AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE DEL VCO

 

PROGRAMMA PROVINCIALE DEI RIFIUTI

edizione novembre 1999

 

PRIME OSSERVAZIONI

DEL CIRCOLO VERBANO DI LEGAMBIENTE

dicembre 1999

 

1) TITOLO

Il documento presentato dall’Amministrazione Provinciale viene definito "Piano Provinciale per la gestione dei Rifiuti urbani nel VCO".

1) osservazioni

Ai sensi della LR 59 del 13.04.95 ("Norme per la riduzione e lo smaltimento dei rifiuti"), art. 1 e 3, il titolo dovrebbe più propriamente essere il seguente: "Progetto di Programma Provinciale per l’organizzazione dei servizi di smaltimento dei Rifiuti", in seguito eventualmente abbreviato in Programma Provinciale dei Rifiuti (in questa nota: PpR), essendo definito ‘Piano’ soltanto quello regionale.

 

2) STRUTTURA DEL DOCUMENTO

Il PpR ’99 è composto da un Riassunto fuori testo di 3 pagine, da un Indice e da 65 pagine di testo dello studio vero e proprio.

Lo studio è impostato su una premessa documentale (dati di fatto) e sul dispiegamento di tre Strategie (A, B, C), ognuna suddivisa in due Casi (1, 2), per un totale di sei Scenari.

Riassumiamo il tutto in estrema sintesi e in condizioni di regime (proiezione: anno 2004).

Strategia A:

impianto di compostaggio e grande inceneritore interprovinciale (con invito espresso di prendere in considerazione anche la tecnologia Thermoselect)

Strategia B:

imp. di comp. e terza linea inceneritore di Mergozzo

Strategia C:

imp. di comp. e inceneritore Thermoselect provinciale

Ogni strategia prevede inoltre i due varianti:

Caso 1: con RD al 60%

Caso 2: con RD al 38%

Già nel riassunto viene dal progettista indicata la Strategia A "con il suo forte incremento di Raccolta Differenziata" come "la più vantaggiosa, sia sul piano degli investimenti immediati e a medio termine, sia sul piano dei costi di smaltimento, sia sul piano degli impatti ambientali. Inoltre, questa strategia si dimostra anche molto flessibile ed è in grado di sopportare, dopo un opportuno ingrandimento della discarica di Domodossola, sia una eventuale minore RD rispetto agli obiettivi, sia un eventuale ritardo di qualche anno nell’entrata in funzione del termodistruttore interprovinciale".

2) osservazioni

Con viva soddisfazione rileviamo che è stata accolta (forse inconsapevolmente) la nostra antica richiesta di una progettazione che si dispiegasse per scenari. Infatti, il confronto tra ipotesi diverse facilita il compito decisorio degli Amministratori. Rimane in carico al progettista l’indicazione dei costi/benefici di ciascuno dei diversi scenari.

A questo riguardo osserviamo, semmai, che dal progettista viene troppo pesantemente definita la strategia ‘vincente’, compito che dovrebbe essere riservato alla parte più propriamente politico-amministrativa, dopo la valutazione del documento tecnico e delle eventuali osservazioni al documento stesso e in funzione di scelte politiche di fondo nella gestione dei rifiuti, sempre che le strategie siano state scelte come veri e possibili confronti.

Osserviamo ancora che non si capisce perchè la Strategia A venga indicata dal progettista come quella connotata da ‘forte incremento della RD’, quando per tutt’e tre le strategie si sono studiati i due casi limite di RD. Per essere chiari: le Strategie A1, B1, C1 sono pariteticamente a ‘forte incremento della RD’, mentre le Strategie A2, B2, C2 sono altrettanto pariteticamente a minore incremento della RD.

(Volendo essere considerati interlocutori, è utile ricordare che nella passata legislatura per parte nostra avevamo chiesto che una delle strategie esaminate dal PpR fosse quella di calcolare, anche economicamente, le condizioni di RD necessarie e sufficienti, affinchè le sole due linee esistenti dell’inceneritore consortile di Mergozzo dovessero rimanere in funzione, senza necessità di avviare la terza linea. Questa strategia non viene presa in esame in questo studio).

 

3) GLI AMBITI TERRITORIALI (BACINI E AREE)

Il PpR ’99 (pag. 6) non affronta la questione della suddivisione o meno della provincia del VCO in ‘ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani’ (che per il Decreto Ronchi, art. 23, sono le province) ovvero in ‘bacini per l’organizzazione, la realizzazione e la gestione degli impianti e aree di raccolta per la gestione dei servizi’ (LR 59/95, art. 6 e segg.). I bacini tendono nel Piano Regionale dei Rifiuti a coincidere con le province, in particolar modo per le province di medio-piccole dimensioni (VCO) (Piano Regionale dei Rifiuti, pag. 133). Aggiungiamo che l’art. 8, c. 1 e 2, della LR 59/95 indica che "i Comuni appartenenti ad un bacino realizzano in forma associata ed obbligatoriamente i servizi di area e di bacino" e che "i Comuni (di ogni bacino) costituiscono obbligatoriamente un Consorzio", intendendo un solo Consorzio, eventualmente individuato tra quelli esistenti (c. 3). Nel PpR il vocabolo ‘bacino’ è utilizzato senza spiegazioni di contenuto, ed appare più simile al concetto di ‘area’ che a quello di vero e proprio ‘bacino’.

