AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE DEL VCO

 

PROGRAMMA PROVINCIALE DEI RIFIUTI

edizione 27 gennaio 2000

 

OSSERVAZIONI

DEL CIRCOLO VERBANO DI LEGAMBIENTE

febbraio 2000

 

PREMESSA

Il Circolo Verbano di Legambiente aveva presentato Osservazioni alla precedente edizione del Programma Provinciale dei Rifiuti, nel dicembre ’99. Le precedenti Osservazioni vengono qui richiamate per esteso, benchè in alcuni punti qualificanti esse siano già state recepite nell’attuale edizione, adottata dalla Giunta provinciale in data 27 gennaio 2000. Per nostra coerenza interna e facilità di percorso, seguiremo la traccia delle precedenti Osservazioni, mettendo in rilievo, con questo diverso font, le modifiche intervenute e quindi il nostro giudizio definitivo.

1) TITOLO

Il documento presentato dall’Amministrazione Provinciale viene definito "Piano Provinciale per la gestione dei Rifiuti urbani nel VCO".

Il documento del 27 gennaio 2000 viene definito in copertina "Progetto di Programma Provinciale per la gestione dei Rifiuti urbani nel VCO". Nel seguito della nostra nota, PpR ‘00.

1) osservazioni

Ai sensi della LR 59 del 13.04.95 ("Norme per la riduzione e lo smaltimento dei rifiuti"), art. 1 e 3, il titolo dovrebbe più propriamente essere il seguente: "Progetto di Programma Provinciale per l’organizzazione dei servizi di smaltimento dei Rifiuti", in seguito eventualmente abbreviato in Programma Provinciale dei Rifiuti (in questa nota: PpR), essendo definito ‘Piano’ soltanto quello regionale.

A rischio di sembrare pedanti, ci sembra che il titolo del documento non risponda ancora precisamente alle richieste dalla LR 59/95 sopra richiamata. Inoltre nelle pagine interne (Riassunto e pag. 2) ritorna la criticata dizione "Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti urbani nel VCO". Chiediamo di correggere le definizioni a norma di legge.

Nello stesso contesto lessicale chiediamo di modificare in più punti del documento la dizione tipicamente elvetica "la RSU" con "i RU".

2) STRUTTURA DEL DOCUMENTO

Il PpR ’99 è composto da un Riassunto fuori testo di 3 pagine, da un Indice e da 65 pagine di testo dello studio vero e proprio.

Il PpR ’00 è composto da un Riassunto fuori testo di 4 pagine e mezzo, da un Indice e da 69 pagine di testo dello studio vero e proprio.

Lo studio è impostato su una premessa documentale (dati di fatto) e sul dispiegamento di tre Strategie (A, B, C), ognuna suddivisa in due Casi (1, 2), per un totale di sei Scenari.

Riassumiamo il tutto in estrema sintesi e in condizioni di regime (proiezione: anno 2004).

Strategia A:

impianto di compostaggio e grande inceneritore interprovinciale (con invito espresso di prendere in considerazione anche la tecnologia Thermoselect)

Strategia B:

imp. di comp. e terza linea inceneritore di Mergozzo

Strategia C:

imp. di comp. e inceneritore Thermoselect provinciale

Ogni strategia prevede inoltre i due varianti:

Caso 1: con RD al 60%

Caso 2: con RD al 38%

Alla pag. 22 si dirà, forse anche riprendendo una nostra Osservazione (v. oltre) che soltanto per la Strategia A è applicabile il Caso 1 (RD al 60%).

 

Già nel riassunto viene dal progettista indicata la Strategia A "con il suo forte incremento di Raccolta Differenziata" come "la più vantaggiosa, sia sul piano degli investimenti immediati e a medio termine, sia sul piano dei costi di smaltimento, sia sul piano degli impatti ambientali. Inoltre, questa strategia si dimostra anche molto flessibile ed è in grado di sopportare, dopo un opportuno ingrandimento della discarica di Domodossola, sia una eventuale minore RD rispetto agli obiettivi, sia un eventuale ritardo di qualche anno nell’entrata in funzione del termodistruttore interprovinciale".

