ACETATI: TUTTI SI SCHIERANO
 
Purtroppo, come quasi sempre (o sempre?) avviene anche sui temi di massimo interesse ambientale, le dichiarazioni degli esponenti locali verbanesi sulla questione Acetati sono ormai tutte schierate: il centro sinistra, a favore del proseguimento, seppur ambientalmente controllato, dell'attività aziendale; la destra, o contro (AN), o cauta (Forza Italia). Salvo eccezioni (i Verdi, Rifondazione Comunista), i politici tendono a prendere tutti e comunque le distanze dalle nostre posizioni, forse per non sembrare o antiambientalisti o al traino degli ambientalisti.
Siamo quindi in una situazione di stallo, dalla quale è urgente uscire, rilanciando la questione su altri piani, sempre molto concreti.
Cominciamo con una domanda nuova: quanto tempo ancora potranno durare gli impianti Acetati, che a prima vista sembrano fatiscenti e malconci?
Da questa la seconda domanda: non sarà che gli impianti ormai siano al capolinea e Acetati abbia comunque intenzione di abbandonare il campo dell'acetato di cellulosa, dopo aver sfruttato al massimo il contratto stipulato con la Gepi nel 1989?
Dalla seconda la terza domanda: chi conosce precisamente il contratto tra Acetati e Gepi, l'organizzazione statale incaricata di rifinanziare le aziende decotte (come era Montefibre)?
Dalla terza la quarta: non sarà che Acetati ha fatto due conti e ragionevolmente non intende costruire nessun impianto di depurazione a valle di impianti obsoleti, lasciando la responsabilità della fermata dell'azienda alla Provincia, che per competenza è tenuta a far rispettare le leggi dello Stato sugli scarichi idrici?
E infine la quinta domanda: quanto ha guadagnato in questi primi dodici anni Acetati, vendendo energia elettrica all'Enel e spargendo anidride solforosa a tonnellate sulla città? quanto pensa di guadagnare in futuro, sostituendo l'attività chimica con quella di produttore di energia elettrica con la nuova centrale, cinque volte più potente dell'attuale? oppure non è lecito fare i conti in tasca di nessuno, ma è lecito ipotizzare speculazioni edilizie o connivenze con tali speculazioni in chi invoca un ambiente migliore per i cittadini verbanesi?
 
Ci piacciono, è ovvio, le prese di posizioni che confortano le nostre tesi. In particolare vi raccomandiamo il testo diffuso da Rifondazione Comunista sulla questione Acetati e riportato qui sotto, che raccoglie le sue memorie storiche e amministrative insieme con i nostri documenti, li rielabora e ne costruisce un testo politico.
Di seguito poi, il comunicato dei Verdi verbanesi.
 
 

Verbania, 14 gennaio 2002

A tutti gli organi di Stampa e Informazione

 

COMUNICATO SULLA VICENDA ACETATI ITALPET

 

Il grave problema che incombe sulla città, relativo al progetto di potenziamento della centrale termoelettrica per l’Acetati e l’Italpet, e all’inquinamento dovuto agli scarichi a lago di formaldeide e cloroformio (sostanze altamente cancerogene), ha aperto a livello cittadini un confronto tra le forze politiche e sociali sulle prospettive di sviluppo e relativo impatto ambientale che Verbania subirà.

Da questo confronto, che non riguarda solo l’immediato, ma prefigura il disegno dello sviluppo economico, sociale ed ambientale di Verbania, i cittadini non possono essere esclusi, ma devono essere informati e resi partecipi delle scelte su questa grande fabbrica, perché è sulla popolazione che ricadranno le conseguenze ambientali e di tutela della salute.

Fin dalla sua nascita questa industria chimica ha creato problemi rispetto alla sua collocazione in pieno centro abitato, provocando gravi problemi di impatto ambientale, quali inquinamento dell’aria, dell’acqua, acustico e urbanistico.

In questo contesto Rifondazione Comunista ha proposto, nello scorso mandato amministrativo, lo studio di fattibilità per la realizzazione del teleriscaldamento con il recupero dei vapori.

Questa proposta, pur non risolvendo i problemi, andava, attraverso la riconversione a metano della centrale, nella direzione di un abbattimento dei fumi riversati nell’aria e di un recupero energetico che avrebbe portato beneficio sia ai cittadini che all’azienda stessa.

Nonostante gli impegni assunti dal Consiglio Comunale e dal Sindaco in prima persona per presentare uno studio di fattibilità in tempi brevi, questa proposta è scomparsa dall’agenda amministrativa, e viene ripresentata oggi dall’azienda, legata alla richiesta di potenziamento della centrale.

Il Sindaco, ancora prima di vedere il progetto e di discuterne i contenuti con le varie istanze istituzionali e sociali, si è già speso a sostegno dello stesso; e questo in modo antidemocratico nei confronti del Consiglio Comunale di Verbania che, solo pochi mesi fa, ha votato all’unanimità un Ordine del Giorno che vietava qualsiasi potenziamento della centrale termoelettrica.

