Il Museo del Paesaggio nel suo
documento affronta la questione della nuova sede della
Provincia soprattutto da un punto di vista urbanistico e paesaggistico,
trascurando un lato del problema che a me sembra focale, e cioè la
funzione politica della Provincia, il suo rapporto con le altre
Istituzioni e con il corpo vivo del territorio che amministra. Volendo
privilegiare questo aspetto della questione (mi sento di volerlo fare), la
presenza della Provincia al Tecnoparco è un controsenso totale. Lontana da
tutti e da tutto, scomoda da raggiungere, immersa nel vuoto, la sede
attuale dà immediatamente l'impressione di essere il contenitore di un
Ente avulso, un burosauro superfluo e assurdo. Aggiungo che l'edificio,
non essendo stato pensato per essere sede istituzionale, è al suo interno
suddiviso con criteri non funzionali, che le continue aggiustature non
risolvono se non parzialmente. Aggiungo (e su questo punto ritornerò) che
tutti gli edifici del Tecnoparco sono stati sadicamente studiati per
essere gelidi d'inverno e roventi d'estate, con le conseguenze economiche,
per porvi rimedio, che potete immaginare. Il Museo del Paesaggio, che
sceglie come criterio-guida quello di privilegiare la scelta di non
occupare suolo vergine per la nuova sede, non escluderebbe la permanenza
definitiva al Tecnoparco, se la trattativa economica in corso sul prezzo
dell'immobile si rivelasse conveniente o sopportabile.
Il Museo del Paesaggio scarta l'ipotesi (molto
gettonata in Provincia, soprattutto, dicono, dal presidente) di occupare
la sede detta Ex Ossolane, sulla rotonda di Fondotoce, a fianco del Museo
della Resistenza, su terreno oggi sgombro, gravato da usi civici (ma gli
usi civici non costituirebbero un ostacolo, essendo dalla Regione Piemonte
oggi considerati un fardello inutile di cui disfarsi a poco costo). Mi
sento di scartare anch'io questa ipotesi, soprattutto perché ancora una
volta si tratterebbe di una sede politica scomoda e avulsa.
Come terza ipotesi il documento del Museo del
Paesaggio cita la sede della Ex Sib, industria vicina alla Stazione FFSS, che
ha chiuso i battenti e che peraltro non è ancora stata sentita rispetto a
questa ipotesi. Se le trattative fossero interessanti per le parti, con
questa soluzione avremmo almeno il vantaggio di una sede servita dai nodi
del servizio pubblico, ma pur sempre scollata. Se la scelta cadesse su
questto immobile, si dovrebbe partire dal suo svuotamento totale, per non
trovarsi un'altra volta con una suddivisione degli spazi inadeguata.
Non dimentichiamo, nella carrellata di queste
proposte, il filo di ragionamento sottinteso che la sede, a detta di
molti, dovrebbe essere posizionata in modo "baricentrico" rispetto alla
famigerata tripolarità provinciale, che così verrebbe ancora di più
sottolineata e irrisolta. Altri sono i mezzi (a cominciare da una rete
informatica efficiente e veramente democratica) per sanare le diversità e
diminuire le tensioni.
A me pare che la sede della Provincia
debba stare nel capoluogo di provincia, in mezzo alla gente e a pochi
passi dagli altri Enti che contano (Questura, Prefettura, Tribunale...).
Il PRG prevede ancora spazi edificabili, alcuni splendidi, che
qualificherebbero in modo fantastico la Provincia, altri più funzionali.
Si scelga tra questi quello più conveniente da molti punti di vista e si
entri nel merito di che cosa e come costruire.
E qui torno su un punto che considero
di importanza primaria, e cioè che l'edificio sia il risultato di un
concorso di idee internazionale, che abbia come finalità primaria la
costruzione di una casa di classe A a minimo consumo energetico (30 Kwh/mq.a),
che diventi un caso-studio per tutta la provincia, ma non solo. Che si
chiedano in questo senso i contributi culturali dei centri universitari
più qualificati, per scrivere un bando assolutamente vincolante. Che
l'esperimento possa essere assunto dalla Regione come caso dimostrativo
modello, da seguire e da cofinanziare, proprio per le sue finalità e per
le soluzioni tecnologiche e impiantistiche proposte. Che si cerchino,
nelle pieghe dei numerosi finanziamenti anche europei per promuovere il
risparmio energetico e l'uso delle energie rinnovabili, quelli che possano
essere invocati per sostenere un'iniziativa che sia di stimolo e di
esempio.
Nei prossimi giorni tradurremo queste righe in
un documento da diffondere, accogliendo anche idee e suggerimenti che
giungessero nel frattempo. Successivamente ci confronteremo con i nostri
consulenti abituali per le iniziative de Il Centro del sole, e vedremo se
e come avanzare una proposta più articolata.
Amelia Alberti
Presidente Circolo Verbano di Legambiente
tel 335 5457273