Raccogliendo forse anche una nostra Osservazione (v. oltre) nel commentare i vantaggi della Strategia A si fa riferimento alla possibilità di completare la RD con un impianto di preselezione sulla frazione residua, che distingua e separi il secco ad elevato potere combustibile (per la produzione di CDR) dall’umido sporco (per un compost di seconda scelta) dagli inerti.

Questa eventualità modifica di conseguenza l’articolazione temporale del Piano quinquennale.

2) osservazioni

Con viva soddisfazione rileviamo che è stata accolta (forse inconsapevolmente) la nostra antica richiesta di una progettazione che si dispiegasse per scenari. Infatti, il confronto tra ipotesi diverse facilita il compito decisorio degli Amministratori. Rimane in carico al progettista l’indicazione dei costi/benefici di ciascuno dei diversi scenari.

A questo riguardo osserviamo, semmai, che dal progettista viene troppo pesantemente definita la strategia ‘vincente’, compito che dovrebbe essere riservato alla parte più propriamente politico-amministrativa, dopo la valutazione del documento tecnico e delle eventuali osservazioni al documento stesso e in funzione di scelte politiche di fondo nella gestione dei rifiuti, sempre che le strategie siano state scelte come veri e possibili confronti.

Osserviamo ancora che non si capisce perchè la Strategia A venga indicata dal progettista come quella connotata da ‘forte incremento della RD’, quando per tutt’e tre le strategie si sono studiati i due casi limite di RD. Per essere chiari: le Strategie A1, B1, C1 sono pariteticamente a ‘forte incremento della RD’, mentre le Strategie A2, B2, C2 sono altrettanto pariteticamente a minore incremento della RD.

Alla pag. 22 si dirà che la RD al 60% è compatibile soltanto con la Strategia A ("risulta evidente che"). Poiché la RD lascia praticamente quasi inalterato il potere calorifico dei RU residui, riteniamo che la RD al 60% sia compatibile con tutt’e tre le Strategie.

(Volendo essere considerati interlocutori, è utile ricordare che nella passata legislatura per parte nostra avevamo chiesto che una delle strategie esaminate dal PpR fosse quella di calcolare, anche economicamente, le condizioni di RD necessarie e sufficienti, affinchè le sole due linee esistenti dell’inceneritore consortile di Mergozzo dovessero rimanere in funzione, senza necessità di avviare la terza linea. Questa strategia non viene presa in esame in questo studio).

 

3) GLI AMBITI TERRITORIALI (BACINI E AREE)

Il PpR ’99 (pag. 6) non affronta la questione della suddivisione o meno della provincia del VCO in ‘ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani’ (che per il Decreto Ronchi, art. 23, sono le province) ovvero in ‘bacini per l’organizzazione, la realizzazione e la gestione degli impianti e aree di raccolta per la gestione dei servizi’ (LR 59/95, art. 6 e segg.). I bacini tendono nel Piano Regionale dei Rifiuti a coincidere con le province, in particolar modo per le province di medio-piccole dimensioni (VCO) (Piano Regionale dei Rifiuti, pag. 133). Aggiungiamo che l’art. 8, c. 1 e 2, della LR 59/95 indica che "i Comuni appartenenti ad un bacino realizzano in forma associata ed obbligatoriamente i servizi di area e di bacino" e che "i Comuni (di ogni bacino) costituiscono obbligatoriamente un Consorzio", intendendo un solo Consorzio, eventualmente individuato tra quelli esistenti (c. 3). Nel PpR il vocabolo ‘bacino’ è utilizzato senza spiegazioni di contenuto, ed appare più simile al concetto di ‘area’ che a quello di vero e proprio ‘bacino’.

Nella versione PpR ’00 non si interviene sul punto.

