlo, eventualmente con incentivi economici da aggiungersi agli incentivi già resi disponibili nel 2002 dal Ministero, di abbandonare la tecnologia a mercurio per altre tecnologie meno pericolose. L’Europa di fatto non ha ancora bandito il mercurio dalle attività industriali, ma potrebbe prendere in esame il caso particolare del Lago Maggiore, un ecosistema chiuso, così delicato e prezioso, e anticipare quelle decisioni che ormai sono imminenti. Ci auguriamo di riportare a casa un risultato significativo, almeno in termini di attenzione vasta al problema. E ci auguriamo che serva ad attivare gli Amministratori locali per arrivare là dove noi, per le dimensioni ridotte del nostro apparato, non possiamo magari giungere.

 

APPOGGI. Anche attraverso i sigg. giornalisti chiediamo a tutte le forze politiche e sociali di appoggiare la nostra iniziativa con dichiarazioni dirette di consenso o  di attivarsi attraverso i loro propri canali per collaborare alla soluzione del problema.

 

19/01/2004