ECOSISTEMA URBANO 2001, UNA STORIA DA RISCRIVERE

 
Legambiente nazionale pubblica la graduatoria 2001 delle città capoluogo di provincia. In modo straordinario e inaspettato la città di Verbania sale dal 71° al 13°  posto in classifica, apparentemente migliorando sul piano dell'ecosostenibilità. Le nostre critiche alla città, molte delle quali compaiono anche in questo sito, sembrano contraddire le conclusioni di Ecosistema urbano 2001. Il Circolo Verbano di Legambiente chiede ora conto al nazionale, per capire ed eventualmente condividere l'entusiasmo che una simile notizia dovrebbe suscitare anche in noi.
 
Amelia Alberti, presidente Circolo Verbano
 

Ecosistema Urbano 2001 di Legambiente

Ecco il rapporto sulla qualità ambientale dei 103 capoluoghi di provincia italiani: vince ferrara, ultima benevento, ma prevale il grigiume

Ecosistema Urbano 1994-2000. Sette edizioni di monitoraggio dei 103 capoluoghi di provincia italiani, sette anni durante i quali la qualità ambientale delle città è diventata sempre di più, nella percezione dei cittadini ma anche nell’azione di molte amministrazioni, un "ingrediente" essenziale della qualità urbana in generale.

Molti cambiamenti in questi sette anni. La raccolta differenziata, per esempio, che in una buona metà dei nostri centri urbani ha fatto veramente passi da gigante. O i sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria, divenuti biglietto da visita obbligato per ogni amministrazione che si rispetti, elemento indispensabile per dare una prima risposta, sia pure solo in termini di controlli, alla voglia crescente di aria pulita degli italiani.

Poi l’attivismo positivo di molti "nuovi sindaci", quelli eletti direttamente nel ’93, che hanno compiuto scelte importanti come dare impulso alla lotta contro l’abusivismo edilizio o pedonalizzare strade e piazze sottraendole al traffico e allo smog e restituendole all’uso quotidiano dei cittadini.

Questo slancio, sia pure parziale e non uniforme, non viene confermato in Ecosistema Urbano 2001. Anzi, si osserva una complessiva "perdita di velocità", quasi che l’ambiente non sia più tra le preoccupazioni principali di sindaci e amministratori: rallentamento che certamente è più grave per il Mezzogiorno, le cui città con pochissime eccezioni confermano, e in alcuni casi aggravano il distacco dal resto d’Italia (esemplare la situazione dello smaltimento dei rifiuti, con molti centri del Sud dove la raccolta differenziata resta inchiodata allo 0), ma che riguarda tutti (nella classifica generale tutti i capoluoghi restano ben al di sotto dell’eccellenza).

Il settore che più di tutti fa le spese di questa frenata generale è quello della mobilità: in una quarantina di capoluoghi vi è un piccolo aumento dell'uso del mezzo pubblico (frequenza di viaggi per abitante all'anno), ma l’uso dell’auto privata continua a crescere dappertutto, in termini assoluti e in percentuale. Risultato questo sia delle politiche troppo "timide" di gran parte degli amministratori, della loro diffusa resistenza ad attuare provvedimenti incisivi (aumento degli spazi pedonali, delle corsie preferenziali e delle zone a traffico limitato, maggiore diffusione della sosta a pagamento, tariffazione dell’ingresso nei centri storici), sia delle politiche nazionali (basti pensare che l’ultima Finanziaria destina al trasporto pubblico metropolitano appena 75 miliardi).

Le auto, si diceva, continuano a crescere. Nel 2000 circolavano 32,5 milioni di macchine, con una densità media nelle quattro città più grandi di 65 auto ogni 100 abitanti (65 a Napoli e Torino, 66 a Milano, 67 a Roma). E intanto molti sindaci sembrano soprattutto preoccupati di aprire nuovi cantieri megagalattici, riproducendo in 16° quella politica che il governo propone su scala nazionale. Che dire per esempio della richiesta (esaudita) di Albertini di ottenere poteri commissariali nella gestione degli appalti per le nuove infrastrutture, quando in 5 anni non ha fatto fare un solo passo

 

 

avanti alla "telenovela", ridicola quanto vergognosa, del depuratore di Milano? O ancora di tutti quei sindaci che invece di affrontare i problemi del traffico e dell’inquinamento preferiscono contrattare con Regioni e governo la realizzazione di nuove tangenziali, svincoli, collegamenti stradali veloci?

