Nella foto: Il Tecnoparco del Lago Maggiore
 
PROVINCIA, NUOVA SEDE
E' aperta la discussione sulla nuova sede
della Provincia del VCO
13.06.06
 
Trascrivo la mail circolare inviata agli amici del Circolo Verbano sul tema che si è aperto attorno alla nuova sede della Provincia.
 
MCV - La Provincia: dove?
MAIL DAL CIRCOLO VERBANO DI LEGAMBIENTE
 
Oggi è domenica, c'è un po' più di tempo per riflettere sulle cose e metterle sul foglio, sia pure elettronico. Anche a voi, amici di questa rubrica, mi sento di chiedere più pazienza del solito e magari qualche riflessione di risposta.
Si riapre la discussione sulla sede della Provincia. Che da qualche anno è al Tecnoparco, nell'edificio che doveva essere "il cervello" del complesso votato all'incubazione e alla crescita di uno sviluppo industriale trascinante per l'intero VCO, ma il cui risultato è sotto gli occhi di chi guarda. I capannoni o sono vuoti o sono occupati da depositi o sono dedicati ad attività industriali tradizionali, senza alcuno sforzo innovativo. Arrivando (in macchina: non ci sono mezzi pubblici di collegamento), l'impressione ogni volta è di essere finiti in un incubo prospettico alla De Chirico, inabitato. Il corpo centrale (quello col campanile) è adibito, appunto, a sede provvisoria della Provincia (che con la tecnologia industriale non ha molto da spartire). (E qui spendo qualche parola per ricordare che anche il nostro Centro del sole sta in un piccolo capannone-incubatoio del Tecnoparco, scelta che ha seguito quella di convenzionarsi con la Provincia. Che sia un puntolino di quella tecnologia del futuro che il Tecnoparco doveva suscitare?). La Provincia ogni tanto rimette all'odg la discussione se restare lì, acquistando l'immobile, che è di proprietà maggioritaria di Finpiemonte, oppure se andarsene e dove.
Su questo tema il Museo del paesaggio di Verbania, insieme con WWF e Italia Nostra, ha diffuso un pregevole documento, di cui parla La Stampa oggi (v. sotto). Legambiente, che l'aveva ricevuto in extremis, ha preferito non firmarlo e prendere tempo per ragionare ancora un po' sul tema, cosa che sto facendo e che oggi faccio anche con voi in questa sede. In calce all'articolo de La Stampa, continuo le mie riflessioni a voce alta. Non perdetevi per strada!
 
11 Giugno 2006

VERBANIA DOCUMENTO DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE SULLA SEDE PIU’ IDONEA


«La Provincia? al Movicentro»
VERBANIA
Fermo «no» ad una nuova costruzione di grande impatto volumetrico sull’area ex Ossolana e quindi in presenza di forti ragioni di incompatibilità ambientale nella Piana del Toce ove sono ubicati ben due Parchi. Attenta valutazione della eventuale permanenza al Tecnoparco, che presenta valenze positive ma di cui vanno considerati con cura i costi. Sono indicazioni sulla collocazione definitiva della sede della Provincia elaborate a cura del Centro studi del Museo del Paesaggio di Verbania e alle quali aderiscono il Wwf di Verbania per l’Alto Novarese e la Sezione Vco di Italia Nostra. Il documento che riporta d’attualità l’annoso problema non si limita però a queste enunciazioni, ma formula un ulteriore contributo di analisi e di proposte in ordine alla scelta del sito.
Tale è il suggerimento di riconsiderare l’attuazione del Movicentro della stazione ferroviaria di Fondotoce rispetto alla attuale configurazione progettuale, per inglobarne le funzioni in una struttura polifunzionale che comprenda anche gli uffici della Provincia, sfruttando anche le potenzialità insite in aree ed edifici dismessi nei pressi della stazione ove si strutturerebbe un nuovo polo urbano. In questa ottica viene proposta una ulteriore opzione «virtuosa» di sfruttamento dell’area ex industriale già edificata ma ora abbandonata della Sib-Toce.
«Questa - conclude il documento del Museo - è in grado di offrire una valida ed elegante soluzione ai due problemi della sede provinciale e della riqualificazione della Stazione FS». Nulla di deciso intanto al riguardo da parte della Giunta, per la quale il presidente Paolo Ravaioli si è limitato nei giorni scorsi ad esprimere alcune perplessità sulla permanenza al Tecnoparco.\
 
