L'Unione Industriali
si interessa della questione Acetati. Qui di seguito, l'articolo
de La Stampa sull'argomento. Le evidenziazioni in grassetto sono
nostre. Seguono i nostri commenti.
| VERBANIA, LA DIFESA |
| Gli Industriali «Troppo
livore contro Acetati» |
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VERBANIA. «Ci preoccupa la crescente ostilità
nei confronti del polo industriale Acetati-Italpet,
che travalica il caso specifico». Così si legge in
un comunicato dei vertici dell´Unione Industriale Vco.
«Il complesso chimico - prosegue il documento -
esiste dal 1929 e non ha mai bloccato lo
sviluppo turistico di Verbania, come potrebbe
essere in futuro. L´aria è invece inquinata da
proteste e polemiche in cui non si tiene conto che una
industria e un artigianato rispettosi dell´ambiente
(e Acetati-Italpet non hanno dato prova del contrario)
garantiscono un adeguato livello di reddito».
L´associazione degli industriali aggiunge che su
leggi e sensibilità che hanno costruito l´equilibrio
tra società e imprese non si può passare un colpo di
spugna al grido «via le fabbriche dalla città». «Cancellare
una componente senza far collassare il sistema
economico è impossibile - conclude l´Unione
-. Dopo tanta strada fatta per migliorare la
vita dentro e fuori le fabbriche, parlare
oggi di eliminarle è una resa».
s. r.
A volte ci si chiede se le
controparti vivono, lavorano, leggono i giornali,
frequentano i cinema e prendono un caffè al bar
chiacchierando con la gente, girano su internet,
proprio come le persone normali, come noi cioè. Perché,
se così fosse, non avrebbero mai scritto un
comunicato così assurdo. E' lampante che esiste
(da anni) una "crescente ostilità nei
confronti del polo industriale Acetati-Italpet",
che forse "travalica il caso specifico", ma
a noi non sembra proprio. L'ostilità è, secondo noi, proprio
rivolta contro quelle industrie che non osservano le
leggi vigenti e non hanno rispetto per la salute dei
cittadini e l'integrità dell'ambiente. E'
lampante che la presenza di due industrie chimiche così
impattanti abbia "bloccato (e blocchi) lo
sviluppo turistico di Verbania", ma questo
potrebbe non essere un problema, se la città (i
cittadini, cioè) confermassero questa scelta e
volessero continuare a darsi uno sviluppo industriale
di questo tipo, a scapito di altri tipi di sviluppo. A
noi non sembra che questa sia la volontà dei
cittadini, e il Referendum ci darà ragione. Che poi
sia il turismo e nient'altro a disegnare il miglior
futuro di Verbania, è tutto da discutere. Sul fatto
che Acetati-Italpet siano "rispettosi
dell'ambiente" abbiamo talmente tante riserve,
che ne abbiamo investito anche la Magistratura.
Qualcuno gentilmente ne informi l'Unione Industriali.
L'affermazione "cancellare una componente senza
far collassare il sistema economico è
impossibile" è indimostrata, e addirittura
negata dalla storia stessa dell'umanità, che procede
per scelte drastiche, cancellando ciò che non è più
consono ai tempi. Se da parte dell'Unione Industriale
e dei suoi amici è stata fatta tanta strada
"per migliorare la vita dentro e fuori le
fabbriche", forse chi l'ha fatta ha sbagliato
direzione.
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Purtroppo non sono in grado di
trascrivervi il comunicato stampa integrale dei Sindacati
sul nostro esposto alla Magistratura, perché non ce l'hanno
mandato, e quindi mi limito all'articolo de La Stampa che ne
CASO
Purtroppo non sono in grado di trascrivervi il comunicato stampa
integrale dei Sindacati sul nostro esposto alla
Magistratura, perché non ce l'hanno mandato, e quindi mi limito
all'articolo de La Stampa che ne riporta dei passaggi. Il testo
appare scritto con poca chiarezza, tra il dire e il non dire,
tipico di chi parla e allude contemporaneamente, secondo uno
stile politichese che noi ripudiamo. Aspettiamo quindi con
paziente interesse la "serie di iniziativa per fare
chiarezza sul problema, con l'intento di salvaguardare
l'ambiente e il posto di lavoro delle maestranze occupate".
