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22 Dicembre 2005
PIEVE VERGONTE LO STABILIMENTO
CHIMICO CHIUDERA’ IN PERDITA MA INVESTE PER 2 MILIONI
E MEZZO DI EURO
Spicca un innovativo
progetto nato in loco
Sospesa la conversione
delle celle elettrolitiche
Tessenderlo avvia un piano di rilancio
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[FIRMA]Pietro Benacchio
PIEVE VERGONTE
Lo stabilimento Tessenderlo Italia di Pieve Vergonte
chiuderà l’anno in perdita, con un risultato operativo
stimato in 2 milioni e mezzo di euro. Nonostante il
fatturato di 39 milioni di euro, uguale all’anno
scorso e che conferma il trend positivo del 30 cento
innescato negli ultimi anni con l’arrivo della
multinazionale chimica belga, l’indice Ebit, ovvero
l’utile prima di tasse e interessi si dimezza rispetto
al 2004, ma resta negativo. Un calo di
redditività che ha indotto il Gruppo di Bruxelles da
una parte a sospendere la decisione di convertire
l’impianto cloro-soda da celle elettrolitiche a
membrane e dall’altra ad avviare con un
urgenza un piano di rilancio che prevede investimenti
per 2 milioni di euro, destinati a rendere più
competitivo il sito ossolano, dove con 150 addetti si
producono cloroaromatici intremedi per i settori
farmaceutici e agroindustriali.
Linee guide e obiettivi del progetto sono state
illustrate ieri dal nuovo amministratore delegato di
Tessenderlo Italia, l’ingegner Diego Dal Puppo, 54
anni, già direttore generale della Società Generale
Industria della Magnesia del Gruppo Solvay, con
importanti esperienze in Snamprogetti, Montedison e
Monsanto. «La redditività insoddisfacente , dovuta
alla sfavorevole congiuntura di mercato- ha spiegato
Dal Puppo - con il crollo di prezzi determinato dalla
concorrenza dell’estermo Oriente, Cina e India in
particolare, e l’aumento dei costi energetici,
impongono una decisa azione di rilancio. Vogliamo dare
continuità aziendale e rafforzare la nostra presenza
lungo quattro direttrici: qualità dei prodotti con
innovazioni di processo, razionalizzazione delle
struttura e delle operazioni e interventi di
modernizzazione». E proprio nell’innovazione Pieve può
giocare da subito una carta strategica con un
rivoluzionerio processo di «dealogenazione», ideato
nei laboratori ossolani e già battezzato come
«progetto salvagente». «Ho già costituito un gruppo di
lavoro di cui sarò animatore - ha annunciato Dal Puppo
- e che da gennaio coinvolgerà i tre dirigenti di
produzione, ricerca e vendite assieme al direttore del
laboratorio belga». Altro punto di forza di Pieve
Vergonte , assieme all’esperienza delle maestranze
impegnate nella sfida, è l’autoproduzione di
energia elettrica attrraverso le proprie centrali.
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