Il Museo del Paesaggio nel suo documento affronta la questione della nuova sede della Provincia soprattutto da un punto di vista urbanistico e paesaggistico, trascurando un lato del problema che a me sembra focale, e cioè la funzione politica della Provincia, il suo rapporto con le altre Istituzioni e con il corpo vivo del territorio che amministra. Volendo privilegiare questo aspetto della questione (mi sento di volerlo fare), la presenza della Provincia al Tecnoparco è un controsenso totale. Lontana da tutti e da tutto, scomoda da raggiungere, immersa nel vuoto, la sede attuale dà immediatamente l'impressione di essere il contenitore di un Ente avulso, un burosauro superfluo e assurdo. Aggiungo che l'edificio, non essendo stato pensato per essere sede istituzionale, è al suo interno suddiviso con criteri non funzionali, che le continue aggiustature non risolvono se non parzialmente. Aggiungo (e su questo punto ritornerò) che tutti gli edifici del Tecnoparco sono stati sadicamente studiati per essere gelidi d'inverno e roventi d'estate, con le conseguenze economiche, per porvi rimedio, che potete immaginare. Il Museo del Paesaggio, che sceglie come criterio-guida quello di privilegiare la scelta di non occupare suolo vergine per la nuova sede, non escluderebbe la permanenza definitiva al Tecnoparco, se la trattativa economica in corso sul prezzo dell'immobile si rivelasse conveniente o sopportabile.
Il Museo del Paesaggio scarta l'ipotesi (molto gettonata in Provincia, soprattutto, dicono, dal presidente) di occupare la sede detta Ex Ossolane, sulla rotonda di Fondotoce, a fianco del Museo della Resistenza, su terreno oggi sgombro, gravato da usi civici (ma gli usi civici non costituirebbero un ostacolo, essendo dalla Regione Piemonte oggi considerati un fardello inutile di cui disfarsi a poco costo). Mi sento di scartare anch'io questa ipotesi, soprattutto perché ancora una volta si tratterebbe di una sede politica scomoda e avulsa.
Come terza ipotesi il documento del Museo del Paesaggio cita la sede della Ex Sib, industria vicina alla Stazione FFSS, che ha chiuso i battenti e che peraltro non è ancora stata sentita rispetto a questa ipotesi. Se le trattative fossero interessanti per le parti, con questa soluzione avremmo almeno il vantaggio di una sede servita dai nodi del servizio pubblico, ma pur sempre scollata. Se la scelta cadesse su questto immobile, si dovrebbe partire dal suo svuotamento totale, per non trovarsi un'altra volta con una suddivisione degli spazi inadeguata.
Non dimentichiamo, nella carrellata di queste proposte, il filo di ragionamento sottinteso che la sede, a detta di molti, dovrebbe essere posizionata in modo "baricentrico" rispetto alla famigerata tripolarità provinciale, che così verrebbe ancora di più sottolineata e irrisolta. Altri sono i mezzi (a cominciare da una rete informatica efficiente e veramente democratica) per sanare le diversità e diminuire le tensioni.
A me pare che la sede della Provincia debba stare nel capoluogo di provincia, in mezzo alla gente e a pochi passi dagli altri Enti che contano (Questura, Prefettura, Tribunale...). Il PRG prevede ancora spazi edificabili, alcuni splendidi, che qualificherebbero in modo fantastico la Provincia, altri più funzionali. Si scelga tra questi quello più conveniente da molti punti di vista e si entri nel merito di che cosa e come costruire.
E qui torno su un punto che considero di importanza primaria, e cioè che l'edificio sia il risultato di un concorso di idee internazionale, che abbia come finalità primaria la costruzione di una casa di classe A a minimo consumo energetico (30 Kwh/mq.a), che diventi un caso-studio per tutta la provincia, ma non solo. Che si chiedano in questo senso i contributi culturali dei centri universitari più qualificati, per scrivere un bando assolutamente vincolante. Che l'esperimento possa essere assunto dalla Regione come caso dimostrativo modello, da seguire e da cofinanziare, proprio per le sue finalità e per le soluzioni tecnologiche e impiantistiche proposte. Che si cerchino, nelle pieghe dei numerosi finanziamenti anche europei per promuovere il risparmio energetico e l'uso delle energie rinnovabili, quelli che possano essere invocati per sostenere un'iniziativa che sia di stimolo e di esempio.
Nei prossimi giorni tradurremo queste righe in un documento da diffondere, accogliendo anche idee e suggerimenti che giungessero nel frattempo. Successivamente ci confronteremo con i nostri consulenti abituali per le iniziative de Il Centro del sole, e vedremo se e come avanzare una proposta più articolata.
 
Amelia Alberti
Presidente Circolo Verbano di Legambiente
tel 335 5457273