In concomitanza con questa proposta, è emerso in modo preoccupante il dato relativo al livello di inquinamento a cui gli stabilimenti hanno sottoposto le acque del lago, versando direttamente sostanze inquinanti, tra cui due potenti cancerogeni quali formaldeide e cloroformio.

Questo è stato possibile grazie a leggi permissive che, attraverso la diluizione dei veleni in grandi quantità d’acqua, permettevano all’azienda di rimanere nei  parametri di legge, accumulando comunque nel lago tonnellate di queste sostanze sulla cui presenza nessuno fa verifiche. Per la diluizione delle sostanze e per il raffreddamento degli impianti l’azienda consuma mediamente in un anno la stessa quantità d‘acqua consumata da tutti i cittadini della provincia, e questo a costi irrisori e con un immane spreco di uno tra i più preziosi elementi vitali (proprio in questi giorni ci rendiamo conto quanto l’acqua sia indispensabile).

La nuova normativa sugli scarichi industriali che prevede l’analisi sulle concentrazioni dei veleni ha fatto sì che l’azienda sia fuori legge, infatti la Provincia non ha rinnovato l’autorizzazione agli scarichi.

Di fronte a questa situazione Rifondazione Comunista esprime preoccupazione per la grave situazione ambientale in cui la città si trova e chiede pertanto alla Provincia di assumere tutte le decisioni che le competono in materia di tutela ambientale, non solo per gli scarichi a lago, ma anche per le continue emissioni in atmosfera (quintali in un anno) di sostanze, polveri e gas responsabili dell’effetto serra e di allergie e malattie dell’apparato respiratorio, e al fatto che tali inquinanti rappresentano un grave pericolo per i lavoratori e i cittadini in caso di incidente.

Rifondazione Comunista:

-         ribadisce la propria proposta per il teleriscaldamento con la potenzialità attuale della centrale e ritiene che tale centrale non debba essere ampliata perché ciò, oltre a creare ulteriori problemi di inquinamento elettromagnetico, a non diminuire le immissioni (SO2, CO, NOX, ….) in atmosfera e a moltiplicare l’impatto della fabbrica al centro della città, prefigurerebbe già l’impossibilità di sviluppi diversi nel tempo.

-         chiede alle Istituzioni interessate che impegnino l’azienda a realizzare un impianto a circuito chiuso di depurazione e recupero delle acque.

Con queste proposte Rifondazione Comunista tutela i cittadini di Verbania, mirando ad una miglior qualità del lavoro e della vita, a partire dalla difesa della salute dei lavoratori di Acetati e Italpet.

Da varie parti, in modo strumentale e inconsulto, vengono attaccate le posizioni che non si accodano alle logiche aziendali  del solo profitto, come posizioni velleitarie tese a smantellare le attività produttive, creando così sconcerto e paura tra i lavoratori dell’azienda.

La storia delle lotte operaie ci ha insegnato che non possono essere separati i problemi occupazionali da quelli della tutela della salute in fabbrica e dell’ambiente circostante. E’ fondamentale che queste due rivendicazioni procedano di pari passo, perché i lavoratori hanno diritto ad un lavoro buono e tutelato.

Troppo spesso, anche a Verbania, il cosiddetto “sviluppo” (chiamato modernità) ha visto la penalizzazione degli interessi collettivi rispetto agli interessi dei grandi potentati economici.

Il profitto non può essere l’unica variabile indipendente conseguita a scapito di tutta una collettività con la rapina, la distruzione e l’uso sconsiderato di tutte le risorse vitali (acqua, aria, energia,…); anche le aziende devono pagare il loro prezzo, rendendosi più sicure e compatibili con il territorio che le circonda.

 

 

COMUNICATO STAMPA
 
In merito ai problemi  -  tuttora irrisolti - attinenti la presenza dei noti impianti industriali ACETATI-ITALPET   di Verbania,  oggi di nuovo alla ribalta per le anomalie registrate nelle operazioni degli scarichi a lago,  il COORDINAMENTO  VERDI del Verbano intende esprimere le seguenti considerazioni:
 
-         Lavoro ed occupazione rappresentano un valore fondamentale per i cittadini verbanesi ed in particolare per le giovani generazioni per cui è giusto difendere i posti di lavoro esistenti e promuovere la crescita occupazionale. Ma è ormai patrimonio comune dell’Europa e dei paesi moderni e sviluppati che tale crescita debba  avvenire nel pieno rispetto delle norme che garantiscano  la piena tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e della popolazione civile che vive ed opera a ridosso di ogni impianto produttivo, nonché la salvaguardia dell’ambiente inteso nella sua più vasta accezione;
 
-         le aziende ACETATI-ITALPET, classificate per legge come industrie insalubri di primo grado    - e in quanto tali delegittimate ad operare nelle zone interessate dagli insediamenti abitativi  -       rappresentano senz’altro un’anomalia evidenziata  anche dall’ O.d.g.  approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Verbania nel marzo 2001, documento con il  quale si impegnano tra l’altro il Sindaco e l’Amministrazione Comunale a :
 
a)      negare l’autorizzazione ad ogni potenziamento della centrale termoelettrica anche se in relazione alla prospettiva del teleriscaldamento.
b)      Impedire nuove edificazioni residenziali nelle aree contigue gli stabilimenti.
c)      Evitare l’espansione delle attività già esistenti di tipo chimico sul territorio cittadino.
d)      Attivarsi per attuare un’indagine epidemiologica atta a verificare le cause dell'incremento in città di patologie tumorali ed allergiche.
 
