IN MEMORIA DI ELDA ZANETTI

In questo primo giorno del 2002, finalmente silenzioso, mi piace ricordare a me stessa e a voi che il giorno 10 di gennaio corre l'anniversario della morte dell'amica Elda Zanetti, morta prematuramente per un tumore contro cui non sono valse le cure e l'amore da cui era circondata. Gravellona Toce, come tutto il VCO, è luogo dove per tumore si muore più che in tutto il resto del Piemonte e di buona parte d'Italia. Di questo fenomeno Elda era perfettamente consapevole, come persona e come membro della nostra associazione. Per ripagare in qualche minima misura i suoi famigliari della perdita e per continuarne l'opera, avevamo concordato di istituire una borsa di studio a suo nome, impegnando uno studente su una tesi di laurea di interesse ambientale per il territorio. I fondi per la borsa di studio sono stati versati da amici, colleghi e parenti di Elda (v. altrove nel nostro sito). Come ricorderete, il tesista è Angelo Mamolo, di Besozzo, laureando in Scienze dell'Ambiente presso l'Università degli Studi di Milano (relatrice: dott.ssa Valeria Mezzanotte; correlatrice: io stessa). La tesi di laurea è "L'inquinamento da mercurio del bacino del lago Maggiore", di carattere sperimentale e bibliografico. Essa terminerà in luglio, quando Angelo si laureerà. Perchè il mercurio? Si tratta di un metallo liquido, estremamente velenoso e pericoloso (ricordate Minamata, in Giappone?), che si accumula nel tempo, soprattutto utilizzando la catena alimentare, nel corpo degli esseri viventi, uomo compreso. Il bacino del lago Maggiore è estesamente intriso di mercurio (che nei pesci commestibili è ancora al di sotto dei limiti di legge, molto permissivi) a causa di lavorazioni pregresse (miniere d'oro, cappellificio) e di lavorazioni tuttora in corso (produzione del cloro in impianti elettrolitici ad amalgama di mercurio, presso la Tessenderlo ex-Enichem di Pieve Vergonte). Nessuna ricerca è stata fatta o programmata nel nostro territorio per verificare le conseguenze sull'ecosistema di questo vasto inquinamento, che nell'uomo incide soprattutto sul sistema nervoso. Da parte nostra, noi lavoriamo alla tesi di laurea in mezzo all'indifferenza e all'ostilità delle Autorità, che tendono a minimizzare questo come qualunque altro caso di inquinamento chimico, sia per non allarmare (si dice in gergo: "per non creare allarmismi") la popolazione e i turisti, sia per non vedere messa sotto accusa la loro colpevole cecità attuale e dei decenni passati. Nessun appello delle associazioni ambientaliste (il più recente fatto pervenire nel novembre scorso al Ministro dell'Ambiente, che non aveva ritenuto di riceverci) è servito a rimettere in discussione l'uso del mercurio a Pieve Vergonte, che può essere benissimo sostituito da tecnologie più moderne. A Pieve Vergonte (a monte del lago Maggiore, in zona esondabile del Toce) sta un centinaio di tonnellate di mercurio (tremenda spada di Damocle in caso di spandimento), causa di continuo, seppur attualmente limitato, inquinamento quotidiano. Dopo Minamata, il Giappone ha bandito il mercurio dal suo territorio. In Europa vecchi impianti simili al nostro continuano ad utilizzarlo, per non fare investimenti improduttivi. Quante Minamate occorrono per imporre scelte ragionevoli? Quali Amministratori pubblici, quali forze politiche, quali cittadini si affiancheranno a noi, per imporre una modifica del metodo produttivo del cloro a Pieve Vergonte? Il Canton Ticino, le cui sponde sono bagnate dalle stesse nostre acque, riuscirà ad ottenere ciò che noi ambientalisti da soli non riusciamo? L'anno 2002 sia generoso con le nostre istanze e smentisca il nostro pessimismo!