Nella foto (di Gughi Fassino): La fabbrica domina Verbania
 
CRONOCA DI UN'EMERGENZA, A VB
Il prefetto fa il punto, dopo due semestri di emergenza
socio-ambientale
11.11.03
 
L'emergenza all'italiana è una barzelletta, e la vicenda Acetati ne è la riprova. Dopo due semestri di gestione prefettizia, l'azienda ha la spudoratezza di vantarsi ... di non aver fatto niente di quanto le era stato ordinato di fare in sei mesi! Eppure nessuno la redarguisce e la minaccia. Anzi. Ne vengono lodati dal prefetto i piccoli progressi, e incoraggiate le promesse di giorni migliori.  Il depuratore, che doveva essere pronto e funzionante entro il 30 di giugno, per ora è soltanto un pensiero nella mente del professor Vismara, e forse prenderà consistenza nella prossima estate, ma siamo contenti lo stesso. Il recupero delle acque è agli albori (un terzo invece del cento per cento), ma sembra un miracolo. Nel frattempo si è saputo che i reflui spingono a lago anche un po' di benzene, cancerogeno, di cui l'azienda non solo non sapeva niente, ma anzi dichiara che non ha proprio idea da quale punto del suo ciclo produttivo esca, come non fosse roba sua.
Tutto ciò per permettere ai lavoratori di lavorare e ai politici di non perdere la faccia. E i cittadini che abitano nei dintorni e che dall'azienda ricavano soltanto danno? E l'ambiente, che accumula veleni uno sull'altro?
P.S. Una domanda curiosa. Da quando in qua un'azienda in florida espansione, come Italpet, si ferma per due mesi, d'inverno, in manutenzione di impianti nuovi?
 
(Qui sotto è trascritto l'articolo da La Stampa).
 
09 Novembre 2003
IL RISANAMENTO AMBIENTALE PROCEDE CON RISULTATI SODDISFACENTI. I CONSUMI IDRICI SONO GIA’ STATI RIDOTTI DEL 30%

Acetati ha bisogno di tempi più lunghi

Il prefetto chiede la proroga dello stato d’emergenza
Aristide Ronzoni
VERBANIA
Il prefetto Alfonso Pironti ha chiesto la proroga dello stato di emergenza socio ambientale (in scadenza al prossimo 31 dicembre) nell’ambito del «caso Acetati». Sarà il Dipartimento ministeriale alla Protezione Civile a girare il quesito alla Regione Piemonte cui spetta l’ultima parola. La dilatazione dei tempi della sperimentazione si è resa necessaria per consentire ai vertici del polo chimico di perfezionare gli interventi di risanamento ambientale, attualmente in avanzata realizzazione, richiesti a suo tempo dallo stesso prefetto (commissario ministeriale straordinario) all’indomani del sequestro degli scarichi disposto dalla magistratura un anno fa per conferimento non autorizzato a lago di sostanze pericolose e inquinanti quali formaldeide, acetaldeide e acetamide e antimonio. Il prefetto ieri ha reso noto lo stato delle operazioni di messa in sicurezza degli scarichi del ciclo produttivo.
Notevoli progressi sono stati compiuti nel ciclo di separazione delle acque di produzione da quelle meteoriche. Le acque cosiddette di prima pioggia - inquinate dal contatto con terreno interno alla fabbrica - vengono ora canalizzate e trattate prima di essere confluite nei reflui. Accorgimento che impedirà la sovradiluizione delle acque di produzione che per altro è vietata dalle norme vigenti. La sperimentazione in atto in «Acetati» avviene in impianto pilota la cui funzionalità viene definita soddisfacente dal professor Vismara, docente al Politecnico di Milano e facente parte del gruppo di consulenti di Acetati. «Non dovrebbero frapporsi intoppi - ha aggiunto il prefetto - alla positiva conclusione della sperimentazione. Una volta posto a regime, l’impianto pilota lascerà il posto a quello definitivo che verrà costruito nel giro di 6 o 7 mesi». Uno dei punti prefissati nel nuovo ciclo produttivo di ’Acetati’ è la diminuzione dei consumi idrici che attualmente sono inferiori del 30% a quelli registrati prima della sperimentazione.
Risultato ottenuto dalla riutilizzazione delle acque di raffreddamento mediante un impianto che entrerà a regime entro la fine del mese in corso. Secondo i tecnici, se tutto andrà per il meglio, i consumi potranno addirittura diminuire ulteriormente. Dato questo che dovrebbe sopire del tutto le polemiche sull’eccessivo impiego d’acqua da parte del polo chimico messo sotto accusa da più parti durante la crisi idrica che la scorsa estate ha causato notevoli problemi a gran parte della cittadinanza dei comuni limitrofi a Verbania. Ma i guai in «Acetati» sembrerebbero davvero non finire mai. Un nuovo agente inquinante gli scarichi è stato infatti rilevato dai recenti controlli: il benzene, sostanza del gruppo aromatico e notoriamente cancerogena per l’uomo. Se ne sono trovate tracce pari a 4 microgrammi per litro, molto al di sotto del limite legale fissato in 0,2 milligrammi/litro. La presenza di benzene potrebbe derivare da operazioni di lavaggio di reattori e impianti. Secondo la letteratura scientifica potrebbe invece costituire prodotto di reazione secondaria, effetto di pirolisi (scissione da elevata temperatura) della produzione di acetato di cellulosa.
Tranquilla invece la situazione di Italpet che nei mesi scorsi aveva richiesto di trattare autonomamente le acque di scarico del suo ciclo produttivo. Ottenuta l’autorizzazione, la fabbrica di «preforme» ha realizzato l’impianto che entrerà a regime nel prossimo gennaio alla ripresa della produzione che è attualmente in fermata per operazioni di manutenzione dell’intero impianto