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TORINO, 5 dicembre 2002
CINQUINA LOMBARDA IN TESTA
MA NESSUNA CITTA’ RAGGIUNGE L’ECCELLENZA
AOSTA AL 71 POSTO
BIELLA AL 10 GUIDA LA CLASSIFICA PIEMONTESE
CRESCE ANCORA IL DIVARIO TRA NORD E SUD
MATERA PRIMA CITTA’ DEL MERIDIONE
ECOSISTEMA URBANO 2003 DI LEGAMBIENTE FOTOGRAFA IL BELPAESE
IL 7 DICEMBRE IN TUTTA ITALIA PARTE OPERAZIONE MAL’ARIA:
BLITZ, CORTEI E CONVEGNI CONTRO LO SMOG
Virtuose, degradate, trascurate o reattive ma pure rilassate o fatalmente "in mezzo al guado": ecco la foto delle citta' del Belpaese scattata da Ecosistema Urbano 2003 di Legambiente che, con cinque citta' lombarde in testa - Cremona, Mantova, Bergamo, Sondrio, Pavia – vede il Nord che torna a sbancare la classifica mentre cresce la distanza con i capoluoghi del Sud, danneggiati dai gravissimi ritardi nei servizi e nella gestione ambientale: Ragusa, Oristano, Frosinone, Agrigento e Catania occupano infatti gli ultimi posti.
Il capoluogo valdostano scende di una posizione rispetto allo scorso anno (dal 70 al 71 ) piazzandosi in cima alla classifica (negativa) per numero di auto circolanti, con ben 106 auto ogni 100 abitanti.
Le citta' piemontesi compiono balzi piu' sostanziosi – sottolinea Vanda Bonardo, presidente Legambiente Piemonte- i passi sono: verso l’alto, come Biella (al 10 posto rispetto al 19 del 2001), Vercelli (dal 74 al 43 ) e Asti (dall’81 al 65 ), ma soprattutto verso il basso: Verbania – comunque in buona posizione - dal 13 al 16 , Novara dal 32 al 49 , Cuneo dal 21 al 62 e Alessandria dal 44 all’83 . Torino quasi invariata, cala comunque dal 43 al 44 .
A posizionare Alessandria in fondo alla classifica regionale (e comunque in basso nella nazionale), la scarsita' di verde urbano (3,5 mq per abitante), l’altissimo consumo di carburanti e l’alta produzione di rifiuti (671 kg per abitante all’anno) e l’alta concentrazione di nitrati nell’acqua.
In cima alla graduatoria regionale, Biella gode di un ottimo sistema di monitoraggio degli inquinanti atmosferici; basse concentrazioni di polveri sottili (PM10); buona raccolta differenziata (27,3% del totale) e buon posizionamento rispetto ai metri quadri di verde urbano (11 posto con 14,9mq per abitante).
In generale, la distanza tra Nord e Sud del Paese risulta particolarmente accentuata per i parametri legati alla gestione della mobilita' alla raccolta differenziata e al sistema di monitoraggio.
Il tasso di mobilita' con il trasporto pubblico nelle citta' meridionali la meta' di quello dei comuni settentrionali; la densita' di isole pedonali e'pari a circa la meta' di quella delle citta'el Centro-Nord e ancora inferiore e' la densita' di zone a traffico limitato. Piste ciclabili sono presenti solo nel 37% delle citta' contro l'87% delle citta' del Centro-Nord) e il verde urbano procapite all'incirca 1/3 di quello disponibile nel resto del paese. La raccolta differenziata, con una media del 4,6%, Pari appena ad 1/5 di quella delle citta' settentrionali e a meno di 1/3 di quella delle citta' dell'Italia Centrale. Il sistema di monitoraggio di qualita' dell'aria, che copre ormai il 95% dei capoluoghi del Centro-Nord e' attivo invece solo nel 45% dei capoluoghi dell'Italia Meridionale e Insulare. In maniera sistematica, su tutti i fattori che attengono alla gestione pubblica dell'ambiente, si registra una vera e propria lacerazione tra Nord e Sud del paese.
Ecosistema Urbano 2003 di Legambiente, realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, è stato presentato oggi a Ferrara nell’ambito di un convegno sulle citta' sostenibili.
Tornando alla classifica, nessun capoluogo si piazza al livello d’eccellenza, nessuno finisce in quello di pessimo. I cinque capoluoghi lombardi in cima alla classifica raggiungono il livello buono (tra i 65 e i 75 punti), 27 citta' si attestano sul livello discreto, mentre 47 rientrano nel medio, 19 risultano insufficienti e 5 scarse.
