Roma, 23 Marzo 2000 Comunicato Stampa

 

 

CRESCE L’ORO DELL’ECOMAFIA,

MA LA STAGIONE DELLE RUSPE RALLENTA IL CEMENTO ABUSIVO

 

138 CLAN COINVOLTI, 26MILA MILIARDI DI GIRO D’AFFARI,

26.508 REATI, 17.447 PERSONE DENUNCIATE, 4.694 SEQUESTRI

 

LEGAMBIENTE HA PRESENTATO OGGI IL RAPPORTO ECOMAFIA 2000

SU CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E ILLEGALITA’ AMBIENTALE

CON REALACCI, BIANCO, RONCHI, MATTIOLI, SCALIA, CASELLI, CIOTTI

 

REALACCI: "TOLLERANZA ZERO CONTRO LE ECOMAFIE;

I CRIMINI CONTRO L’AMBIENTE NEL PACCHETTO SICUREZZA"

 

IL PRESIDENTE CIAMPI: "PER ARGINARE L’ILLEGALITA’ AMBIENTALE

SERVONO STRUMENTI NORMATIVI ADEGUATI E EFFICACI"

"Per un caso la presentazione di Ecomafia 2000 di Legambiente quasi coincide con l’abbattimento dell’edificio abusivo costruito dal mafioso all’interno della Valle dei Templi. Ma la prima demolizione di cemento fuorilegge nell’area archeologica di Agrigento non è un caso: è frutto di quella stagione delle ruspe e della legalità, caparbiamente voluta da Legambiente, che in questi anni ha fatto della lotta al cemento abusivo una delle sue azioni centrali. E non è purtroppo casuale nemmeno la continua crescita del fenomeno ecomafioso: nel codice penale, infatti, non c’è traccia dei crimini contro l’ambiente".

Così Ermete Realacci, presidente nazionale di Legambiente, ha introdotto stamane a Roma la presentazione di Ecomafia 2000 di Legambiente, il quinto rapporto redatto dall’associazione ambientalista sulla criminalità organizzata e l’illegalità ambientale. Cifre, nomi, clan sono stati illustrati nel corso di un incontro che ha visto la partecipazione del ministro degli Interni, Enzo Bianco, del ministro dell’Ambiente, Edo Ronchi, del sottosegretario al Lavori pubblici, Gianni Mattioli, del direttore del Dipartimento per l’amministrazione carceraria, Giancarlo Caselli, del presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti, Massimo Scalia, del presidente di Libera, Luigi Ciotti, del responsabile del settore Ambiente e legalità di Legambiente, Enrico Fontana, dei rappresentanti delle forze dell’ordine.

Ma ecco le cifre del fenomeno. E’ in crescita l’oro dell’ecomafia: 26mila miliardi l’anno (4mila in più rispetto al 1998) vengono sottratti al mercato legale o sono fortemente inquinati da interessi illeciti e in gran parte controllati da camorra, ‘ndrangheta, sacra corona unita, mafia; aumentano i clan che muovono le fila dell’ambiente connection: sono 138 le cosche censite quest’anno (erano 110 all’inizio del 1999); nel 1999 le forze dell’ordine hanno accertato 26.508 reati; pressoché raddoppiato il numero delle persone denunciate in Italia per reati ambientali: erano 9.392 nel 1998, sono balzate a 17.447 nel 1999. Sale (+5%) il numero dei sequestri effettuati: in totale sono 4.694. Complessivamente, una volta di più, si nota come le ecomafie abbiano stabilmente inserito nel loro libro mastro, accanto a droga, usura, armi ed estorsioni, sia il traffico illegale di rifiuti che le discariche abusive, sia il cemento illegale che le cave fuorilegge, sia il commercio clandestino di animali che i combattimenti tra cani, senza trascurare di inquinare gli appalti delle opere pubbliche e di aggredire criminalmente i beni culturali del nostro Paese.

