Nella foto: L'ingresso di Acetati-Italpet addobbato

in occasione della manifestazione "fabbriche aperte", il 6.10.02
 
 
ARRIVA IL COMMISSARIO
E' stata firmata a Roma l'ordinanza
per il commissario, prefetto di Verbania,
dotato di ampi poteri di deroga
(se la Magistratura consentirà)
11.12.02
 
Dopo una lunga attesa, circonfusa da un clima miracolistico, è giunta a Verbania l'ordinanza che incarica il prefetto, A. Pironti, di ampi poteri, in quanto commissario ministeriale, per decidere se e come autorizzare la ripresa dell'attività produttiva. Restiamo in vigile attesa, affinché le necessità dei lavoratori e il clima natalizio non facciano dimenticare che ci troviamo di fronte a un grave caso di inquinamento di un bene primario: il lago Maggiore, con ripercussioni sulla salute dei cittadini.
(Qui sotto è riportata la notizia dal sito www.vcoazzurratv.it ).
 
"Il termine è stato rispettato. Venerdì scorso, la giornata in cui si è rischiata la rottura del dialogo tra istituzioni e lavoratori Acetati, il Prefetto del VCO aveva previsto che al più tardi mercoledì, e dunque oggi, il Presidente del Consiglio dei Ministri avrebbe firmato la sua designazione ufficiale all'incarico di commissario delegato del Governo alla supervisione del caso Aceati. E così è stato. Con la formalizzazione della nomina dunque entro brevissimo, si parla di giorni, il Prefetto potrà – in virtù dei suoi poteri straordinari – apporre la propria firma in calce all'autorizzazione – richiesta dalla magistratura – all'utilizzo degli scarichi del polo chimico di Viale Azari e di fatto dare la possibilità all'azienda di tornare operativa. Oggi pomeriggio sindacati, RSU e proprietà aziendale si sono incontrati per impostare la ripresa dell'attività e definire il ricorso alla cassa integrazione, che per il mese di novembre è stata anticipata al 100% dall'azienda. La notizia di oggi ha rinfrancato gli animi dei dipendenti della società del gruppo Mossi e Ghisolfi che avevano minacciato di passare ad azioni eclatanti di protesta se entro oggi l'incarico ufficiale per il Prefetto non fosse arrivato. La fiaccola della speranza è ora alimentata dalla possibilità che il progetto di sperimentazione proposto da Acetati si all'altezza dell'ordinanza ministeriale che fissa parametri rigorosi di messa in sicurezza del sito produttivo. Estremamente delicata resta comunque la situazione, in balia di diverse variabili che nel bene o nel male possono segnarne il destino come puntualizza prudente il Commissario Straordinario

 

Ecco i termini dell'ordinanza ministeriale firmata l'11.12.02 presidente del consiglio S. Berlusconi e valida fino al 31.12.03dal , in merito alla nomina del Prefetto VCO a "Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti necessari per fronteggiare e superare la situazione di emergenza socio-ambientale in ordine all'inquinamento causato dai reflui prototti dalle società Acetati s.p.a., Italpet s.p.a. ed Expedio8 s.r.l. immessi nella acque del lago Maggiore nel comune di Verbania" (art. 1, c. 1).
Entro 5 gg. il C. "dispone l'adozione di misure immediate relative ai cicli di produzione ed al trattamento appropriato delle acque reflue ... al fine di ottenere, in assenza di qualsiasi forma di diluizione ... la riduzione ... delle concentrazioni di aldeidi totali, nei limiti previsti dalla normativa vigente"; dispone entro sei mesi il miglioramento del trattamento depurativo; dispone l'installazione di sistemi di monitoraggio; "fissa ... anche avvalendosi ... delle deroghe ... limiti numerici per i parametri del COD, dell'azoto ammoniacale e del fosforo, termini e modalità per lo scarico ... con esclusione delle sostanze ... " (tra cui le cancerogene); autorizza gli scarichi. Inoltre il C. dispone "interventi per la sostituzione della formaldeide e delle altre sostanze pericolose ... con altri reagenti di processo a minore potenziale inquinante ..."; per la riduzione dei consumi idrici e per il riciclo delle acque depurate; "per individuare ... tutti i punti di emissione e gli sfiati attraverso i quali sono possibili emissioni in atmosfera di formaldeide e di altre sostanze pericolose ...". (art. 2)
Il C. esercita "tutti i poteri di carattere autorizzatorio e concessorio ...". Il C. approva "i progetti delle opere e degli impianti autorizzandone anche l'esercizio ..." (art. 4)
Il C. si avvale "di una propria struttura appositamente costituita, composta complessivamente da non più di sei unità di personale" con oneri a carico dello Stato; può avvalersi "della collaborazione delle Amministrazioni dello Stato, della regione Piemonte, della Provincia VCO e del Comune di Vb, degli Istituti universitari, dell'Arpa" con oneri a carico dei medesimi. Il compenso del C. "sarà determinato con decreto". (art. 6)
Sono affidate al C. le risorse di "euro 500.000,00 ... per l'eliminazione delle sostanze pericolose ed il riutilizzo delle acque reflue depurate". (art. 7)
Sarà istituito un Comitato di rientro nell'ordinario. (art. 8).
 
Commento. L'ordinanza impone interventi energici al ciclo produttivo e alla fase depurativa delle aziende, che il C. dovrà attuare in parte immediatamente (depurazione totale dalla formaldeide e dalle altre sostanze cancerogene), in parte nei mesi successivi. L'ordinanza non esplicita i limiti da imporre per acetamide, sostanza cancerogena presente ma non ancora indiduata, la cui presenza è confondibile con quella dell'ammoniaca. Ne accenna solo in modo generale all'art. 2, dove però si trova un preciso incarico a individuare anche le emissioni in atmosfera di tutte le sostanze pericolose (cancerogene). Il C. ha potere di deroga per le sostanze non pericolose (cancerogene), che comunque devono trovare l'approvazione del Gip. Le spese per tutta l'operazione saranno ingenti, tra compensi e opere (art. 6 e 7), e si sarebbero potute evitare, se gli Organi di controllo e amministrativi avessero fatto ciò che dovevano fare e se, prima ancora, l'azienda avesse costruito tutte le opere indispensabili per tutelare ambiente e salute. Suona comunque beffardo che ora dobbiamo pagare (noi tutti, cittadini che pagano le tasse), per sanare un dolo ambientale così clamorosamente dimostrato. Perché le spese non sono state messe tutte a carico delle aziende? Che abbiano ragione i cittadini che evitano di pagare le tasse e gli imprenditori disonesti?