I centri urbani piu' grandi presentano caratteristiche comuni a tutte le latitudini, con livelli di pressione ambientale e, soprattutto, di qualita' ambientale e inquinamento atmosferico tendenzialmente tra i piu' elevati. In generale i centri di medie dimensioni mostrano migliori prestazioni rispetto ai livelli di depurazione e raccolta differenziata.
Un commento a se' va alla citta'di Verbania che si inserisce nella graduatoria nazionale in una posizione di tutto rispetto. Alla citta' va rilevato il merito di aver raggiunto un alto livello di raccolta differenziata, c’e' stata una riqualificazione della fascia lacustre con percorsi pedonali e ciclabili. Ma d’altro canto dobbiamo ricordare, ad onore di cronaca, che da alcune settimane la citta' al centro di un pesante contenzioso. Si tratta di un grave fatto di inquinamento ambientale: scarichi a lago, da industrie chimiche posizionate nel cuore della citta' che fuoriescono nello specchio d’acqua, vicino all’area lacustre riqualificata anche alla balneazione. Tutto cio' ha provocato l’intervento di sequestro da parte della Magistratura.
L’analisi dei dati e la divisione della classifica di Ecosistema Urbano 2003 permettono poi la lettura di sette differenti percorsi ambientali che accomunano le citta' considerate dal rapporto. Troviamo quindi le "Citta' degradate" (Ragusa, Frosinone, Agrigento, Catania, Caserta, Siracusa, Benevento, Palermo) con elevati carichi ambientali e bassi livelli di gestione ambientale che pregiudicano la realizzazione di interventi innovativi. Sono prevalentemente comuni del Sud, soprattutto siciliani, caratterizzati da livelli di reddito procapite ben inferiore alla media nazionale con la sola eccezione di Frosinone.
Citta' trascurate" (Oristano, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Enna, Isernia, Trapani, Crotone, Catanzaro, Nuoro, Messina, Imperia, Brindisi, Taranto), dove si associano condizioni di pressione ambientale contenuta e assenza o grave carenza di gestione ambientale: si tratta - tranne Imperia - di citta' meridionali caratterizzate da bassi livelli di reddito e grave disagio sociale nelle quali, di conseguenza, i consumi e le pressioni ambientali sono nettamente inferiori alla media nazionale.
"Citta' stressate" (Pordenone, Alessandria, Milano, L’Aquila, Lecce, Padova, Forli' Cuneo, Ravenna, Vicenza), sono le citta' con i maggiori carichi ambientali, con alti tassi di motorizzazione e consumi energetici e livelli d’inquinamento atmosferico tra i piu' elevati. Si tratta principalmente di comuni del Centro-Nord con elevati livelli di reddito e consumi, dove le politiche ambientali sono state parziali e discontinue e l’inquinamento e' vissuto come costo da sopportare.
"Citta' in mezzo al guado", sono quelle citta' italiane con livelli d’inquinamento significativi anche se decrescenti e con politiche ambientali discontinue: buone o eccellenti in alcuni settori, scarse o mediocri in altri. Sono principalmente realt࠭edie e piccole del Centro-Nord e alcuni grandi comuni come Firenze, Genova e Napoli che si segnala per il tentativo, di successo, di uscire da una situazione di forte degrado e incuria.
Le "Citta' rilassate" (Campobasso, Caltanissetta, Ascoli Piceno, Potenza, Macerata, Matera, Biella, Arezzo e Belluno), sono geograficamente distribuite in tutte le aree del paese. Si tratta di centri con grandi possibilita' di miglioramento ma che – forse grazie ad una qualita' ambientale gia' dignitosa – non mostrano politiche ambientali sufficientemente attive e coerenti.
Le "Citta' virtuose" (Livorno, Ferrara, Bolzano, Pavia, Sondrio, Mantova, Cremona) sono invece piccole e medie citta' del Centro-Nord dove sono bassi (sempre inferiori alla media), i livelli di pressione ambientale e di inquinamento atmosferico e dove invece sono alti la capacita' di gestione e la disponibilita' di servizi e di tutela ambientale. Sono i comuni in testa alla classifica generale in cui servizi e politiche ambientali sono stati attivati da molto tempo, dove generalmente, da diversi anni sono attivi sistemi efficienti di depurazione, dove la raccolta differenziata e' stata introdotta prima del decreto Ronchi e che si erano gia' dotate di isole pedonali, zone a traffico limitato e piste ciclabili.