3) osservazioni

La questione della suddivisione del territorio in bacini e aree è fondamentale per l’organizzazione del servizio in condizioni di efficienza e di economicità. Nel VCO, tra le molte rivalità geografiche, permane anche una suddivisione dei servizi, che può penalizzarne la gestione. Riteniamo che l’Amministrazione Provinciale debba assumersi il compito di unificare la Provincia, a cominciare dall’omogeinizzazione dei servizi nel bacino territoriale ottimale (e quindi omogeneo in tipologia, efficienza, economicità dei servizi stessi, a tutto vantaggio dei cittadini). Appare molto difficile (impossibile) che – disponendo di un bacino e di un consorzio autonomi – l’Ossola si convinca a mettere a disposizione anche dell’altro bacino la rimanente parte della sua discarica (dove paga pochissime lire per chilogrammo di rifiuto depositato), per andare a bruciare a carissimo prezzo i suoi rifiuti nell’inceneritore di Mergozzo o in quello interprovinciale.

Si chiede che la questione dei bacini, aree, consorzi venga trattata nel PpR e vengano fatte scelte chiare (eventualmente da sottoporre all’approvazione della Regione, se in contrasto con le linee guida del PRR), per non rischiare di costruire scenari non traducibili in atti.

Si ribadisce la richiesta.

 

4) CONFRONTO CON LE PREVISIONI DEL PIANO REGIONALE RIFIUTI

Il PpR non mostra alcun interesse per il PRR, che non cita mai, ma le cui disposizioni "sono vincolanti per i Comuni, le Province e gli altri Enti pubblici" (LR 59/95, art. 3, c. 8).

E’ ben vero che il PRR in alcuni punti è soltanto indicativo, come ad es. alla pag. 130, dove si parla di ‘dimensionamento di massima’ degli impianti (di termodistruzione) e di ‘indicazioni in merito al numero, alla localizzazione od al dimensionamento’ (per gli impianti di preselezione). In buona sostanza sembra che alla Regione in sede pianificatoria interessasse di offrire una soluzione esauriente per giungere ai valori di RD indicati nel Decreto Ronchi, restando disponibile ad aggiustamenti in sede di Programmi provinciali per la localizzazione e il dimensionamento degli impianti.

Forse anche raccogliendo la nostra Osservazione, nel PpR ’00 si fa riferimento alla LR e se ne traggono alcune conseguenze.

Dove invece il PRR sembra non ammettere deroghe è alla pag. 130 (parte centrale), dove si afferma che è fatto "obbligo di preselezione del rifiuto rimanente (dopo la RD di legge o ulteriore) al fine di separare la maggior parte delle frazioni combustibili od a basso potere calorifico, portando il potere calorifico inferiore (PCI) della frazione combustibile preselezionata ad almeno 3000 Kcal/Kg" (con conseguente "rideterminazione della potenzialità degli inceneritori di Mergozzo e di Vercelli, attualmente dimensionati per il trattamento del rifiuto tal quale, in funzione del rifiuto preselezionato").

Il PRR infine indica la possibilità di inviare la frazione combustibile (CDR) in impianti alternativi o integrativi agli inceneritori ("utilizzo in cementifici o combustori esistenti") (ibidem).

Il PpR ’00 recepisce la nostra Osservazione e si fa carico in più punti di esaminare la possibilità effettiva di non ricorrere all’incenerimento della frazione residua del RU, ma di sottoporla a preselezione con le conseguenze del caso (CDR ecc.).

"Sono inoltre possibili accordi tra Province mirati ad ottimizzare la taglia impiantistica e a facilitare la localizzazione di impianti tecnologici rispetto a quanto previsto nel presente Piano" (PRR, pag. 131).

Ricordiamo che – per il VCO – il PRR indicava come impianti necessari (pagg. 133-4):

impianto di preselezione per 50.000 t/a

terza linea dell’inceneritore di Mergozzo

impianto di compostaggio di Mergozzo per 5000 t/a

altro impianto di compostaggio

discarica di servizio degli impianti

4) osservazioni

Il PpR ’99 nelle sue tre strategie non prende neppure in considerazione l’ipotesi di preselezionare i rifiuti residui da RD, per dividerli meccanicamente in rifiuti combustibili (CDR), ad alto PCI, da inviare alla combustione, e rifiuto organico sporco, da avviare a stabilizzazione. Quando tratta di inceneritori, il PpR si rivolge esclusivamente a impianti che trattino il tout-venant (il residuo di una RD per quanto spinta ha la composizione e il PCI di un tout-venant), e quindi sostanzialmente inceneritori a griglia o Thermoselect.

