PROGETTO CERNOBYL 2000 NEL VERBANESE

CONSIDERAZIONI

 

Nell’impossibilità di essere alla riunione di domani a Carmagnola, ci tengo a far pervenire un breve messaggio.

Dopo quattro anni di Progetto Cernobyl gestito in modo egregio da amici del Circolo Verbano di Legambiente, secondo le modalità dell’accoglienza famigliare, integrata da una miriade di iniziative collettive e (negli ultimi due anni) dall’organizzazione di un Centro estivo giornaliero, nel 2000 l’organizzazione è cambiata ed ha puntato sull’accoglienza collettiva presso una struttura religiosa di Stresa (Collegio Rosmini), integrata da moltissime iniziative di svago e di conoscenza dei luoghi, accompagnate dalla presenza costante dell’accompagnatrice e dei volontari locali. Il tutto ha riguardato dieci bambini russi, nel mese di settembre.

Personalmente avevo sempre privilegiato questa seconda modalità, che però non trovava consensi all’interno del Circolo. Nel 2000, in mancanza di organizzatori del primo tipo, ho chiesto di sperimentare l’accoglienza collettiva.

Il modulo dell’accoglienza collettiva si è rivelato nettamente migliore dell’altro, meno emotivamente coinvolgente per i bambini, meno affaticante per i volontari. I bambini hanno conosciuto la realtà del territorio circostante e i nostri modi di vita, tenendosene giudiziosamente al di fuori. Hanno fatto gite splendide (il territorio lo concede facilmente), conosciuto persone varie e sensibili, incontrato classi di coetanei, imparato a mangiare i nostri cibi, fatto le visite mediche e le cure odontoiatriche, ricevuto doni e vestiti. Quando si è avvicinato il momento dell’addio, ci siamo rattristati, ma non disperati. Nessun adulto smaniava di riavere per sé negli anni successivi gli stessi bambini, tranne i genitori naturali.

Nel 2001 rifaremo la stessa esperienza, certamente.

Stiamo cercando di diffondere un percorso di educazione ambientale nelle scuole, da collegare con il Progetto Cernobyl 2001, che ha le caratteristiche specifiche di un percorso classico di EA, in cui una classe coetanea italiana si prepara fin d’ora ad accogliere per un giorno il gruppo di bambini russi, cercando di conoscerne in anticipo la storia, la geografia, gli eventi, la lingua, le tradizioni. Mi sembra molto interessante. Spero che avrà qualche adesione.

Un saluto affettuoso

Amelia Alberti