"Citta' reattive" (Roma, Modena, Piacenza, Siena, Rimini, Massa, Reggio Emilia, Brescia, Parma, Trento, Bologna, Bergamo), caratterizzate da carichi ambientali elevati e livelli d’inquinamento decrescenti ma significativi, sono le citta che tendono "a non rimanere ferme" e che dispiegano politiche per reagire allo stato di degrado e pressione ambientale cui sono sottoposte. Hanno raggiunto livelli di eccellenza nel contesto italiano - come Bergamo - e sono tutte localita' del Centro-Nord e alcune grandi metropoli come Roma e Bologna (solidamente posizionata da piu' tempo). Torino, anche se a prima vista puo' sembrare una citta' parzialmente reattiva, in effetti si presenta con una situazione di 'stallo' nella graduatoria, al 44 posto. Ben rappresenta la posizione di totale immobilismo dell'amministrazione comunale: dopo tante parole sull'aria pulita ancora non esiste un atto deliberativo che ponga delle certezze di limitazione di traffico al superamento dei limiti di PM10, cosi' come non ci sono impegni deliberati sull'allargamento della ZTL, sia come perimetro che come orario. Le promesse sull'adozione di una carta dei diritti degli alberi sono ancora solo 'buone intenzioni' e gli alberi della citta' sono minacciati ogni giorno da progetti di fantomatiche 'riqualifiche' (vedi piazza d'Armi) o peggio di 'opere di fornitura' (vedi i maxipadiglioni di piazza Solferino) che irrompono in ambienti storici senza alcun consenso ne' dei cittadini e tanto meno del consiglio comunale. Nelle piu'storiche piazze cittadine nasceranno parcheggi interrati che implicano cantieri di anni e anni, parcheggi che domani creeranno grandi attrazioni di traffico e vanificheranno qualsiasi 'buona intenzione' di allargamento della ZTL gia' oggi comunque disattesa dai cittadini ma anche dalle forze preposte a farla rispettare. Lungi dal trattare la questione 'rifiuti' nell'ottica della prevenzione dei rifiuti, tutto cio' in una citta' che, se volesse, potrebbe raggiungere dei livelli ben piu' elevati di raccolta differenziata.
I cantieri delle Olimpiadi, del passante e del metro, senza contare i prossimi in apertura per sottopassi e parcheggi interrati, scaraventeranno la citta' alla fine della classifica in quanto a qualita' della vita in citta', se in tempi brevissimi non si arrivera' ad un provvedimento coordinato atto a limitare i danni del caos da questi causato nel traffico automobilistico privato.
Ecosistema Urbano 2003 e' stato realizzato sulla base di questionari e interviste dirette ai comuni sulla base di fonti statistiche ufficiali e su informazioni e dati relativi a piu' di 60 parametri ambientali. I venti indicatori che funzionano da termometro della sostenibilita' sono rappresentativi dei fattori di pressione (consumi di acqua potabile, di carburante, di elettricita' di produzione rifiuti urbani, tasso di motorizzazione), della qualita' delle componenti ambientali (No2, PM10, nitrati, abusivismo edilizio, aree verdi), della capacita' di risposta e di gestione ambientale (monitoraggio inquinamento atmosferico, depurazione, raccolta differenziata, Eco Management, certificazione ambientale, isole pedonali, Ztl, piste ciclabili, trasporto pubblico, verde urbano fruibile).
Il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico si e' consolidato nel corso del tempo e, ad oggi, solo in sette tra le citta' considerate (Catanzaro, Crotone, Enna, Isernia, L’Aquila, Matera, Oristano) non esiste ancora un sistema di monitoraggio. Le emissioni di ossidi d’azoto derivanti dai processi di combustione e in particolare dal traffico autoveicolare e dal riscaldamento domestico, non hanno subito riduzioni degne di nota, mentre dati preoccupanti arrivano ancora da sedici centri, tra cui Ancona, Avellino, Catania, Como, Cuneo, Forl쬠Frosinone, Milano, Napoli, Padova, Pordenone, Roma, Salerno, Torino, Treviso, Verbania.
Aumenta il controllo del particolato fine, il PM10, nuovo grave problema con cui le amministrazioni debbono confrontarsi. In 25 comuni su 62 (totale risposte ricevute) esiste almeno una centralina che ha registrato un valore medio annuo superiore ai 46.4 μg/mc previsti dalla direttiva comunitaria. Facendo riferimento ai superamenti orari, le situazioni di criticita' crescono: sono ben 43 (70%) i comuni che hanno superato per piu' di 35 volte il valore limite relativo ai superamenti orari di 50 μg/mc (da raggiungere entro il 2005).
