
Nel periodo di maggiore attenzione alla salute nel territorio, soprattutto quando eravamo riusciti ad alzare l'attenzione sulla questione Acetati, l'Asl 14 aveva preso una decisione di portata modesta, ma pur sempre significativa, che poteva aprire le porte a un impegno di ben altro spessore, e cioè aveva chiesto ai medici di compilare (volontaristicamente, ma a pagamento!) un modulo per ogni paziente riconosciuto affetto da tumore, che ne indicasse la tipologia e anche la storia lavorativa del malato. Inutile dilungarmi sui motivi e sui risvolti impliciti in questa indagine. Pochi medici si erano fatti avanti, tanto che alla prima uscita dei dati (nostro convegno nel 2002) i risultati erano più che altro segno di buona volontà del medico che ne aveva redatto i grafici. Peraltro né in quella occasione né in altre (ultima l'assemblea sull'amianto del dicembre scorso) sono mai comparsi medici verbanesi alle assemblee o ai convegni, per portare un contributo di chiarezza o di speranza, di fronte a una mortalità per tumore tra le peggiori. Di oggi (v. sotto da La Stampa) la notizia che l'Asl 14 ha sospeso l'indagine. Probabilmente i medici sono troppo indaffarati a curare i malati e non nutrono considerazione per l'epidemiologia, scienza che sola può darci l'indicazione delle origini dei tumori, per poterli debellare alla fonte. Prevenire è meglio che curare, dicevano una volta.
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