ACETATI
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Sindacati compatti sulla questione Acetati.
Femca-Cisl, Filcea Cgil e Uilcea-Uil dichiarano lo stato di
agitazione dei lavoratori e promuovono dal 25 marzo una serie di
iniziative per fare chiarezza sul problema, con l´intento di
salvaguardare l´ambiente e il posto di lavoro delle maestranze
occupate. «Siamo preoccupati - si legge in un comunicato della
Federazione lavoratori chimici - per la denuncia di Legambiente
sull´inquinamento provocato da Acetati e chiediamo da parte
aziendale risposte concrete. Non si possono accettare attacchi
strumentali se non sono fondati, poichè si alimenta una immagine
negativa della fabbrica. Occorre invece essere chiari nei
confronti di chi sta strumentalmente giocando sulla vicenda,
dimenticando che qui sono occupati 500 dipendenti a cui si devono
dare certezze sul loro futuro». Secondo la Fulc, la vicenda
coinvolge le linee di sviluppo di tutta la provincia che non
possono essere basate solo su turismo, commercio e terziario in
genere, bensì su un tessuto economico in grado di integrare tali
attività con l´industria.
s. r.
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Per chi non ne ha
preso visione "cartacea", trascrivo nella
versione on-line da La Stampa la risposta della proprietà
Acetati al nostro esposto. La proprietà nega ogni e
qualsiasi addebito, accusa Legambiente di allarmismo,
loda gli ottimi rapporti con gli enti istituzionali e
con i sindacati. Spiacerebbe di essere soli sulle
barricate (e non è vero!), ma certamente siamo in
compagnia di tanti e tanti cittadini esasperati.
P.S. E Italpet?
Perché non risponde?
L´INTERVENTO DOPO L´ESPOSTO IN
PROCURA PRESENTATO DAL CIRCOLO VERBANO DI LEGAMBIENTE
|
| «Acetati non è
fuori legge» |
| L´azienda: gli
scarichi a lago sono nella norma |
VERBANIA
Reagisce la Acetati Spa alla denuncia-esposto presentata
alla Procura della Repubblica di Verbania da Amelia
Alberti, responsabile del Circolo Verbano di Legambiente,
e dall´avvocato Francesco Sicher. Nella sua presa di
posizione, l´associazione ambientalista dichiarava di
avere acquisito gli elementi che confermano l´illegalità
dello scarico a lago dell´azienda e ne chiedeva alla
Magistratura il sequestro, denunciando la presenza di
sostanze cancerogene nelle acque scaricate. «Il
costante monitoraggio condotto dalle autorità pubbliche
preposte a vigilanza e tutela dell´ambiente - replica
la Acetati in un comunicato -, attesta che i reflui
fuoriuscenti dall´impianto di trattamento rispettano i
limiti di emissione previsti dalla vigente normativa. Ciò
preliminarmente posto, si ribadisce continua attenzione
alle problematiche della salute e della sicurezza, al
fine di non trascurare l´adozione di strumenti e
procedura che consentano di pervenire ad un impatto
ambientale ancor più ridotto». L´azienda eccepisce di
conseguenza la infondatezza delle accuse rivoltele per l´ennesima
volta dal Circolo di Legambiente e stigmatizza il
procurato e ingiustificato allarme sociale che ne è
derivato. Inoltre ribadisce stima ed apprezzamento verso
gli Enti territoriali con i quali continuamente si
rapporta proprio in relazione all´attività industriale
svolta e al suo impatto sull´ambiente e sulla comunità
verbanese. Acetati esprime pure compiacimento per la
chiara posizione assunta dalla Federazione lavoratori
chimici e dalla Unione Industriale del Vco, intervenute
a difesa del lavoro e della sua correttezza
comportamentale. I sindacati dei chimici di Cgil Cisl
Uil nei giorni scorsi avevano sollecitato l´azienda a
ribattere alla denuncia di Legambiente, per evitare se
gli attacchi non sono fondati di alimentare un´immagine
negativa dello stabilimento e rispondere a chi
strumentalmente gioca sulla vicenda, dimenticando che