Per quanto riguarda il servizio di depurazione, nonostante alcuni miglioramenti localizzate, la situazione resta critica. Alcuni grandi centri (Imperia, Milano e Trapani) rimangono tuttora privi di sistemi di depurazione, mentre altri 14 comuni dichiarano ancora una capacita' di depurazione inferiore al 50% della popolazione. La produzione procapite di rifiuti 蠵no dei fattori di pressione che ha registrato i maggiori incrementi negli ultimi anni. I valori massimi si riscontrano in aree a forte affluenza turistica o dove e' presente una forte commistione con rifiuti assimilabili di tipo industriale (come Rimini, Catania, Massa, Brescia, Pisa, Ravenna, Prato). Trend generalmente in aumento per la raccolta differenziata, che pero' stenta ancora a decollare, soprattutto nei comuni del Centro-Sud, dove 23 citta' rimangono ad un tasso di raccolta inferiore al 5%.
I dati sull’uso del trasporto pubblico sembrano in tendenziale miglioramento, eppure in alcuni piccoli centri, il trasporto pubblico continua ad essere formalmente assente e in 47 comuni la media dei viaggi per abitante effettuati con trasporto pubblico e' comunque inferiore ad uno alla settimana. Solo Roma, Milano e Trieste hanno prestazioni superiori ad un viaggio per abitante al giorno. Il tasso di motorizzazione rimane ovunque elevato: solo a Genova e Venezia risulta inferiore alle 50 auto ogni 100 abitanti mentre raddoppia il numero di citta' con oltre 70 auto ogni 100 abitanti (da 6 a 11) con Aosta e Siena in testa rispettivamente con 106 e 86 auto ogni 100 abitanti.
Aumenta il numero di comuni in cui sono state istituite le isole pedonali (6 in piu' rispetto all’anno precedente). Solo quattro citta'Verbania, Massa, Lucca, Cremona) pero' superano la soglia di 1 mq per abitante, mentre tra le grandi citta' Firenze, Torino, Roma e Napoli rimangono quelle con la piu' vasta area pedonalizzata. Anche nel caso delle zone a traffico limitato il dato medio complessivo e' in crescita. Tra le grandi citta'le piu' ampie ZTL sono a Roma, Firenze, Napoli e Bologna.
Dal 1997 ad oggi, la rete di piste ciclabili nei capoluoghi di provincia e' raddoppiata (da 0.04 a 0.08 m per persona). Le piste ciclabili sono presenti in 71 citta'4 in piu' dello scorso anno) ma ancora 29 centri rimangono senza e la lunghezza totale rimane ben lontana dai 2.000 metri previsti per 100 citta' del Piano Nazionale Sviluppo Sostenibile del 1993.
Il verde fruibile risulta ancora scarso e in alcune citta' come Taranto, Trapani, Caltanissetta, Pescara, Isernia e Catanzaro e' pari a meno di un metro quadro per abitante. Aree parco e riserva sono presenti in 74 comuni e le superfici piu' ampie – oltre 10.000 ettari – sono a Roma, L’Aquila, Ravenna e Pisa.
Il dato sull’abusivismo edilizio mostra come il fenomeno si concentri soprattutto al Sud e nelle Isole con tassi, in media, 10 volte superiori rispetto alle prime venti citta' del Nord.
La domanda di energia elettrica per usi domestici sta registrando negli ultimi anni una crescita costante: tra il 1996 e il 2000 vi e' stato un incremento dei consumi del 4.5%. Ad eccezione di Sassari, tutti i consumi piu' elevati si registrano nel Centro-Nord.
La media italiana della certificazione del sistema di gestione ambientale ISO 14000 che, come l’EMAS, rappresenta il grado di innovazione e attenzione all’ambiente da parte delle imprese, pur restando inferiore alla media europea, registra una forte crescita negli ultimi anni. Ovviamente il maggior numero di siti certificati si riscontra nelle province a maggior densita' di attivita' produttive come Milano (203) o Torino (127), ma anche piccoli comuni del Sud come Salerno (54) e Chieti (39). L’indicatore Eco Management, che indica con un punteggio fino a 100 le specifiche scelte dell’amministrazione nelle procedure d’acquisto di prodotti elettrici ed elettronici ad alta efficienza energetica, dei prodotti con etichetta ecologica, l’utilizzo di cibi biologici nelle mense e le percentuali di utilizzo di carta riciclata negli uffici pubblici, mostra la diminuzione dei comuni che non hanno attivato tali pratiche (solo 13 contro i 36 dello scorso anno), mentre solo quattro – Genova, Lecce, Perugia e Reggio Emilia – raggiungono il target di 89 punti sui 100 disponibili.
Il 7 dicembre torna Operazione Mal’aria: blitz, cortei, convegni in tutta Italia per il lancio della campagna delle lenzuola anti-smog - voce del popolo inquinato – primo appuntamento sul territorio per continuare a denunciare ed affrontare le vertenze segnalate dal rapporto Ecosistema Urbano 2003.
in allegato tabella con dati
L’Ufficio Stampa (349-3994498)