3) osservazioni

La questione della suddivisione del territorio in bacini e aree è fondamentale per l’organizzazione del servizio in condizioni di efficienza e di economicità. Nel VCO, tra le molte rivalità geografiche, permane anche una suddivisione dei servizi, che può penalizzarne la gestione. Riteniamo che l’Amministrazione Provinciale debba assumersi il compito di unificare la Provincia, a cominciare dall’omogeinizzazione dei servizi nel bacino territoriale ottimale (e quindi omogeneo in tipologia, efficienza, economicità dei servizi stessi, a tutto vantaggio dei cittadini). Appare molto difficile (impossibile) che - disponendo di un bacino e di un consorzio autonomi - l’Ossola si convinca a mettere a disposizione anche dell’altro bacino la rimanente parte della sua discarica (dove paga pochissime lire per chilogrammo di rifiuto depositato), per andare a bruciare a carissimo prezzo i suoi rifiuti nell’inceneritore di Mergozzo o in quello interprovinciale.

Si chiede che la questione dei bacini, aree, consorzi venga trattata nel PpR e vengano fatte scelte chiare (eventualmente da sottoporre all’approvazione della Regione, se in contrasto con le linee guida del PRR), per non rischiare di costruire scenari non traducibili in atti.

 

4) CONFRONTO CON LE PREVISIONI DEL PIANO REGIONALE RIFIUTI

Il PpR non mostra alcun interesse per il PRR, che non cita mai, ma le cui disposizioni "sono vincolanti per i Comuni, le Province e gli altri Enti pubblici" (LR 59/95, art. 3, c. 8).

E’ ben vero che il PRR in alcuni punti è soltanto indicativo, come ad es. alla pag. 130, dove si parla di ‘dimensionamento di massima’ degli impianti (di termodistruzione) e di ‘indicazioni in merito al numero, alla localizzazione od al dimensionamento’ (per gli impianti di preselezione). In buona sostanza sembra che alla Regione in sede pianificatoria interessasse di offrire una soluzione esauriente per giungere ai valori di RD indicati nel Decreto Ronchi, restando disponibile ad aggiustamenti in sede di Programmi provinciali per la localizzazione e il dimensionamento degli impianti.

Dove invece il PRR sembra non ammettere deroghe è alla pag. 130 (parte centrale), dove si afferma che è fatto "obbligo di preselezione del rifiuto rimanente (dopo la RD di legge o ulteriore) al fine di separare la maggior parte delle frazioni combustibili od a basso potere calorifico, portando il potere calorifico inferiore (PCI) della frazione combustibile preselezionata ad almeno 3000 Kcal/Kg" (con conseguente "rideterminazione della potenzialità degli inceneritori di Mergozzo e di Vercelli, attualmente dimensionati per il trattamento del rifiuto tal quale, in funzione del rifiuto preselezionato").

Il PRR infine indica la possibilità di inviare la frazione combustibile (CDR) in impianti alternativi o integrativi agli inceneritori ("utilizzo in cementifici o combustori esistenti") (ibidem).

"Sono inoltre possibili accordi tra Province mirati ad ottimizzare la taglia impiantistica e a facilitare la localizzazione di impianti tecnologici rispetto a quanto previsto nel presente Piano" (PRR, pag. 131).

Ricordiamo che - per il VCO - il PRR indicava come impianti necessari (pagg. 133-4):

impianto di preselezione per 50.000 t/a

terza linea dell’inceneritore di Mergozzo

impianto di compostaggio di Mergozzo per 5000 t/a

altro impianto di compostaggio

discarica di servizio degli impianti

 

4) osservazioni

Il PpR ’99 nelle sue tre strategie non prende neppure in considerazione l’ipotesi di preselezionare i rifiuti residui da RD, per dividerli meccanicamente in rifiuti combustibili (CDR), ad alto PCI, da inviare alla combustione, e rifiuto organico sporco, da avviare a stabilizzazione. Quando tratta di inceneritori, il PpR si rivolge esclusivamente a impianti che trattino il tout-venant (il residuo di una RD per quanto spinta ha la composizione e il PCI di un tout-venant), e quindi sostanzialmente inceneritori a griglia o Thermoselect.