Crediamo che l’obbligo regionale sia da osservare, non tanto e non solo perchè è un ‘obbligo’, quanto perchè è tecnologicamente molto ragionevole che ci si rivolga a impianti dedicati, piuttosto che a impianti disposti a tutto ricevere, e quindi costretti a non lavorare mai in condizioni di regime.

Rimarchiamo con piacere che l’ipotesi di preselezionare la frazione residua viene nel PpR ’00 tenuta in seria considerazione, come ulteriormente ribadito dall’assessore prov.le all’Ambiente in sede di Commissione prov.le Ambiente.

 

5) LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Il PpR ’99 è molto impostato sulla RD, tanto da ipotizzare, per ogni strategia, un caso (il Caso 1) nell’ipotesi di una RD del 60%, ambiziosa e possibile. Il Caso 2 (RD di legge) viene esaminato per l’eventualità di minori risultati nella RD.

Nel PpR ’00 si dà maggiore spazio all’esame dei modi efficaci per raggiungere elevate percentuali di RD.

 

5) osservazioni

Il PpR dovrebbe esaminare molto più a fondo e nei dettagli (non solo genericamente tecnici, ma anche informativi, impositivi, incentivi, sanzionatori, specifici per il VCO), anche sulla base delle ormai numerose esperienze esistenti nell’Italia del Nord e nello stesso VCO, i metodi per raggiungere valori di RD più elevati di quelli di legge. Lasciare la RD nel limbo delle buone intenzioni degli Amministratori pubblici è implicitamente una condanna a morte, oppure un pronunciamento che servirà a stemperare nell’immediato le opposizioni al PpR ‘99 degli ambientalisti, ma che non si tramuterà mai in realtà.

Inutile dire che noi optiamo senza esitazioni per il Caso 1, che siamo convinti della bontà e della possibilità di raccogliere e conferire differenziatamente e a prezzi sopportabili il 60% dei rifiuti, riservando la parte pesantemente impiantistica alla rimanente parte dei rifiuti.

Alla totale condivisione degli sforzi già in atto da parte della Provincia, per promuovere un’elevata percentuale di RD, si vuole qui sottolineare l’assenza nel PpR ’00 di una politica di RIDUZIONE DEI RU, che – a livello provinciale – si può ottenere, a nostro avviso, soprattutto stipulando accordi con i centri commerciali e con i supermercati per una riduzione di numero e di peso degli imballaggi. Per essere più chiari, trascriviamo in fondo a questo documento il documento da noi presentato in occasione della manifestazione "DISIMBALLIAMOCI!" (18 febbraio ’00, davanti alla Coop di Verbania-Intra), in occasione della Giornata nazionale L’ITALIA CHE RICICLA (26 febbraio ’00). Il documento si conclude con la sintesi in cui ci riconosciamo: RICICLARE I RIFIUTI E’ BENE – RIDURLI E’ MEGLIO.

Chiediamo che il PpR si faccia carico di questa richiesta.

 

6) UTILIZZAZIONE DELLA TECNOLOGIA THERMOSELECT

In più punti del PpR ’99 si rivede l’impianto Thermoselect, che sembra quasi assumere una posizione di primo risalto. Sia nel caso dell’inceneritore interprovinciale (strategia A), al cui proposito nel Riassunto si dice: "Considerati alcuni risultati di questo studio, è consigliabile che oltre alla tecnologia convenzionale di incenerimento si esamini anche la possibilità di usare la tecnologia Thermoselect", sia nel caso della strategia C, tutta impostata sull’ipotesi di un inceneritore locale TH.

Il PpR ’00 mostra qualche prudenza lessicale in più nei confronti di TH.