La ricerca si presta comunque a diversi livelli di lettura. C’è intanto, finalmente, un primo segnale positivo: rallenta l’abusivismo edilizio. "La primavera delle ruspe che ha investito Agrigento e Eboli, l’Oasi catanese del Simeto e il Fuenti, la "collina del disonore" di Palermo e le aree verdi romane - ha sottolineato Realacci - ha avuto, in realtà, effetti di straordinaria importanza. Il lavoro di ricerca in questo settore realizzato da Legambiente e Cresme evidenzia per la prima volta una brusca flessione del nuovo abusivismo: il 13% in meno (circa 2.300 case illegali) nel secondo semestre del 1999 rispetto ai dati del primo semestre. Riduzione ancora più significativa se consideriamo il "trend" storico del cemento illegale: due anni fa l’abusivismo edilizio aveva conosciuto nella seconda metà dell’anno un significativo incremento, passando da 16.307 case illegali a 17.763 (+9%). Sulla base di questi numeri, l’evoluzione "naturale" del fenomeno dell’abusivismo avrebbe dovuto registrare, insomma, un’ulteriore crescita nel secondo semestre del 1999: invece, grazie all’intervento delle ruspe, si è assistito a una riduzione dell’abusivismo "atteso" pari a circa il 22%. In altri termini, grazie a quegli abbattimenti fortemente voluti da Legambiente è stata risparmiata al Paese circa una nuova casa abusiva su quattro. E le prospettive per l’anno in corso potrebbero essere ancora migliori se venisse approvato subito il ddl antiabusivismo".

Fin qui i dati positivi. In negativo emerge invece l’allargamento del giro d’affari dell’ecomafia e il dato complessivo dei reati: la flessione nei crimini contro l’ambiente da un anno all’altro (-14%) non deve infatti trarre in inganno: in realtà cresce il numero di infrazioni accertate dal Nucleo operativo ecologico dell’Arma dei carabinieri (11.401 quest’anno, contro le 7.664 del 1998), dalla Guardia di finanza (che passa da 1.433 a 1.550 illeciti accertati) e dalla Polizia di Stato (erano appena 19 le infrazioni censite nel 1998 dal Servizio Centrale Operativo; sono salite a 233 nel 1999); diminuiscono, invece, in maniera sensibile i dati relativi all’attività svolta dal Corpo forestale dello Stato: si passa dai 17.774 reati censiti nel 1998 ai 10.229 dell’anno appena trascorso. Una flessione dovuta probabilmente al clima di incertezza che grava da troppo tempo sui destini del Corpo forestale. "Bisogna passare alla tolleranza zero contro l’ecomafia - propone Realacci - è necessario inserire i crimini contro l’ambiente nel pacchetto sicurezza, a partire dal traffico illecito di rifiuti vera punta di diamante delle cosche. Va adeguato il codice penale alla realtà del Paese". Un adeguamento ancor più necessario se si fa una valutazione complessiva del fenomeno criminalità: nonostante sia molto sentita l’emergenza sicurezza i reati sono in calo: nel ’99 sono diminuiti i furti in casa (-3,85%), gli scippi (-4,96%), i furti d’auto (-6,58%), gli omicidi volontari (-8,64%). L’attività ecomafiosa invece è in continua espansione, anche grazie all’assenza di pene certe e adeguate per i "ladri di futuro". Anche il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel messaggio inviato all’incontro di presentazione di Ecomafia 2000 sottolinea come "l’ambiente è una risorsa preziosa e irrinunciabile per i cittadini: occorre contrastare con fermezza le aggressioni speculative che rischiano di causare gravi fenomeni di degrado. E’ dovere delle istituzioni - prosegue Ciampi - arginare l’illegalità ad opera di una criminalità sempre più insidiosa attraverso un’attenta politica di prevenzione e una corretta gestione del territorio con strumenti normativi adeguati e efficaci. Il contributo di proposte e di iniziative che l’associazionismo pubblico e privato può dare è importante e necessario e sono consapevole di quanto sia intenso l’impegno di Legambiente su questi temi essenziali per lo sviluppo e il futuro del nostro Paese. La sicurezza ambientale deve divenire uno degli obiettivi prioritari per la politica di qualificazione del territorio e di difesa della sua grande ricchezza naturale, storica e culturale considerata unica al mondo".