Crediamo che l’obbligo regionale sia da osservare, non tanto e non solo perchè è un ‘obbligo’, quanto perchè è tecnologicamente molto ragionevole che ci si rivolga a impianti dedicati, piuttosto che a impianti disposti a tutto ricevere, e quindi costretti a non lavorare mai in condizioni di regime.

 

5) LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Il PpR ’99 è molto impostato sulla RD, tanto da ipotizzare, per ogni strategia, un caso (il Caso 1) nell’ipotesi di una RD del 60%, ambiziosa e possibile. Il Caso 2 (RD di legge) viene esaminato per l’eventualità di minori risultati nella RD.

5) osservazioni

Il PpR dovrebbe esaminare molto più a fondo e nei dettagli (non solo genericamente tecnici, ma anche informativi, impositivi, incentivi, sanzionatori, specifici per il VCO), anche sulla base delle ormai numerose esperienze esistenti nell’Italia del Nord e nello stesso VCO, i metodi per raggiungere valori di RD più elevati di quelli di legge. Lasciare la RD nel limbo delle buone intenzioni degli Amministratori pubblici è implicitamente una condanna a morte, oppure un pronunciamento che servirà a stemperare nell’immediato le opposizioni al PpR ‘99 degli ambientalisti, ma che non si tramuterà mai in realtà.

Inutile dire che noi optiamo senza esitazioni per il Caso 1, che siamo convinti della bontà e della possibilità di raccogliere e conferire differenziatamente e a prezzi sopportabili il 60% dei rifiuti, riservando la parte pesantemente impiantistica alla rimanente parte dei rifiuti.

 

6) UTILIZZAZIONE DELLA TECNOLOGIA THERMOSELECT

In più punti del PpR ’99 si rivede l’impianto Thermoselect, che sembra quasi assumere una posizione di primo risalto. Sia nel caso dell’inceneritore interprovinciale (strategia A), al cui proposito nel Riassunto si dice: "Considerati alcuni risultati di questo studio, è consigliabile che oltre alla tecnologia convenzionale di incenerimento si esamini anche la possibilità di usare la tecnologia Thermoselect", sia nel caso della strategia C, tutta impostata sull’ipotesi di un inceneritore locale TH.

 

 

6) osservazioni

Con sconcerto si ritrovano nel PpR tante pagine e tanta attenzione dedicate alla tecnologia TH, che qui da noi si credeva sparito dalla circolazione, almeno fuori dalle aule del Tribunale di Verbania, dove (è bene ricordarlo e sottolinearlo) la Provincia del VCO è stata ed è parte civile contro i dirigenti TH in tutti i processi andati in giudicato e in corso (riassumendo i capi di imputazione: per assenza di autorizzazioni nella costruzione e gestione dell’impianto e per gli scarichi idrici, per sversamento di cianuri e altro nei torrenti, per stoccaggi di tossico-nocivi fuori dai quantitativi di legge consentiti e senza osservanza delle prescrizioni di custodia, per emissioni aeree superiori alle prescrizioni, per trasporti non consentiti di residui). Nonostante ciò, il progettista sembra ignorare totalmente la questione della credibilità dei dirigenti TH, tanto da riportarne come valori di confronto i valori impiantistici ed economici nominali non validati (pag. 53: "Per l’impianto TH abbiamo usato i dati fornitici da questa società e basati sull’esperienza di lavoro sull’impianto del Piano Grande e di Karlsruhe"), mettendoli a confronto con i dati degli inceneritori ‘tradizionali’, ampiamente validati. Invita soltanto ad attendere (fiduciosi) la messa a regime dell’impianto di Karlsruhe, per quanto riguarda la sua effettiva capacità di smaltimento, attualmente del 10%.

Il progettista del PpR compie, nel caso TH, un sopruso nei confronti del metodo scientifico, che impone di confrontare sempre e comunque grandezze tra loro omogenee. Il confronto tra inceneritori tradizionali e impianto TH è - per quanto detto sopra - da respingere. (In verità è da respingere anche l’esame degli inceneritori tradizionali, stando agli obblighi imposti dalla Regione circa l’uso di combustibili ad alto PCI).

