
Nella foto: Verbania e le sue torri chimiche
PEE E CITTADINI
Piano di Emergenza e nafta nei tombini
non sembrano allarmare i Verbanesi.
Indifferenti, rassegnati o determinati?
3.04.04
Pochissimi i cittadini all'assemblea comunale sul Piano di Emergenza del
Polo chimico, l'altra sera. Eppure poteva essere l'occasione buona per
chiedere notizie certe sulle sostanze pericolose trattate dalle aziende,
visto che già due giorni dopo poteva essere utile ricordare che il liquido
che fuoriusciva dall'autobotte e si riversava sull'asfalto e nei tombini era
"olio combustibile denso btz" (cioè nafta a basso tenore di zolfo),
cancerogeno di categoria 2, con definizione di rischio R 45 "può provocare
il cancro" e R 52/53 "nocivo per gli organismi acquatici", come era scritto
nel foglio spedito dal sindaco alle famiglie e forse già buttato nella
spazzatura. Forse era il caso che il prefetto ordinasse di sgomberare
l'area, case vicine comprese, e non fare respirare i miasmi nocivi della
sostanza. Ma, naturalmente, nessuno vuole allarmare la città, prefetto per
primo. E allora la gente non si fida più di nessuno, vive alla giornata e le
assemblee organizzate dal sindaco, secondo più amato d'Italia, vengono
disertate. I pochi cittadini presenti potevano almeno approfittare
dell'occasione per ascoltare il pensiero dei neo candidati sindaci sulla
sicurezza del polo chimico, ma neppure loro hanno partecipato alla serata.
La questione Acetati, a Verbania, continua ad essere un pericoloso tabù.