Insomma per reprimere i gravi fenomeni di criminalità denunciati anche quest’anno da Legambiente, non bastano più le dichiarazioni d’intenti: servono atti concreti, azioni immediate, "sistemi normativi adeguati ed efficaci", come li definisce il Presidente Ciampi. "Quattro sono le principali richieste della nostra associazione - spiega Enrico Fontana, responsabile del settore ambiente e legalità di Legambiente - lo stralcio, dal disegno di legge del governo sui reati ambientali, del delitto di traffico illecito di rifiuti e la sua immediata introduzione, attraverso gli strumenti legislativi più opportuni ed efficaci, nel sistema sanzionatorio del nostro Paese; l’avvio, in sede deliberante al Senato, dell’esame del disegno di legge del governo relativo all’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel nostro Codice penale e delle altre proposte d’iniziativa parlamentare; la rapida approvazione del disegno di legge per la lotta all’abusivismo edilizio; l’immediata ratifica della "Convenzione sulla protezione dell’ambiente attraverso il diritto penale" redatta dal Consiglio d’Europa il 4 novembre 1998, alla quale hanno già aderito numerosi Paesi europei. La "tolleranza zero" nei confronti dell’ecomafia è una scelta indispensabile per garantire il successo di quel modello di sviluppo fondato sulla tutela e la valorizzazione delle straordinarie risorse culturali e naturali di questo Paese, la riqualificazione delle nostre città, l’innovazione tecnologica e la promozione di un’imprenditoria sana e pulita".

Tornando alle cifre di Ecomafia 2000 di Legambiente è particolarmente evidente il fatto che il 42,1% degli illeciti ambientali si concentri nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Anche quest’anno la Campania figura come la regione più colpita dai diversi fenomeni di illegalità ambientale: qui si concentra il 18,3% dei reati penali accertati dalle forze dell’ordine in tutta Italia (erano il 14,6% nel 1998) e il maggior numero di case abusive costruite nel 1999 (6.155), con un’incidenza pari al 18% rispetto al totale nazionale. Preoccupa il dato relativo ai fenomeni d’illegalità ambientale riscontrati nel Lazio, seconda regione d’Italia per numero di illeciti individuati dalle forze dell’ordine (3.024 contro i 2.164 del ‘98, con un incremento di circa il 40%), in particolare per quanto riguarda le attività illegali connesse al ciclo dei rifiuti che investono la provincia di Frosinone.

Infine per per la prima volta (grazie, in particolare, al rapporto di collaborazione avviato con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico), la nostra attività di analisi si estende anche all’aggressione criminale nei confronti dei beni culturali del nostro Paese, la cosiddetta "archeomafia": circa 300 miliardi di lire il valore dei "gioielli" sottratti ogni anno al nostro Paese, 600 le persone indagate nel 1999, 53 quelle arrestate, 14.317 gli oggetti recuperati, circa 25mila i reperti archeologici sottratti al mercato clandestino; a queste cifre, impressionanti, si aggiungono quelle relative alle attività svolte in questo specifico settore dalla Guardia di finanza: 353 le persone denunciate, decine di migliaia di oggetti antichi, monete, vasi, ceramiche e altri materiali di pregio sequestrati nello scorso anno.

 

L’Ufficio Stampa

(06 86268355 - 85 - 99)

 

 

La classifica dell’illegalità ambientale in Italia

 

Regione

Infrazioni

accertate

Persone denunciate

o arrestate

Sequestri

effettuati

1

Campania «

4844

3693

1169

2

Lazio ­

3024

2063

505

3

Calabria ¯

2647

1464

440

4

Sardegna ­

2194

1416

404

5

Lombardia «

2058

1413

313

6

Sicilia ¯

1982

898

389

7

Puglia «

1696

1124

385

8

Toscana ¯

1476

842

244

9

Emilia Romagna ­

1191

779

156

10

Liguria ¯

1112

436

103

11

Piemonte «

809

577

82

12

Veneto ­

804

696

135

13

Basilicata «

577

289

51

14

Abruzzo ¯

489

403

100

15

Trentino Alto Adige ­

422

423

56

16

Umbria ¯

422

276

40

17

Marche ¯

383

316

43

18

Molise ¯

183

124

33

19

Friuli Venezia Giulia «

149

180

37

20

Valle d'Aosta «

46

35

9

Fonte: Ecomafia 2000 di Legambiente