6) osservazioni

Con sconcerto si ritrovano nel PpR tante pagine e tanta attenzione dedicate alla tecnologia TH, che qui da noi si credeva sparito dalla circolazione, almeno fuori dalle aule del Tribunale di Verbania, dove (è bene ricordarlo e sottolinearlo) la Provincia del VCO è stata ed è parte civile contro i dirigenti TH in tutti i processi andati in giudicato e in corso (riassumendo i capi di imputazione: per assenza di autorizzazioni nella costruzione e gestione dell’impianto e per gli scarichi idrici, per sversamento di cianuri e altro nei torrenti, per stoccaggi di tossico-nocivi fuori dai quantitativi di legge consentiti e senza osservanza delle prescrizioni di custodia, per emissioni aeree superiori alle prescrizioni, per trasporti non consentiti di residui). Nonostante ciò, il progettista sembra ignorare totalmente la questione della credibilità dei dirigenti TH, tanto da riportarne come valori di confronto i valori impiantistici ed economici nominali non validati (pag. 53: "Per l’impianto TH abbiamo usato i dati fornitici da questa società e basati sull’esperienza di lavoro sull’impianto del Piano Grande e di Karlsruhe"), mettendoli a confronto con i dati degli inceneritori ‘tradizionali’, ampiamente validati. Invita soltanto ad attendere (fiduciosi) la messa a regime dell’impianto di Karlsruhe, per quanto riguarda la sua effettiva capacità di smaltimento, attualmente del 10%.

Il progettista del PpR compie, nel caso TH, un sopruso nei confronti del metodo scientifico, che impone di confrontare sempre e comunque grandezze tra loro omogenee. Il confronto tra inceneritori tradizionali e impianto TH è – per quanto detto sopra – da respingere. (In verità è da respingere anche l’esame degli inceneritori tradizionali, stando agli obblighi imposti dalla Regione circa l’uso di combustibili ad alto PCI).

Ricordiamo soltanto, rimandando per le fonti ai fascicoli agli atti dei processi e ai fascicoli presso il Comune di Verbania, che nel tempo in cui l’impianto TH ha funzionato (si fa per dire) a Verbania, contro ogni affermazione della ditta ha prelevato e sversato ingenti quantitativi di acqua industriale, ha prodotto residui non riutilizzabili intorno al 30% dei rifiuti in ingresso e rifiuti tossico-nocivi intorno al 10%, non ha rimesso in rete un solo watt di energia. E’ possibile che l’impianto attuale di Karlsruhe abbia attenuato alcuni difetti del prototipo verbanese, per quanto, a mio giudizio, non possa avere eliminato quelli costituzionali (il rischio di scoppi, la corrosione dell’acciaio ad opera dei gas caldi di idrogeno e ossido di carbonio, l’abrasione per attrito e per surriscaldamento dei refrattari, la produzione di un gas combustibile di composizione variabile e di PCI modesto e quindi non utilizzabile per produrre energia elettrica). Grave è inoltre il fatto che la tecnologia TH, per funzionare, necessiti di un rifiuto indifferenziato (contenente vetro e metalli, soprattutto). Inoltre, contrariamente alle affermazioni del PpR, non risulta agli atti che il prototipo verbanese abbia mai bruciato fanghi dei depuratori.

Quanto detto invalida i bilanci ecologico ed economico di TH contenuti nel PpR ‘99, cui si aggiunga che non è stato calcolato, nel bilancio economico, il consumo di ossigeno puro invece di aria, posta di bilancio tutt’altro che indifferente.

A quanto scritto sopra rimane da aggiungere la notizia non smentita di un finanziamento occulto di 100.000 marchi da parte TH al CDU del Baden (Karlsruhe), presumibilmente indirizzati a favorire alcune scelte e a sottacere alcune manchevolezze. Vogliamo anche rimarcare che il Canton Ticino, già entusiasta della tecnologia TH, si sta seriamente chiedendo con un dibattito di alto profilo se rinunciare all’opzione già in corso di avanzata trattativa.

 

7) INVESTIMENTI

Alla pag. 50 del PpR ’99 è riportata una tabella riassuntiva per le tre strategie considerate (investimenti immediati in miliardi), che per chiarezza di ragionamenti riportiamo qui sotto.