essa coinvolge le sorti di 500 dipendenti e delle loro
famiglie. Duro era stato anche lo scambio di battute tra
Unione Industriali e Legambiente. Alla denuncia dell´ostilità
con la quale si vuole attentare all´equilibrio dell´economia
locale portando via le fabbriche dopo tanta strada fatta
per migliorare la vita dentro e fuori di esse, l´associazione
ambientalista aveva replicato che chi ha seguito tale
strada ha sbagliato direzione. |
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Sergio Ronch
Il sig. Augusto
Ciccopieri, dipendente Italpet, ci
scrive un lungo messaggio, per contrastare la
"lotta" di Legambiente contro le fabbriche
Acetati e Italpet. Gli argomenti utilizzati dal sig.
Ciccopieri sono quelli tradizionali dei dipendenti
di queste aziende, poco utili per un confronto reale
con noi, che non sembrano peraltro desiderare né le
aziende né i sindacati dei lavoratori. Lascio il
brano alla vostra lettura e alle vostre
considerazioni.
Da tempo seguo la
lotta che Legambiente sta conducendo per
allontanare da Verbania gli impianti Acetati e
Italpet, ed essendo dipendente di Italpet mi sento
direttamente coinvolto nella vicenda. Dopo anni di
continui attacchi verso le fabbriche mi ritengo in
dovere di scrivervi per farvi notare alcune cose
molto importanti. Conosco molto bene la fabbrica
in cui lavoro, e non posso digerire il fatto che
essa venga continuamente ed ingiustamente accusata
di provocare inquinamento e fastidi di diverso
genere. Io sono capoturno degli impianti chimici,
le mie responsabilità riguardano anche sicurezza
e gestione ambientale, e posso affermare che l'
impatto ambientale di Italpet è praticamente
nullo. Le emissioni degli impianti in cui lavoro
sono state (e lo sono continuamente) controllate
accuratamente dagli enti preposti, e sono sempre
risultate ampiamente al di sotto dei limiti di
legge. Inoltre, non trattiamo sostanze pericolose
e tossiche. Ricordo che Italpet produce plastica
per uso alimentare: un materiale pulito,
riciclabile e quotidianamente usato da tutti noi.
E' quindi ingiusto che Italpet venga chiamata in
causa quando si parla delle acque di scarico di
Acetati solo perché è lì vicina, e il nominarla
fa sembrare ancora più grave il problema che
Legambiente va a sollevare.Conosco bene gli
impianti in cui lavoro, e sono sicuro del fatto
che essi sono estranei alle questioni da voi
discusse. Voi definite Italpet "una fabbrica
con poca manodopera e poco sapere" (legambiente
verbano.com/indici/salute - fabbriche si fabbriche
no a Verbania) . Questa, oltre ad essere un'
offesa per tutte le persone che lavorano nella
fabbrica, è una falsità: Italpet è stata
realizzata ed è condotta da personale che sa
quello che fa ed usa tecnologie avanzate. E'
Legambiente che possiede poco sapere e che lancia
ad Italpet accuse ingiustificate. Se il vostro
problema riguarda Acetati, dite Acetati e non
Acetati-Italpet. Sono stufo di essere
ingiustamente definito un inquinatore! Per ciò
che riguarda Acetati, sono in corso progetti e
lavori per migliorare l' impatto ambientale della
fabbrica. Gli inquinanti presenti nei reflui
idrici verranno riportati entro i limiti di legge,
e verrà costruita una nuova centrale termica
molto meno inquinante della attuale. La nuova
centrale a metano non brucerà più nafta,
annullando in tal modo le emissioni di anidride
solforosa. Legambiente pubblicizza quest' opera
come un modo per fare soldi vendendo energia all'
Enel, ma dimentica che tutti noi compriamo energia
elettrica dall' Enel! La nuova centrale sarebbe
quindi al servizio di tutti noi. Oppure
Legambiente preferisce usare energia prodotta all'
estero, magari da un reattore nucleare? La nuova
centrale di Acetati è un evidente passo avanti
per la riduzione dell' inquinamento, ma voi vi
coprite gli occhi per non vederlo.
