Circolo Verbano
GHIFFA (VCO)
sabato 19 febbraio 2000 – dalle ore 10 alle ore 12
presso il Santuario
della Riserva Naturale Speciale Regionale
Sacro Monte della SS Trinità
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI
CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE DI LEGAMBIENTE
"Il Cigno del lago"
seguirà: DIBATTITO DI APPROFONDIMENTO E CONFRONTO
con Autorità, Enti, Categorie interessate, Cittadinanza
DOCUMENTO INTRODUTTIVO
IL SACRO MONTE DELLA SS TRINITA’ DI GHIFFA
Localizzato in prossimità del lago Maggiore, nel primo comune rivierasco a nord di Verbania, quello della SS Trinità di Ghiffa è un Sacro Monte incompiuto, il cui impianto risale al XVII secolo. Istituito in Riserva naturale speciale nel 1987 per azione congiunta del Comune di Ghiffa e della Regione Piemonte, oltre che per l’interesse culturale e l’importanza religiosa, il Sacro Monte si propone anche la salvaguardia dei circa 194 ha di bosco collinare misto di latifoglie, che costituisce il 98% dell’intera superficie protetta. Le associazioni forestali tipiche di questa zona sono caratterizzate dalla predominanza del castagno, che è accompagnato da altre latifoglie miste, soprattutto querce, tigli, aceri, frassini, ontani, betulle. Fra le specie arbustive, il tasso, l’agrifoglio, il pungitopo e il lauroceraso. In un recente passato sono stati effettuati dei rimboschimenti con conifere esotiche, in prevalenza pino strobo, su una parte dei terreni non più mantenuti a pascolo o denudati dagli incendi. La robinia ha colonizzato velocemente altre aree percorse da incendio a scapito di specie locali più pregiate.
L’isolato complesso religioso è stato per oltre due secoli al centro di una fitta e considerevole rete di percorsi, sentieri e mulattiere, che collegavano il lago al monte, Ghiffa con Pollino e Premeno e viceversa; percorsi che raggiungevano il Sacro Monte usato non solo come luogo religioso e di preghiera, ma anche come luogo di incontro, di sosta, di ristoro e di popolari fiere e mercati.
Il Sacro Monte, anche se isolato, svolgeva per questa parte di territorio la medesima funzione della piazza urbana, oggi coincidente con il lungolago ed anche per questo motivo la sua realizzazione intorno alla metà del secolo XVII avviene con la creazione di terrazzi in aggetto guadagnati sullo scosceso e ripido versante del Monte Cargiago, diventando così una oppurtunità visuale di sicuro riferimento per le numerose frazioni che costituivano l’abitato oggi univocamente chiamato Ghiffa. Di queste aree utilizzate a pascolo, sui terrazzamenti più gradevolmente esposti maturava la vigna, e il Sacro Monte costituiva anche occasione di un’ora di svago all’ombra dei suoi tigli a dimora nell’Ottocento come in un giardino.
La realizzazione della strada statale a lago, avvenuta nel 1884, e la costruzione dell’imbarcadero per l’approdo dei battelli, inaugurato nel 1892, capovolsero l’interesse per questi aspetti del mondo rurale, ruppero le antiche relazioni, favorirono altri collegamenti e furono concausa anche del progressivo abbandono del ripido versante, inaccessibile ai moderni spostamenti automobilistici.
Ville con splendidi parchi e giardini colmarono i vuoti agricoli tra gli antichi nuclei storici; il fronte del lungolago divenne il luogo di interesse per ogni nuovo venuto.
Lo sviluppo industriale del settore tessile della vicina area intrese, la fondazione della famosa "Fabbrica di Cappelli Panizza" nel 1879 proprio a Ghiffa, contribuirono al disinteresse per quanto potevano dare i campi, le vigne e i boschi della Trinità.
L’idea del Parco regionale è nata quindi anche per riproporre queste vicende storiche e per ricreare quella antica struttura territoriale.
