Nella foto: un cormorano
 
UCCIDERNE TRENTACINQUE
PER AMMAESTRARNE TRECENTOQUINDICI
La Provincia del VCO si arma
contro i cormorani.
Operazione inutile e crudele.
24.01.06
 

Ieri mattina Diego Caretti, assessore “alla tutela della fauna” ha convocato le associazioni ambientaliste e dei pescatori, per informare delle decisioni assunte dal suo Settore e dalla Giunta in merito ai rischi fatali indotti alla fauna ittica dei torrenti del VCO dalla presenza di trecentocinquanta cormorani, censiti dalle guardie provinciali e dalle guardie volontarie ittiche e venatorie, usi a cibarsi quotidianamente di quattro etti di pesce pro capite. Come è noto, i cormorani, salvati in extremis dal rischio di estinzione nelle zone nordiche di nidificazione, dove gli abitanti ne prelevavano le uova a scopo alimentare, hanno goduto in seguito di particolare tutela a livello europeo e quindi si sono moltiplicati ed hanno esteso il loro areale di migrazione invernale, giungendo da qualche anno fino alle nostre per loro inospitali rive. I cormorani non sono né belli né commestibili: hanno avuto un solo momento di gloria, quando sono stati immortalati imbrattati di pece fuoriuscita da una delle tante petroliere marcescenti che solcano i nostri mari. Con il benestare dell’Istituto Superiore per la Fauna Selvatica (INFS), la Provincia ha quindi deciso di fare abbattere il 10% dei cormorani censiti, pari a trentacinque esemplari, che siano di monito per gli altri trecentoquindici. L’assessore si è detto convinto che ogni altro metodo dissuasivo (sul numero e sulla scientificità dei quali mancano documenti) non abbia dato buon esito e che devono essere salvaguardati innanzitutto la fauna ittica e il divertimento dei pescatori dilettanti tesserati. Grande consenso ha ricevuto l’assessore Caretti da parte dei pescatori numerosi presenti, che in effetti avevano sollecitato in tal senso sia l’attuale assessore sia il suo predecessore Angelo Guenza.  Anche Italia Nostra, o quantomeno il suo presidente, ha appoggiato la drastica soluzione. Inutili e necessariamente tardivi i richiami di Legambiente, Lav, WWF. In particolare Lav ha fatto notare come la soluzione scelta sia, oltreché cruenta, sostanzialmente poco efficace, se non appunto sul 10% del problema e finché nuovi esemplari non subentrino a  sostituire quelli eliminati, come sempre avviene in natura quando un pranzo è servito e disponibile. WWF ha richiamato lo stato di difficoltà dei torrenti, a causa dell’impoverimento idrico derivato dalle centraline. Legambiente ha cercato invano nei tecnici presenti (dott. Ciglia, dott.ssa Lux) risposte a due quesiti fondamentali, che potessero in qualche modo giustificare la carneficina: stabilito che i 350 esemplari si cibano quotidianamente di 140 Kg di pesce, pari a un totale di 25200 Kg nei sei mesi invernali di permanenza, appare indispensabile confrontare questa quantità di pesce sottratto ai nostri torrenti con quella prelevata dai 4000 pescatori locali più altrettanti occasionali da fuori provincia, e inoltre confrontare questa e quella quantità con la massa totale dei pesci presenti nei nostri torrenti. Soltanto il confronto numerico tra questi dati ci potrebbe fornire gli elementi per decidere senza animosità se preoccuparsi o non preoccuparsi dei cormorani, dei pescatori, dell’ecosistema, e prendere di conseguenza decisioni scientificamente supportate. In assenza di questi dati minimi ognuno comprende come l’operazione di contenimento dei cormorani appaia dettata più dalla ricerca di facili consensi che da preoccupazione lungimirante.

 

P.S. di Italo Orsi, presidente di Italia Nostra VCO
I circa 10000 pescatori che gravitano sulle nostre acque, a norma delle leggi provinciali e regionali, "avrebbero diritto" a pescare annualmente qualcosa come 42.000.000 fra trote e temoli. Ipotizzando kg 0,200 per ogni esemplare avremmo un totale di 8400000 kg legalmente pescabili, pari a 8400 tonnellate ovvero circa 8400 mc. Quindi i pescatori fanno più danno dei cormorani. Il sillogismo non fa una grinza se non fosse che i pescatori dovrebbero andare a lezione dai cormorani.
 
I pescatori fanno più danno, dice con un eufemismo l'amico Italo Orsi. Caspita! Ecco il dato numerico, finalmente, l'anello mancante della catena, che né il presidente Grossi dei pescatori, né il dott. Ciglia o la dott.ssa Lux volevano confessare. Ogni pescatore quindi ogni anno può pescare impunemente 840 Kg di pesce (contro i 71 Kg del cormorano), e ci vorrebbero 117.600 cormorani per estrarre dai torrenti tanto pesce quanto i 10000 pescatori.
Un cielo nero di cormorani, una roba da film horror.
L'idea di diminuire il numero dei pescatori non sembra più così sciocca.