(lettera per "La Stampa")
Egr. Direttore,
è oggetto di viva e diffusa rimostranza - e ci si augura possa diventarlo ben presto anche di motivata contestazione legale - la nomina da parte della Provincia del sig. Marco Piretti, militante di Forza Italia, a membro del Consiglio Direttivo del Parco Regionale Veglia-Devero su semplice trasmissione del nominativo da parte del C.A.I. di Varzo, senza altra referenza. Le Associazioni Ambientaliste operanti sul territorio del VCO (leggi: Italia Nostra, Legambiente, WWF) avevano indicato contestualmente alla Provincia con firma congiunta due nominativi corredati da curricula non richiesti formalmente dalla legge ma più che opportuni ai fini di una scelta fra candidati da operare su criteri. Le esternazioni sulla vicenda rilasciate in sedi diverse dal Presidente della Provincia generano pertanto rammarico e sgomento. "Ho tenuto conto di tutte le indicazioni che mi sono state fornite", sostiene a gran voce il dott. Guarducci: ma a quali indicazioni intende riferirsi il Presidente , se i curricula trasmessi dalle Associazioni al protocollo della Provincia non sono stati nemmeno depositati agli atti in quanto, sempre secondo il Presidente, "la legge non ne prevede la presentazione"? Certo, la legge delle nomine su designazione delle Associazioni Ambientaliste può essere carente nella lettera , non però nello spirito, che presuppone negli operatori politici onestà intellettuale e correttezza sostanziale in tutti gli atti amministrativi, ben oltre il cavillo ed il paravento del formalismo burocratico. In questo contesto, la taccia di "arroganza inaudita ed incomprensibile" con la quale il Presidente gratifica tout court le Associazioni per i rilievi mossi con chiarezza e rispetto ad un operato per nulla trasparente, genera ulteriore malessere e sfiducia. Già è disdicevole il danno; non si aggiunga l’ipocrisia della beffa.
Pietro Ricchi