Aristide
Ronzoni
VERBANIA
Nuovo giro di boa nella vicenda «Acetati spa». La terza sezione della
Cassazione, l’altro ieri, ha rigettato il ricorso che i legali del polo
chimico avevano inoltrato avverso la sentenza del tribunale del Riesame di
Verbania con la quale veniva sancita la legittimità del sequestro degli
scarichi a lago disposto dal gip del tribunale Montefusco nell’ottobre
2002 su richiesta della Procura della Repubblica. Gli avvocati Molino,
Zaccone, Merli e Baldini avevano depositato il ricorso in Cassazione
contro la seconda sentenza del tribunale del Riesame che precedentemente
si era visto annullare la prima sentenza di sequestro degli scarichi in
quanto, secondo i giudici di Cassazione, le tabelle prodotte dall’accusa
riportanti i dati sulla pericolosità della formaldeide scaricata a lago
non sarebbero stati sufficienti a provare il pericolo per l’organismo
umano. Il tribunale verbanese non aveva tenuto conto delle disposizioni
della Cassazione ritenendone il pronunciamento suscettibile di diverse
interpretazioni. L’ultima sentenza della Suprema Corte pone dunque un
punto fermo sulla vicenda Acetati e la ’palla’ dovrà passare ora al
prefetto Carmine Rotondi che ha raccolto l’eredità della carica di
commissario straordinario ministeriale per la gestione dello stato di
emergenza socio-ambientale riconosciuta dal Ministro dell’Ambiente. La
sentenza della Cassazione viene commentata con serena cautela dal
procuratore capo Antonio Simone e dal magistrato inquirente, sostituto
Fabrizio Argentieri: «La Procura attende di conoscere le motivazioni dei
giudici cassazionisti ed è fiduciosa che sia in linea con
l’interpretazione a suo tempo assunta dal tribunale del Riesame che per
ben due volte ha rigettato le istanze di dissequestro avanzate dalla
difesa». Sostanzialmente le motivazioni della Cassazione potrebbero
rivelarsi coerenti con le direttive comunitarie europee secondo le quali
non è indispensabile che venga dimostrata la pericolosità di
inquinamento a danno delle persone ma è sufficiente stabilire
l’esistenza di un danno all’ambiente.
Che gli scarichi a lago di «Acetati spa» costituiscano un depauperamento
dell’equilibrio ambientale parrebbe circostanza evidente per il solo
fatto che sostanze chimiche con sospette caratteristiche cancerogene
vengono immesse nelle acque.
Nel frattempo i vertici del polo chimico di viale Azari proseguono
l’opera di adeguamento degli impianti e delle strutture deputate alla
separazione delle acque di lavorazione. Lavori che il commissario
straordinario tiene sotto costante controllo e che dovrebbero concludersi
entro il prossimo mese di luglio. Un primo termine era stato fissato entro
il 31 dicembre 2003 ma le difficoltà tecniche della sperimentazione
avevano indotto il prefetto Pironti - attualmente in carica a Varese - a
richiedere al Ministero (che gli lo ha concesso) lo slittamento dei
termini alla prossima estate.
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