Le emergenze architettoniche del Sacro Monte sono le seguenti: il Santurario, già citato negli Atti di visita del Vescovo di Novara nel 1595 quale antico Oratorio, dove era presente l’affresco del Cristo Trinitario, costruito nel corso del 1600 in un insieme di stili; l’ultimo rimaneggiamento avvenne nel 1904 con la realizzazione del coro poligonale; la Cappella detta dell’Incoronata, costruita nel 1647 e recentemente restaurata; la Cappella di San Giovanni, anteriore al 1659; la Cappella di Abramo, risalente al 1703, in cui le sculture rappresentano Abramo in adorazione della Trinità ("tres vidit et unum adoravit"); il Porticato della Via Crucis, tipica rappresentazione settecentesca della Passione di Cristo.
Alla fine degli anni Settanta del secolo scorso il complesso della Trinità si trovava in uno stato di degrado avanzato. Con l’istituzione dell’Ente di Gestione della RNS del Sacro Monte di Ghiffa, la Regione Piemonte ha creato le condizioni per proseguire nel restauro del patrimonio artistico, architettonico ed ambientale e nella valorizzazione dello stesso, proseguendo il cammino già iniziato dal Comune di Ghiffa con l’istituzione del territorio ad area protetta.
I programmi architettonici ed artistici vengono realizzati attraverso progettazioni con il benestare delle competenti Soprintendenze del Piemonte.
IL RESTAURO DELL’EDIFICIO, DETTO "EX-CONIGLIERA", NELLA RISERVA DELLA SS TRINITA’
Avendo aderito ad un Progetto integrato d’Area, denominato "Percorsi Turistici Verbani", il Comune di Ghiffa nel 1998 ottenne dall’Unione Europea, per il tramite della Regione Piemonte, una parte dei finanziamenti necessari per il restauro di un fatiscente edificio nel Parco della SS Trinità, nelle vicinanze del nucleo monumentale, in zona boscata e prospiciente il lago, raggiungibile con pochi minuti di automobile dalla strada statale 33 del Sempione oppure con un facile percorso pedonale. La direzione dei lavori di restauro dell’edificio, detto "ex-conigliera", venne successivamente affidato dall’Amministrazione comunale agli Architetti Riuniti di Arona, che ne avevano steso il progetto di recupero. L’edificio restaurato si comporrà di un piano terreno, un primo piano e un secondo piano. Nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale il piano terreno veniva destinato a sala multimediale, a locale di accoglienza dei turisti del Parco, a garage; il primo piano a sede del Parco; il secondo piano a scopi espositivi-didattici.
Venuta a conoscenza delle intenzioni dell’Amministrazione comunale, già il 17 gennaio ’98 la presidente del Circolo Verbano di Legambiente scriveva al sindaco di Ghiffa, per verificare se esistessero i presupposti per attribuire con opportuna convenzione all’associazione ambientalista gli spazi al secondo piano dell’edificio, una volta ristrutturato, come sede di un Centro di Educazione Ambientale, di interesse locale, ma inserito all’interno della rete nazionale dei Centri di Educazione Ambientale di Legambiente.
Incontri successivi con l’Amministrazione Comunale e con l’Ente Parco permisero di valutare i contenuti e le possibilità di successo di una tale iniziativa, che intendeva aggiungersi e non sovrapporsi alle iniziative già in corso di educazione ambientale messe in atto dall’Ente Parco, con una marcata accentuazione dell’aspetto creativo che l’educazione ambientale contiene in sé.
Nel mese di dicembre ’99, a restauro dell’edificio in corso, il sindaco di Ghiffa rilasciava alla presidente del Circolo Verbano di Legambiente, che ne aveva fatto richiesta, una dichiarazione di intenti in senso affermativo, relativamente alla possibilità di creare un Centro di Educazione Ambientale nell’edificio "ex-conigliera". Sulla base di questa dichiarazione è iniziato il percorso concreto di progettazione del Centro da parte del Circolo Verbano, attualmente in corso, d’intesa con le strutture regionale e nazionale di Legambiente, che comprende:
l’informazione sull’iniziativa e la ricerca del consenso presso i pubblici Amministratori, titolari degli Enti di riferimento (tra cui, oltre al Comune e all’Ente parco, anche la Comunità Montana Alto Verbano, la Provincia, e in particolare gli Assessorati all’Ambiente e ai Parchi, e la Regione, nella persona dell’ass.re reg.le E. Racchelli, si sono già espressi in termini molto positivi), presso specifiche categorie e nei confronti della popolazione
l’elaborazione del progetto all’interno di un gruppo di studio appositamente costituito
la ricerca dei fondi di finanziamento necessari per far decollare il Centro
La presidente del Circolo Verbano si è impegnata a riferire quanto prima al sindaco di Ghiffa sulle possibilità riscontrate di realizzare un Centro di Educazione Ambientale a Ghiffa.