Insomma, anche la classe dirigente dei comuni capoluogo sembra contagiata dalla sbornia delle "grandi opere" (ricordare i Mondiali di calcio del ’90, le Colombiane del ’92, Tangentopoli), mentre si fa sempre più vistoso il distacco tra le due Italie. Le città del Sud sono fortemente penalizzate dal fenomeno tuttora consistente dell’abusivismo edilizio, da una raccolta differenziata dei rifiuti spesso inesistente, dall’insufficienza dei sistemi di depurazione delle acque: così in Ecosistema Urbano 2001 la bassa classifica è prerogativa quasi esclusiva del Mezzogiorno.

Da sottolineare, infine, che la minore attenzione degli amministratori ai problemi ambientali delle città appare in forte distonia con le opinioni dei cittadini. Il 60% degli abitanti dei 10 centri urbani più grandi considera tanto il traffico che lo smog problemi "gravi". A Milano la percentuale supera l’80%.

 

 

Pos.

Città 

Punti

Pos.

Città

Punti

Pos.

Città

Punti

 

ECCELLENTE

 

   33

Venezia

53,3%

   72

Napoli

44,3%

 

Nessun Comune

 

   34

Roma

53,2%

   73

Viterbo

44,2%

 

 

 

   35

Trieste

53,1%

   74

Vercelli

43,9%

 

BUONO

 

   35

Piacenza

53,1%

   74

Matera

43,9%

 

Nessun Comune

 

   35

Lucca

53,1%

   76

Isernia

43,8%

 

 

 

   38

Rovigo

53,0%

   77

Ascoli Piceno

43,7%

 

DISCRETO

 

   39

Verona

52,9%

   78

Agrigento

43,4%

     1

Ferrara

64,1%

   40

Brescia

52,8%

   78

L'Aquila

43,4%

     2   

Mantova

63,7%

   41

La Spezia

52,5%

   80

Taranto

43,3%

     3

Massa

62,3%

   42

Salerno

52,3%

   81

Asti

42,6%

     3  

Pavia

62,3%

   43

Torino

52,1%

   81

Milano

42,6%

     5

Sondrio

61,8%

   44

Alessandria

51,8%

   83

Brindisi

41,8%

     6

Prato

61,4%

   45

Ravenna

51,6%

   84

Nuoro

41,5%

     7

Modena

60,8%

   46

Pistoia

51,5%

   85

Imperia

41,4%

     8

Bolzano

60,5%

   47

Udine

51,4%

   86

Gorizia

41,1%

     9

Livorno

60,3%

   48

Firenze

51,3%

   87

Crotone

39,8%

   10

Bergamo

59,1%

   49

Como

51,2%

   88

Sassari

39,2%

   10

Genova

59,1%

   50

Treviso

50,8%

   89

Caserta

39,1%

   12

Belluno

59,0%

   51

Vicenza

50,7%

   90

Frosinone

38,3%

   13

Verbania

58,8%

   52

Grosseto

50,5%

   90

Enna

38,3%

   14

Arezzo

58,7%

   53

Forlì

49,8%

   92

Palermo

37,8%

   15

Cremona

58,4%

   54

Bari

49,5%

   93

Catanzaro

35,6%

   16

Ancona

57,9%

   55

Avellino

49,2%

 

 

 

   17

Bologna

57,8%

   55

Potenza

49,2%

 

SCARSO

 

   18

Savona

57,2%

   55

Pescara

49,2%

   94

Cosenza

34,5%

   19

Biella

56,9%

   58

Foggia

49,1%

   95

Lecce

34,2%

   20

Siena

56,4%

   59

Messina

48,9%

   96

Catania

33,8%

   21

Cuneo

55,9%

   60

Campobasso

48,5%

   97

Vibo Valentia

33,5%

   22

Rimini

55,8%

   61

Caltanissetta

48,4%

   98

Reggio Calabria

32,0%

   23

Varese

55,6%

   62

Perugia

48,2%

   99

Oristano

31,6%

   24

Lodi

55,5%

   63

Pesaro

47,5%

 100

Siracusa

30,4%

   25

Lecco

55,4%

   64

Padova

47,1%

 101

Trapani