L'amico Giorgio Russo, da sempre impegnato con noi sul fronte della
salvaguardia dall'inquinamento chimico a Verbania, ha scritto con il cuore
in mano una lettera a La Stampa (v. sotto), che volentieri
trascriviamo.
Come
figlio di operai e semplice dipendente, voglio parlare agli operai e
chiedergli di non chiamare nemici gli ambientalisti, perché i loro nemici
sono i proprietari delle fabbriche, che cercano solo il profitto, e i
sindacalisti, che non hanno fatto tutto il possibile perché le fabbriche
non inquinassero ad un punto tale da provocare la rivolta dei cittadini e l´intervento
della magistratura. Se le fabbriche avessero avuto i depuratori, non
avessero fatto rumore e puzze e polverino, tutti avrebbero sopportato meglio
la convivenza anche nel futuro. Acetati ha un grosso fatturato, e allora
perché non ha costruito il depuratore al momento giusto e tutto il resto?
Se avesse lavorato come le leggi comandano, Legambiente non avrebbe
presentato l´esposto alla magistratura. Non è Legambiente che ha
sbagliato, ma l´azienda, e contro l´azienda dovrebbero rivoltarsi gli
operai, non contro Legambiente.
La magistratura è intervenuta sequestrando gli scarichi, ma non l´ha fatto
per colpire gli operai, ma per salvare l´ambiente e la salute dei cittadini
e dei lavoratori e io la ringrazio e spero che arriverà a riconoscere tutti
i colpevoli e a condannarli.
Giorgio Russo
, Verbania