IL CIRCOLO VERBANO DI LEGAMBIENTE
Il Circolo Verbano di Legambiente è un’Associazione di Volontariato onlus, confederata all’Associazione Legambiente, che è estesa su tutto il territorio nazionale. E’ iscritto all’albo regionale delle Associazioni di Volontariato e aderisce al Centro Servizi del Volontariato di Novara, Biella, Pallanzeno.
Il Circolo Verbano ha sede legale in Verbania. Opera nel VCO e nel Vergante, per perseguire le finalità indicate nello statuto, attinenti alla salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio, della salute.
Da qualche mese ha attivato come strumento di ampia e democratica informazione un sito web, costantemente aggiornato, che comprende la possibilità di leggere ed estrarre documenti e di partecipare ad un forum di discussione su tutti gli argomenti relativi agli interessi dell’associazione.
I CENTRI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE DI LEGAMBIENTE
Tradizionalmente i Centri di Educazione Ambientale sono strutture, residenziali o non, dove vengono organizzati, spesso ad opera di cooperative, momenti di contatto con l’ambiente naturale, per insegnare soprattutto alle scolaresche i modi per riconoscere gli elementi del mondo vegetale e animale, di cui sentirsi parte.
Legambiente, anche con la creazione di un Coordinamento nazionale dei suoi CEA, sta pensando di andare oltre questo pur importantissimo punto di partenza, e di immaginare i suoi Centri come "agenzie culturali per lo sviluppo sostenibile", utili all’Italia, all’Italia dei parchi e delle aree interne, come a quella delle periferie delle grandi città, all’Italia delle città d’arte e a quella delle piccole isole, al sistema formativo e a quello produttivo, al protagonismo dei bambini e dei ragazzi come a quello degli anziani. Strutture, insomma, che, dialogando e operando professionalmente con i cittadini, con le scuole, con le istituzioni, con le categorie sociali e imprenditoriali, siano capaci di creare sul territorio eventi che diano una visibilità concreta alle idee di compatibilità ambientale e di sviluppo sostenibile. Non quindi Centri come "oasi di bello e di buono" in un mondo corrotto, ma luoghi di pensiero e di azione condotti con capacità professionale, che siano lievito e fermento per il territorio.
Per Legambiente è naturale immaginare che ogni Centro di Educazione Ambientale raggiunga il comune obiettivo di una maggiore attenzione collettiva alle tematiche dell’attenzione all’ambiente e dello sviluppo sostenibile attraverso una sua propria specificità, poiché ogni Centro nasce e si sviluppa in un contesto diverso da tutti gli altri e con persone simili, ma diverse. Alcuni centri, ad esempio, si specializzano nella ricerca e nel recupero attento dell’ambiente e delle tradizioni locali, che ricuciano il passato con il presente, attraverso attività didattiche, di ricerca, di studio, di riproposizione di esperienze. Altri invece si strutturano come luoghi determinati a proporre nuovi e stimolanti modi di vedere il passato e il presente per inventare il futuro.
