Nella foto: L'impianto visto dalla superstrada
 
TESSENDERLO, PER CHIUDERE MALE
L'azienda non cambia la tecnologia a mercurio
ma vuole continuare l'attività industriale.
23.12.05
 
Su La Stampa di ieri (v. sotto) compare un articolo, che riassume la situazione deficitaria della Tessenderlo, tale da indurla a rinunciare alla modifica della produzione di cloro (da celle soda-cloro a mercurio a celle a membrana), per la quale aveva ottenuto il contributo del 30% dal Ministero dell'Ambiente. Sulla storia del mercurio a Pieve V., per la quale abbiamo speso un bel po' delle nostre energie, v. l'archivio del nostro sito. Siccome il Ministero aveva condizionato la continuazione della produzione di cloro alla modifica della tecnologia entro il 31.12.06, e siccome l'unica attività produttiva è la clorurazione del benzene (cancerogeno di prima classe), ci chiediamo perplessi e preoccupati che cosa sta dietro l'angolo. L'abbiamo chiesto anche all'assessorato all'ambiente della Provincia.
Sempre nell'articolo si parla anche dell'idroelettrico, punto di forza dell'azienda (ma non faceva la chimica?)
 
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22 Dicembre 2005

PIEVE VERGONTE LO STABILIMENTO CHIMICO CHIUDERA’ IN PERDITA MA INVESTE PER 2 MILIONI E MEZZO DI EURO


Spicca un innovativo
progetto nato in loco
Sospesa la conversione
delle celle elettrolitiche

Tessenderlo avvia un piano di rilancio

 
[FIRMA]Pietro Benacchio
PIEVE VERGONTE
Lo stabilimento Tessenderlo Italia di Pieve Vergonte chiuderà l’anno in perdita, con un risultato operativo stimato in 2 milioni e mezzo di euro. Nonostante il fatturato di 39 milioni di euro, uguale all’anno scorso e che conferma il trend positivo del 30 cento innescato negli ultimi anni con l’arrivo della multinazionale chimica belga, l’indice Ebit, ovvero l’utile prima di tasse e interessi si dimezza rispetto al 2004, ma resta negativo. Un calo di redditività che ha indotto il Gruppo di Bruxelles da una parte a sospendere la decisione di convertire l’impianto cloro-soda da celle elettrolitiche a membrane e dall’altra ad avviare con un urgenza un piano di rilancio che prevede investimenti per 2 milioni di euro, destinati a rendere più competitivo il sito ossolano, dove con 150 addetti si producono cloroaromatici intremedi per i settori farmaceutici e agroindustriali.
Linee guide e obiettivi del progetto sono state illustrate ieri dal nuovo amministratore delegato di Tessenderlo Italia, l’ingegner Diego Dal Puppo, 54 anni, già direttore generale della Società Generale Industria della Magnesia del Gruppo Solvay, con importanti esperienze in Snamprogetti, Montedison e Monsanto. «La redditività insoddisfacente , dovuta alla sfavorevole congiuntura di mercato- ha spiegato Dal Puppo - con il crollo di prezzi determinato dalla concorrenza dell’estermo Oriente, Cina e India in particolare, e l’aumento dei costi energetici, impongono una decisa azione di rilancio. Vogliamo dare continuità aziendale e rafforzare la nostra presenza lungo quattro direttrici: qualità dei prodotti con innovazioni di processo, razionalizzazione delle struttura e delle operazioni e interventi di modernizzazione». E proprio nell’innovazione Pieve può giocare da subito una carta strategica con un rivoluzionerio processo di «dealogenazione», ideato nei laboratori ossolani e già battezzato come «progetto salvagente». «Ho già costituito un gruppo di lavoro di cui sarò animatore - ha annunciato Dal Puppo - e che da gennaio coinvolgerà i tre dirigenti di produzione, ricerca e vendite assieme al direttore del laboratorio belga». Altro punto di forza di Pieve Vergonte , assieme all’esperienza delle maestranze impegnate nella sfida, è l’autoproduzione di energia elettrica attrraverso le proprie centrali.