INVESTIMENTO (b. t.)

A*

B*

C*

AMPLIAM. DISCARICA

5

5

5

IMP. DI COMPOSTAGGIO

6-7

6-7

6-7

RISTRUTTURAZ. RD

4,6

   

TERZA LINEA INCEN.

 

16

 

INCENER. TH

   

75

TOTALE INVESTIMENTI

16-17

27-28

86-87

* Non è specificato se si tratta dei Casi 1 o 2. Per il fatto che si quantifica la ‘ristrutturazione RD’ soltato per la Strategia A, sembra che si tratti di A1, B2, C2. Se così fosse, non si tratterebbe di un confronto corretto.

Nel PpR ’00 (pag. 22) è confermato che in effetti si tratta di A1, B2, C2.

Viene corretto nella colonna A in 5,6 il mero errore di calcolo, e quindi il valore totale in 17-18.

 

Dalla tabella scende che nell’immediato la convenienza economica è tutta a favore della Strategia A.

 

Alla pag. 52 è riportata una tabella aggiuntiva per il medio termine:

INVESTIMENTI (m. t.)

A

B

C

INCENER. NUOVO

 

90

 

INCENER. INTERPROV.oppure

INCENER. TH INTERPROV

44

40

   

INCENER. TH PROVINC.

   

95

 

Dalla tabella scende che nel medio termine è conveniente puntare su un impianto interprovinciale, meglio se di tipo TH.

Questa tabella non viene riproposta nel PpR ’00. La scelta impiantistica resta quella di un impianto di incenerimento interprovinciale (con consenguente chiusura dell’inceneritore di Mergozzo, perché di gestione troppo onerosa, data la scala ridotta), oppure, in alternativa da studiare più dettagliatamente, di scegliere la filiera CDR per cementifici ecc..

 

7) osservazioni

Non si capisce perchè (tab. di pag. 52, col. B) si ipotizza di ricostruire ex novo l’inceneritore nella Strategia B, quando la terza linea sarebbe nel medio termine ancora nuova o quasi nuova.

Questa tabella non viene riproposta nel PpR ’00.

 

Proponiamo un’impostazione leggermente diversa del confronto, che tenga conto di alcuni fattori, dispiegando soltanto le strategie Caso 1.

La Strategia B1 sarebbe di fatto quella che non preveda nel breve termine la costruzione della terza linea (né di altro inceneritore alternativo o aggiuntivo), mantenendo in funzione le attuali due linee, previo incentivo alla RD al 60%. La terza linea (sostitutiva delle prime due) entrerebbe in funzione nel medio termine, per sostituire le prime due linee obsolete.

La Strategia B1 coincide con quella anticamente da noi proposta, e che ci appare tuttora convincente.

 

INVESTIMENTI (b. t.)

A1

B1

C1

AMPLIAM. DISCAR.

5

5

5

IMP. DI COMP.

6-7

6-7

6-7

RISTRUTT. RD

4,6

4,6

4,6

INCEN. TH PROVINC.

   

75

TOTALE INVEST.

16-17

16-17

91-92

 

INVESTIMENTI (b. + m. t.)

A1

B1

C1

FATTI nel b. t.

16

16

91

III LINEA INC.

 

16

 

INCEN. INTERPROV. Oppure

INCEN. TH INTERPROV

44

40

   

TOTALE INVEST.

56-60

32

91

 

Dalle tabelle così riscritte, e pur prendendo per buoni i costi dell’impianto TH, la convenienza economica della Strategia B1 risulterebbe vincente, nel breve e nel medio termine.

Il PpR ’00 limita le previsioni economiche agli investimenti a breve termine, lasciando aperto lo studio delle migliori tecnologie sul mercato per quanto riguarda lo smaltimento della frazione residua (inceneritore interprovinciale oppure preselettore, CDR, ecc.). Avendo notato un’attenzione seria per la filiera CDR ecc., da realizzare su scala provinciale, auspichiamo che lo studio venga condotto con competenza e in tempi rapidi, al fine di scegliere la via meno pesante da un punto di vista ambientale ed economico.