"Il cigno del lago", CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE DI GHIFFA PER IL VCO, MA NON SOLO
Esiste oggi la concreta possibilità che a Ghiffa sorga un Centro di Educazione Ambientale
, dove opereranno professionisti coordinati da Legambiente, i quali proporranno ai cittadini di ogni età (e soprattutto ai più giovani) attività creative, in un ambiente straordinariamente bello e stimolante, per dare nuovo gusto al piacere di osservare, studiare, e poi trasformare la materia e la realtà circostante (condizione indispensabile per ritrovare il piacere di essere o di diventare cittadini partecipi), mediante interventi che si inseriscano ma non ledano minimamente l’ambiente (disegno, pittura, modellazione, scultura, movimento, danza, canto, fotografia, teatro, allestimenti …).L’idea di incentrare l’attività del Centro di Educazione Ambientale di Ghiffa sulla creatività e sulla manualità legate all’attenzione e allo studio dell’ambiente naturale (progetti della serie ‘AMBIENTarti’) nasce sia dalla realtà circostante (la Riserva regionale, con le sue straordinarie emergenze architettoniche, artistiche, naturalistiche), sia dalla necessità di differenziarsi da casi di educazione ambientale già operanti o in via di attivazione nel territorio del VCO (Centro di Educazione Ambientale a Cossogno, come iniziativa del Parco Nazionale della Valgrande, di prossimo allestimento, e altre pregevoli iniziative diffuse sul territorio).
Il Circolo Verbano di Legambiente in questo periodo sta dedicando tutti i suoi sforzi alla costituzione di un’équipe di professionisti esperti e alla strutturazione di un progetto, che nel contempo sia operativo e flessibile, diretto ai più giovani, ma anche agli adulti e agli anziani, che attragga e che convinca. Che non si limiti a trarre per sé giovamento dalla bellezza dei luoghi e dalla cura che l’Ente Parco gli dedica, ma che si impegni per inventare nuove possibilità d’uso compatibile del territorio. Che diventi uno strumento in più nelle mani degli insegnanti e dei professionisti e tecnici dell’ambiente (aggiornamento, autoaggiornamento, esperienza). Che operi con capacità e competenza, in piena autonomia finanziaria, su progetti propri e su progetti affidati dagli enti pubblici, compatibili con le finalità del Centro, anche al fine di moltiplicare le possibilità di occupazione. Che sappia collegare armoniosamente in una rete fitta la propria attività con quella degli operatori circostanti (Ente Parco, operatori turistici, cooperative). Che collabori con le istituzioni e le categorie nell’impegno importante di prolungare la stagione turistica estiva, valorizzando l’ambiente del lago e della collina in tutte le stagioni dell’anno, proponendo offerte di attività formativa in un ambito vasto, fino a Milano e al suo hinterland.
BILANCIO ECONOMICO-FINANZIARIO
Come già sottolineato, il Centro di Educazione Ambientale di Ghiffa, benchè si offra come strumento di utilità sociale, intende strutturarsi in modo da raggiungere in tempi brevi l’autonomia economico-finanziaria. Ciononostante è indispensabile che esso raccolga attorno a sé riconoscimenti e consensi diffusi, che gli permettano di accedere fiduciosamente alle domande di finanziamento pubblico, per coprire le spese di allestimento della sede e di avviamento, mentre il Circolo Verbano è già impegnato in proprio a sostenere le spese per l’attuale fase progettuale.
Si può ragionevolmente ipotizzare che la Regione Piemonte, attraverso i finanziamenti specifici per le attività di promozione ambientale, culturale e turistica, e attraverso gli specifici finanziamenti per le Associazioni di volontariato iscritte all’albo regionale, possa intervenire con un contributo importante, mentre si confida sugli Enti pubblici minori (Provincia, Comunità Montana, Comuni) per finanziamenti di progetti mirati ad incentivare e favorire l’uso della struttura da parte dei cittadini e delle scolaresche.
FINALITA’ DEL CONVEGNO
L’organizzazione del Convegno AMBIENTarti è finalizzata:
a rendere ufficiale la presenza nel territorio del VCO del progetto di un Centro di Educazione Ambientale di Legambiente, a Ghiffa, denominato "Il cigno del lago"
a raccogliere attorno ad un unico tavolo di lavoro tutte le Autorità, gli Enti, le Categorie, i Cittadini interessati, affinchè l’iniziativa venga esaminata e validata da quante più numerose persone e competenze
a verificare, al termine di questo percorso, se è possibile trovare, oltre ai consensi, anche i sostegni economici e organizzativi, per avviare l’attività del Centro
Dott.ssa Amelia Alberti
Legambiente Circolo Verbano
Recapiti:
tel/fax/segr 0322/76888 0335/5457273 0323/501021
E-mail: lambient@internetpiu.com Sito web: www.verbania.com/legambiente
(Nel sito web un indice è dedicato all’argomento)