Le fabbriche sono
presenti a Verbania da decenni, e alcuni impianti
erano attivi da prima del 1930. Il progresso
tecnologico ha sicuramente portato notevoli
miglioramenti sia per quanto riguarda la
produttività, sia per quanto riguarda l' impatto
ambientale. Gli impianti di oggi sono molto meno
inquinanti di quelli di alcuni decenni or sono.
Sorge spontanea una domanda: come mai a Verbania
nessuno si è mai lamentato delle fabbriche fino a
pochi anni fa? I vecchi impianti del 1930 erano
forse molto meno rumorosi e inquinanti degli
attuali Acetati e Italpet? Non credo proprio... Le
fabbriche cominciano oggi ad inquinare, o qualcuno
sta gonfiando troppo un "problema" che
fino a ieri era del tutto ignorato e non dava
fastidi? Conosco gli interventi fatti da Italpet
per ridurre il rumore (unico possibile fastidio
per la città) proveniente da torri di
raffreddamento, compressori, ventilatori. Lavori
imponenti di cui Legambiente è a conoscenza. Ma
anche qui vi coprite gli occhi! Sempre pronti a
parlare di acque di scarico, ma neanche una parola
per evidenziare ciò che è stato migliorato. Più
che una serie di fastidi per i cittadini, sembra
che a Verbania esista una psicosi dovuta a
Legambiente. Malattie, disturbi e fastidi vari
vengono visti come effetti della presenza delle
fabbriche. Tempo fa venivano distribuiti
questionari con domande tipo: hai disturbi
respiratori? Hai mal di testa? in percentuale,
quanto i tuoi disturbi sono dovuti ad Acetati
e Italpet? Volantini del genere hanno sicuramente
come conseguenza il convincere molte persone di
avere disturbi di diversi tipi, e attribuirne la
causa alle fabbriche. Ogni mal di testa è
imputato ad Acetati e Italpet. Ma il mal di testa
esiste in tutto il mondo: forse ci sono altre
cause... Mi domando un' altra cosa: persone che
abitano ad oltre 1 km dalle fabbriche dicono che
per colpa loro "si soffoca", bruciano
gli occhi e ci si ammala, mentre non ho mai
sentito nessuno di quelli che lavorano all'
interno degli impianti (siamo oltre 400) lamentare
tali disturbi. Perché? E' possibile che le
fabbriche facciano male a centinaia di metri di
distanza ma non al loro interno? Legambiente vede
solo quello che vuole vedere e sente solo quello
che vuole sentire. Vi lamentate degli odori che
vengono (forse) dalle fabbriche, ma non dite
niente riguardo al depuratore consortile che emana
tremende puzze. I miasmi del depuratore non danno
fastidio a nessuno? L' odore che si sente a
Pallanza non è odore di sostanze chimiche... Ad
Italpet ed Acetati viene attribuita la colpa per
qualunque cosa. Per esempio ricordo di avere visto
alcuni mesi fa delle lamentele scritte di alcuni
cittadini di Pallanza riguardo a forti rumori
notturni provenienti dalle fabbriche. Casualmente,
proprio in quelle notti, erano in corso i lavori
per asfaltare le nuove rotonde vicino a tribunale
e centro commerciale. I rumori provenivano davvero
dalle fabbriche? Tutte queste idee e paure sono
frutto della disinformazione fatta da Legambiente.
