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"I RAGAZZI DEL 2006"
Cari amici,
sottopongo alla vostra attenzione alcune mie riflessioni, riferite in particolare alla richiesta da parte del Forum del terzo settore in Piemonte a partecipare al progetto "I ragazzi del 2006 ". Richiesta ripetuta, alla quale ho dato ripetutamente risposta negativa .
Il mio giudizio deriva da un percorso di riflessione e di azione sviluppato soprattutto all’interno della Commissione Nazionale Scuola e Formazione, percorso che credo noto solo a coloro che in questi anni hanno collaborato con me su questi temi.
Ma veniamo all’oggetto del contendere : così ci scrive il Forum "… come certamente sapete, il Comune, la Provincia di Torino, e la Regione Piemonte hanno promosso il progetto "I ragazzi del 2006" , un progetto educativo e formativo rivolto a migliaia di giovani volontari che, in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006, avranno un’età compresa fra i 18 e i 25 anni….La presenza dei volontari durante le Olimpiadi , è prevista dal protocollo del CIO".
Ho risposto no .Al di là di quanti di quanti rimarranno, e del compito loro assegnato (ho forti dubbi che le speranze dei molti di restare gomito a gomito dei campioni, si realizzino, anzi penso che nella maggior parte dei casi il tutto si risolverà con l’accompagnare dall’aereoporto all’albergo il funzionario o il manager di turno) ,al di là di tutto ciò non riesco a immaginare nulla di interessante per Legambiente in un progetto " educativo e formativo "di tal genere .
Altresì sono convinta che i posti di lavoro, per altro a tempo determinato , siano quasi tutti per cuochi e manovali. La grande quantità di opere , infrastrutture, come al solito attirerà manodopera poco qualificata e comunque non così numerosa come spesso ci viene promesso (serve un investimento di 500 milioni all’anno per avere un posto di lavoro ) .E quindi con poca formazione professionale innovativa.
Come è noto, da tempo la commissione nazionale scuola e formazione di Legambiente dedica molte delle sue energie alla riforma del sistema formativo, non solo della scuola (questa è unicamente un pezzo della questione).
Il settore è impegnato sull’intera politica della formazione e articola le sue attività su cinque ambiti : * la scuola,
* i Centri di Educazione Ambientale,
* Legambiente ragazzi (Le Bande del Cigno)
Legambiente giovani
Formazione al lavoro
Insomma ci occupiamo della formazione su 360 gradi ( v. documenti di settore) cercando di collegarla con le politiche di sviluppo economico ed occupazionale del nostro paese : crediamo che la qualificazione di tutte le risorse umane aiuti e migliori lo sviluppo. Siamo convinti che la formazione sia l’asse portante dello sviluppo a patto che questa si configuri come un sistema integrato, articolato attraverso : la scuola, l’università, la formazione professionale regionale, le forze sociali del volontariato e dell’associazionismo..
All’intero di questo sistema assumono significato anche i crediti formativi per i giovani che operano attraverso il volontariato , ma su progetti "coerenti". (!!!)
La riforma del sistema è soggetta a diversi pareri , tutti indubbiamente legittimi. Può apparire perlomeno strana ai più, se non è chiaro il disegno d’insieme, o meglio se non si riesce a delineare quell’orizzonte culturale sul quale collocare il sistema formativo.
Non è questa la sede per riflettere sul modello culturale , tuttavia desidero sottolineare che i crediti formativi, se ben utilizzati , possono essere un buon contributo alla formazione del futuro cittadino. La cittadinanza attiva richiede anche competenze alla cooperazione, ricerca di coerenza tra comportamenti e valori e altro ancora raggiungibile con un’attività di volontariato.
Invece non è comprensibile il legame tra le esperienze formative nel mondo del volontariato e la preparazione per "i ragazzi del 2006" , quelli che vogliono "esserci" .
L’impegno con un’associazione pare conceda un "buono premio" per lo spettacolo , ricompensa ottenibile con un "addestramento", una sorta di corvè nelle associazioni, da sopportare per partecipare all’evento.
E pensare che per noi la soddisfazione sta proprio nel responsabilizzarsi, nel conquistare spazi di cittadinanza attraverso l’azione per l’ambiente , ne sono un esempio le neonate Bande del Cigno , o i campi di volontariato per i giovani o ancora i Lavori In Corso : progetti per far nascere parchi giochi, mantenere aree verdi, costruire campetti da calcio, spazi vivibili a dimensione di ragazzo, di giovane: Spazi dove si è protagonisti sempre e non solo per 15 giorni (!!!!!).
Insomma, non è una novità , ci interessa operare per migliorare la situazione delle strutture, dei sistemi sociali e non per ottenere al massimo dei buoni operatori turistico/naturalistici.
Siamo interessati a creare sul territorio delle agenzie per lo sviluppo sostenibile : Centri di Educazione Ambientale ( a chi non li conoscesse suggerisco la lettura del documento congressuale nazionale) e non truppe di "ciceroni" che a comando accompagneranno in visita al parco o al museo ,la moglie dell’atleta o l’amico del massaggiatore. Tuttavia non si vuole disprezzare questi mestieri che comunque sono indispensabili, il fatto è che non ci interessano se non sono parte di un progetto più ampio, molto più ampio …….
Altrettanto siamo interessati al turismo ma di un certo tipo. Il Piemonte ha bisogno di progetti di sviluppo turistico, però questi devono tenere in considerazione il contesto, i luoghi, i bisogni della comunità, devono essere distribuiti nel tempo e nello spazio soprattutto se si vuole operare su un ecosistema fragile come quello montano e su un ambiente ai limiti della sopportazione come quello cittadino. Occorre partire dal presupposto che se il territorio è consumato , diventa esso stesso causa di crisi. Per un turismo sano, che duri nel tempo non è sufficiente una notorietà internazionale, acquisita tramite il grande evento, occorre una pianificazione articolata per non concentrare i turisti nella stessa stagione ,con servizi differenziati: per terza età, turismo congressuale, scolastico, naturalistico, di valorizzazione del patrimonio artistico, dei prodotti locali. Occorre creare una rete di servizi per soddisfare quelle richieste in continuo aumento da parte della clientela che vuole evitare i luoghi di grande affluenza e cercare cibi originali e buoni.
Su questi ambiti ci piacerebbe operare e non per una manifestazione che se renderà più famosi Torino, la Val di Susa e la Val Chisone rischia di attirare su di sé tutte le attenzioni oltre che molte disponibilità economiche, dimenticando tutto il resto della regione.
In conclusione le Olimpiadi ci sono, vogliamo sperare che producano il minor danno possibile e che portino anche qualche cosa di buono, ad esempio coinvolgendo nel migliore dei modi i volontari. Quindi la formazione va fatta, se non altro perché si conoscano un po’ di più le lingue e si sappia usare meglio i mezzi di comunicazione più innovativi (computer e simili) , ma non vedo come la nostra associazione possa essere interessata ad un progetto del genere.
Ad oggi, sinceramente non colgo nulla di interessante e o in qualche modo attinente al progetto politico dell’associazione e in specifico del settore formazione, sia a livello nazionale che al livello regionale.
La sfida che ci interessa è quella per cui si utilizzino le risorse umane per qualificare il paese. La formazione, la qualità delle persone porta ad una maggiore qualità del paese, ma non capisco come ciò possa avvenire finalizzando tutto ad una mega manifestazione che si risolverà in un inno al consumismo ed alla competitività più sfrenata.
Torino, 28 marzo 2000 Vanda Bonardo