Si osserva ancora che nel PpR non sono stati tra loro confrontati gli incrementi occupazionali (numero e qualifiche) nelle diverse opzioni. Anche questo potrebbe diventare elemento importante di giudizio.

La questione non è trattata neppure nel PpR ’00.

Sull’argomento occupazionale e sulle tecniche di riduzione dei rifiuti intendiamo produrre una successiva memoria.

CONCLUSIONI

Il Circolo Verbano di Legambiente, presentando le seguenti Prime Osservazioni, è certo che esse saranno tenute in considerazione e valutate con sereno giudizio.

Disponibile a un confronto, resta comunque in attesa di risposte puntuali.

Il Circolo Verbano di Legambiente dà atto della considerazione in cui la Provincia del VCO ha tenuto le precedenti Osservazioni. Auspica che nella stessa considerazione vengano tenute le Osservazioni sopra riportate.

 

Dott.ssa Amelia Alberti, Presidente Circolo Verbano Legambiente

 

 

LEGAMBIENTE Circolo Verbano

Tel/fax/segr 0322/76888 0335/5457273 0323/501021

E-mail: lambient@internetpiu.com Sito web: www.verbania.com/legambiente

 

 

Circolo Verbano

ALLEGATO

ALLE OSSERVAZIONI

AL PpR ‘00

 

26 FEBBRAIO 2000

GIORNATA NAZIONALE

L’ITALIA CHE RICICLA

Ministero dell’Ambiente - Conai

VERBANIA - 18 FEBBRAIO 2000

presso COOP di Verbania-Intra

 

DISIMBALLIAMOCI!

COMUNICATO –

 

 

Gli imballaggi con cui vengono trasportati, avvolti, incartati, difesi, valorizzati, esposti tutti gli oggetti della spesa quotidiana, pesano sui cittadini sia in termini ponderali, sia in termini di costo economico. Essi infatti aggravano (spesso inutilmente) le nostre borse e, appena a casa, vengono buttati ancora nuovi tra i rifiuti, per smaltire i quali dobbiamo spendere cifre esorbitanti e sopportare impianti che possono nuocere alla salute.

 

Con questa manifestazione giocosa il Circolo Verbano di Legambiente, in occasione della giornata nazionale de L’ITALIA CHE RICICLA (26 febbraio 2000), indetta dal Ministero dell’Ambiente, intende richiamare l’attenzione e il senso di responsabilità dei grandi supermercati e dei centri commerciali sull’impegno alla riduzione dei rifiuti, prioritario rispetto al loro riciclo. (In questo contesto si riconosce e si apprezza l’azione già in corso di COOP, che spontaneamente ha avviato scelte interessanti per quanto riguarda la riduzione degli imballaggi di alcuni prodotti a marchio COOP).

 

Il Circolo Verbano di Legambiente chiede alle Autorità locali di aprire trattative con tutti i grandi supermercati e centri commerciali, nell’intento di concordare alcuni obiettivi e i termini entro cui raggiungerli: riduzione degli imballaggi (nel senso di privilegiare le marche dotate di confezioni meno imballate, a parità di qualità merceologica); riduzione degli shopper (sostituiti, ad esempio, con la vendita o il regalo a scopo promozionale di borse in tela); sistemazione di contenitori per gli imballaggi differenziati, presso i parcheggi, a servizio dei clienti; cauzione su alcuni imballaggi (bottiglie in vetro, in plastica, …) e ritiro dei resi. Ovviamente riteniamo che una simile forma di collaborazione con la Pubblica Amministrazione da parte di attività commerciali andrebbe riconosciuta con opportuni incentivi o detariffazioni.

 

Per informazioni: LEGAMBIENTE Circolo Verbano

Tel/fax/segr 0322/76888 0335/5457273 0323/501021

E-mail: lambient@internetpiu.com Sito web: www.verbania.com/legambiente

 

 

SINTESI E CONCLUSIONE -

 

RICICLARE I RIFIUTI E’ BENE

RIDURLI E’ MEGLIO