Vi divertite a terrorizzare i cittadini con
informazioni false. In più occasioni avete
scritto che Acetati scarica nel lago formaldeide e
cloroformio: due sostanze sicuramente cancerogene.
Ma nella richiesta di sequestro dello scarico da
voi fatta queste due sostanze diventano
PROBABILMENTE cancerogene. Una bella differenza.
Forse è stata una svista... ma credo che non sia
così. Alla procura della repubblica non si può
mentire, ma ai cittadini sì! La cosa che più mi
da fastidio è il vedere che la gente non vuole
credere alle verità che vengono loro dette e
mostrate riguardo alle fabbriche. Più di una
volta mi è stato chiesto: "perché tutto
quel fumo da Italpet?" Ho spiegato che si
tratta semplicemente di vapore d' acqua, ma la
reazione è quasi sempre stata: "davvero?
mah... non credo..." La gente non vuole
credere alla verità perché è spaventata dalle
false voci che circolano. Voci che sono
continuamente rinforzate dalla propaganda di
Legambiente. Sono poche le persone di Verbania che
conoscono i prodotti e le tecnologie di Acetati e
Italpet, ma quasi tutti dicono che fanno male alla
salute. Pronti a dire che provoca malattie,
ma non sanno neanche cos' è. Ricordo di aver
parlato personalmente con un rappresentante di
Legambiente il giorno 30/09/01 in occasione della
visita dei cittadini alle fabbriche. Questi non
sembrava interessato alla visione degli interventi
effettuati da Italpet per ridurre il rumore e alle
spiegazioni riguardanti il processo produttivo, ma
continuava a ripetere che è tutto pericoloso per
la popolazione, per i lavoratori... Qualcuno si
copre gli occhi per non vedere... E parlate spesso
e volentieri delle fabbriche che sorgono a ridosso
di pista di atletica e centro commerciale, ma
dimenticate che queste strutture sono presenti da
pochissimo tempo, al contrario delle fabbriche che
sono lì da decenni. Se ritenete che sia
pericoloso realizzare un supermercato vicino ad
una fabbrica, perché non avete fatto nulla per
fermare i lavori al loro inizio? La struttura non
è stata costruita in due giorni... ma voi vi
accorgete solo oggi che è lì e che confina con
Acetati. Oltre ai fastidi procurati dal depuratore
consortile, ignorate anche quelli di cui è
responsabile il deposito di rottami che si trova a
diretto contatto con Italpet. Più volte si sono
verificati incendi in tale deposito (uno l' ho
visto personalmente) creando situazioni di
pericolo vista la presenza fra i rottami di
bombole di gas non proprio vuote e di liquidi
infiammabili. Ma nessuno ne parla, nessuno
vuole vedere. E se si vede una colonna di fumo
nero che sale da una montagna di rottami, tutti
pensano che stia bruciando la fabbrica.
Attualmente ci sono voci secondo le quali a
Verbania sarebbero aumentati i casi di leucemia e
di malattie varie per colpa di Italpet e Acetati.
La cosa che fa pensare è che tra quelli che
dicono queste cose ci sono persone che qualche
anno fa, per risparmiare qualche lira, usavano
benzina verde con auto non catalizzate spargendo
vapori di benzene (cancerogeno!) ovunque, o che
fumano decine di sigarette (cancerogene!) al
giorno. Esistono davvero tutti questi mali a
Verbania? E se si, sono veramente causati dalle
fabbriche? Ribadisco che le fabbriche sono lì da
decenni. Fanno male solo adesso? Una falsità
detta da Legambiente riguarda la tutela della
salute dei dipendenti delle fabbriche. Dite di
lottare anche per noi, ma alcune riflessioni mi
fanno pensare il contrario. Se le fabbriche
fossero spostate (tecnicamente impossibile, ma
ipotizziamo che venga fatto), cambierebbe qualcosa
per la salute e per la sicurezza dei lavoratori?