Ricordiamo soltanto, rimandando per le fonti ai fascicoli agli atti dei processi e ai fascicoli presso il Comune di Verbania, che nel tempo in cui l’impianto TH ha funzionato (si fa per dire) a Verbania, contro ogni affermazione della ditta ha prelevato e sversato ingenti quantitativi di acqua industriale, ha prodotto residui non riutilizzabili intorno al 30% dei rifiuti in ingresso e rifiuti tossico-nocivi intorno al 10%, non ha rimesso in rete un solo watt di energia. E’ possibile che l’impianto attuale di Karlsruhe abbia attenuato alcuni difetti del prototipo verbanese, per quanto, a mio giudizio, non possa avere eliminato quelli costituzionali (il rischio di scoppi, la corrosione dell’acciaio ad opera dei gas caldi di idrogeno e ossido di carbonio, l’abrasione per attrito e per surriscaldamento dei refrattari, la produzione di un gas combustibile di composizione variabile e di PCI modesto e quindi non utilizzabile per produrre energia elettrica). Grave è inoltre il fatto che la tecnologia TH, per funzionare, necessiti di un rifiuto indifferenziato (contenente vetro e metalli, soprattutto). Inoltre, contrariamente alle affermazioni del PpR, non risulta agli atti che il prototipo verbanese abbia mai bruciato fanghi dei depuratori.

Quanto detto invalida i bilanci ecologico ed economico di TH contenuti nel PpR ‘99, cui si aggiunga che non è stato calcolato, nel bilancio economico, il consumo di ossigeno puro invece di aria, posta di bilancio tutt’altro che indifferente.

 

 

7) INVESTIMENTI

Alla pag. 50 del PpR ’99 è riportata una tabella riassuntiva per le tre strategie considerate (investimenti immediati in miliardi), che per chiarezza di ragionamenti riportiamo qui sotto.

 

INVESTIMENTO (b. t.) A* B* C*

AMPLIAM. DISCARICA 5 5 5

IMP. DI COMPOSTAGGIO 6-7 6-7 6-7

RISTRUTTURAZ. RD 4,6

TERZA LINEA INCEN. 16

INCENER. TH 75

 

TOTALE INVESTIMENTI 16-17 27-28 86-87

* Non è specificato se si tratta dei Casi 1 o 2. Per il fatto che si quantifica la ‘ristrutturazione RD’ soltato per la Strategia A, sembra che si tratti di A1, B2, C2. Se così fosse, non si tratterebbe di un confronto corretto.

 

Dalla tabella scende che nell’immediato la convenienza economica è tutta a favore della Strategia A.

 

Alla pag. 52 è riportata una tabella aggiuntiva per il medio termine:

 

INVESTIMENTI (m. t.) A B C

INCENER. NUOVO 90

INCENER. INTERPROV.oppure INCENER. TH INTERPROV 44 40

INCENER. TH PROVINC. 95

 

Dalla tabella scende che nel medio termine è conveniente puntare su un impianto interprovinciale, meglio se di tipo TH.

 

7) osservazioni

Non si capisce perchè (tab. di pag. 52, col. B) si ipotizza di ricostruire ex novo l’inceneritore nella Strategia B, quando la terza linea sarebbe nel medio termine ancora nuova o quasi nuova.

 

Proponiamo un’impostazione leggermente diversa del confronto, che tenga conto di alcuni fattori, dispiegando soltanto le strategie Caso 1.

La Strategia B1 sarebbe di fatto quella che non preveda nel breve termine la costruzione della terza linea (né di altro inceneritore alternativo o aggiuntivo), mantenendo in funzione le attuali due linee, previo incentivo alla RD al 60%. La terza linea (sostitutiva delle prime due) entrerebbe in funzione nel medio termine, per sostituire le prime due linee obsolete.

 

La Strategia B1 coincide con quella anticamente da noi proposta, e che ci appare tuttora convincente.

 

 

INVESTIMENTI (b. t.) A1 B1 C1

AMPLIAM. DISCAR. 5 5 5

IMP. DI COMP. 6-7 6-7 6-7

RISTRUTT. RD 4,6 4,6 4,6

INCEN. TH PROVINC. 75

 

TOTALE INVEST. 16-17 16-17 91-92

 

 

INVESTIMENTI (b. + m. t.) A1 B1 C1

FATTI nel b. t. 16 16 91

III LINEA INC. 16

INCEN. INTERPROV. oppure INCEN. TH INTERPROV 44 40

 

TOTALE INVEST. 56-60 32 91

 

Dalle tabelle così riscritte, e pur prendendo per buoni i costi dell’impianto TH, la convenienza economica della Strategia B1 risulterebbe vincente, nel breve e nel medio termine.

 

Si osserva ancora che nel PpR non sono stati tra loro confrontati gli incrementi occupazionali (numero e qualifiche) nelle diverse opzioni. Anche questo potrebbe diventare elemento importante di giudizio.

 

Sull’argomento occupazionale e sulle tecniche di riduzione dei rifiuti intendiamo produrre una successiva memoria.

CONCLUSIONI

Il Circolo Verbano di Legambiente, presentando le seguenti Prime Osservazioni, è certa che esse saranno tenute in considerazione e valutate con sereno giudizio.

Disponibile a un confronto, resta comunque in attesa di risposte puntuali.

 

Dott.ssa Amelia Alberti, Presidente Circolo Verbano Legambiente

07/12/99

 

 

 

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