Tale documento è stato  recepito come prima risposta positiva a problemi che hanno ripetutamente  scosso l’opinione pubblica,  anche a seguito dell’ampia e documentata illustrazione rigorosamente scientifica sui danni prodotti e sui pericoli in corso  offerta da Legambiente ,  suffragata sul piano politico dall’impegno dei VERDI. Una speranza ed una fiducia che non devono essere vanificate, pena la perdita di ogni credibilità da parte dei cittadini nei confronti del potere pubblico cui è delegata la responsabilità  della tutela della salute e della salvaguardia dell’ambiente,  beni irrinunciabili  patrimonio di tutta la collettività.
 
Sono inaccettabili pertanto le  affermazioni rilasciate in questi giorni dall’Amministrazione Comunale circa la pacifica ammissibilità del potenziamento della centrale termoelettrica, in totale contrasto con il deliberato dell’Odg votato all’unanimità dal Consiglio.
 
In merito alle discussioni che stanno avvenendo in questi giorni in città e sugli organi di stampa sul problema degli scarichi a lago,  i   VERDI chiedono che l’Amministrazione Provinciale assuma con la massima tempestività le decisioni che le competono in materia ambientale. In particolare si annota come gli impianti industriali chimici presentino un impatto ambientale pesantemente negativo per la nostra città dovuto principalmente ad un consumo abnorme di acqua che viene scaricata nel lago Maggiore (in questo momento la Provincia non ha rinnovato l’autorizzazione allo scarico in quanto gli inquinanti sono superiori ai limiti di legge), alle continue emissioni gassose quali SO2, CO, NOX,  polveri, gas acetici, glicole etilenico, ecc., all’inquinamento acustico,  al fatto che rappresentano un rischio in caso di incidente per i lavoratori e per la cittadinanza.
.
Nel corso della recente assemblea organizzata dalla Circoscrizione Verbania Ovest  a Suna  abbiamo appreso che tra gli inquinanti scaricati a lago ve ne sono due cancerogeni (formaldeide e cloroformio).
 
Se la nuova centrale termoelettrica di cui si parla (di potenza notevolmente superiore a quella esistente) dovesse essere realizzata non diminuiranno sicuramente le emissioni di NOX e CO2 responsabili entrambe dell’effetto serra e le prime della formazione dell’ozono (pericoloso per le vie respiratorie) e delle piogge acide.
 
I VERDI che hanno sostenuto nell’ultima campagna elettorale la coalizione di centrosinistra e che fanno oggi parte a pieno titolo di detta alleanza chiedono di essere coinvolti nelle rilevanti decisioni  che riguardano il futuro della città.  Ribadiscono che gli impianti industriali non possono convivere con la città se non a  condizione   che venga ridotto radicalmente il loro impatto ambientale a cominciare dalla realizzazione di un impianto a circuito chiuso che riutilizzi in continuo le acque di lavorazione depurandole ed eliminando qualsiasi scarico a lago. I Cittadini hanno diritto a vedere l’ambiente rispettato anche da potenti aziende industriali.   .
 
I VERDI, nell’interesse dei cittadini di Verbania, sono consapevoli che bisogna pensare ad un futuro trasferimento (senza perdita di occupati) degli stabilimenti chimici e della centrale termoelettrica fuori della nostra città in un’adeguata ed idonea area industriale.
Ciò non esime le autorità e le imprese, anche alla luce del protocollo di Kyoto che impegna il nostro paese a ridurre le emissioni dei gas responsabili dell’effetto serra del 6.5%  rispetto ai valori riscontrati nel 1990, a ripensare il modo ed il cosa produrre (è sostenibile produrre bottiglie con il  PET anziché con il duraturo e riusabile vetro? Bisogna sviluppare fonti energetiche rinnovabili evitando di esaurire quelle non rinnovabili e responsabili della produzione dei gas serra come il metano) in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
Nelle decisioni che riguardano la nostra città dobbiamo agire senza dimenticare i gravi problemi che riguardano il nostro pianeta ed il futuro dell’umanità. Si parla per tale ragione di sviluppo sostenibile ovvero che pensa alle future generazioni che non dovranno trovarsi di fronte ad uno squilibrio degli ecosistemi che renderà la vita sempre più impossibile.
 
 I VERDI chiedono pertanto:
 
-  Il rispetto dell’Ordine del Giorno votato pochi mesi fa all’unanimità dal Consiglio Comunale di Verbania.
 
- Che l’Amministrazione Provinciale del VCO e l’Amministrazione Comunale di Verbania assumano le decisioni che le competono in coerenza con la loro adesione alla Carta di Aalborg e ad Agenda 21.
 
                                                             Coordinamento Verdi Verbano