Acetati e Italpet sono solo due degli innumerevoli
impianti chimici esistenti al mondo: sono in
pericolo anche tutti i lavoratori di tutte le
altre fabbriche. Ma non lo dite... Ogni lavoro ha
i suoi pericoli: l' operaio che lavora sui tetti,
quello che asfalta le strade respirando vapori non
proprio salubri, il carabiniere che ha a che fare
con pericolosi criminali... Cosa facciamo,
smettiamo tutti quanti di lavorare perché è
pericoloso? No, usiamo i dispositivi di sicurezza.
Legambiente non lotta per la mia sicurezza: vuole
solo togliermi il lavoro! Viene da pensare che ci
siano sotto altri interessi. Molte persone hanno
acquistato appartamenti a prezzi relativamente
bassi, vista la loro vicinanza alle fabbriche.
Forse nessuno di loro ha mai pensato che se
sparissero gli impianti chimici il valore del suo
immobile aumenterebbe? Via le fabbriche perché
inquinano o via le fabbriche per altri motivi?
Tutti, parlando di inquinamento, puntano il dito
verso Acetati e Italpet. Ma tutti abbiamo il
riscaldamento in casa, tutti abbiamo l'
automobile, tutti inquiniamo ma non lo vogliamo
ammettere. Per poter usufruire delle comodità che
abbiamo a disposizione dobbiamo pagare un prezzo.
La presenza delle fabbriche a Verbania si vede, ma
non è insopportabile. Occorre un minimo di
tolleranza, come per ogni cosa. Le finestre di
casa mia, come quelle di centinaia di
appartamenti, si affacciano su una strada statale,
ed inevitabilmente sento i rumori e gli odori del
traffico. Facciamo un bel referendum per chiudere
la statale del lago maggiore perché fa rumore ed
emana gas inquinanti?
Ho visitato il sito
internet di legambiente verbano: non una parola
riguardo a fumo di sigarette nei locali pubblici,
raccolta di rifiuti insufficiente e altri problemi
veramente legati a salute e qualità della vita.
Si parla solo di fabbriche: un po' strano. E vi
permettete di chiedervi cosa sono poche centinaia
di posti di lavoro in confronto alla qualità
della vita dei cittadini (legambienteverbano.com/aria/una
nube di acido acetico sopra la città di Verbania).
Sono CENTINAIA di posti di lavoro! 400 famiglie
(senza contare i dipendenti di ditte esterne che
lavorano per le due fabbriche, centinaia anch'
essi) che vivono grazie ad Acetati ed Italpet!
Queste due fabbriche sono, indirettamente, una
grossa fonte di ricchezza per tutta la città.
La presenza a Verbania
di centinaia di persone legate alle fabbriche
fornisce guadagno a tutti: negozi, ristoranti,
banche, bar, trasporti... Ma in pochi se ne
rendono conto. C' è chi vuole mandare via le
fabbriche in nome della salvaguardia dell'
ambiente e poi va ad attaccare in giro centinaia
di adesivi. Basta fare una passeggiata per le
strade attorno ad Acetati-Italpet: ogni palo e
ogni cassetta dei contatori di luce e gas porta
almeno un adesivo con messaggi contro le
fabbriche. E' questo il rispetto dell' ambiente?
Non mi sembra che a Verbania si stia male per
colpa delle fabbriche. E la nostra città risulta
anche al 13° posto nella classifica della qualità
della vita nei 103 capoluoghi di provincia stilata
proprio da Legambiente!
Sono sempre più
convinto che Legambiente non agisca per tutelare
la mia sicurezza e quella dei miei concittadini.
Vedo solo la voglia di terrorizzare la gente e
togliermi il mio lavoro. E non sono l' unico a
pensarla così.
Augusto Ceccopieri
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