Nella foto: Impianti a Pieve Vergonte (foto di Gughi Fassino)

 

MAXIMULTA A ENICHEM

Tutti a pesce sulla maximulta che il Tribunale di Torino

ha inflitto a Enichem: chi la merita?

19.07.08

 

Avrete letto (ne hanno parlato anche i giornali nazionali) della maxi multa (1.9 MLD di euro) comminata a Enichem in sede civile dal tribunale di Torino a proposito del danno ambientale arrecato al territorio (DDT) per tutta la seconda metà del secolo scorso. I soldi, salvo ricorso di Enichem, andranno al Ministero dell'Ambiente. Comuni, Province, Regione e tutti (tranne noi) avevano accolto di buon grado il patteggiamento offerto da Enichem ed erano usciti di scena con il bottino, che allora appariva importante, ma di fronte a questa cifra impallidisce. E allora ecco l'assalto alla diligenza (v. sotto un po' di articoli), accompagnati come sempre dalla minimizzazione del danno ambientale. Come dire: quanto rumore per così poco, ma se ci sono soldi, allora ben vengano tutti sul VCO. Senza ripensamenti, riflessioni, allontanamento dei responsabili politici e sindacali di allora, che sono ancora in circolazione, non ci sarà mai una vera rimonta sociale. (Per ripercorrere gli eventi, pescate nel nostro sito e in quello del nazionale, dove c'è un dossier della malachimica con le pagine dedicate al DDT scritte da me stessa e utilizzate anche dal Sole24ore, v. articolo qui sotto).

 

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/eni-multa-inquinamento-lago-maggiore.shtml?uuid=8f5f5f24-5351-11dd-b353-a98d07585a6c&DocRulesView=Libero

 

 

18 Luglio 2008


MAXIMULTA . A SYNDIAL PER RISARCIRE I DANNI DELL’INQUINAMENTO DA DDT

Pieve torna caso nazionale

Fissata il 28 luglio a Roma la conferenza dei servizi per la bonifica

 

 

«E’ una cifra che rende parziale giustizia all’immanità del disastro ambientale causato da Enichem ma anche di chi l’ha preceduta a Pieve Vergonte». Questo il primo commento di Amelia Alberti, presidente del Circolo Verbano di Legambiente, alla notizia che il Tribunale di Torino ha inflitto a Syndial (controllata Eni) la maxi multa di 1 miliardo e 900 milioni di euro per l’inquinamento da Ddt. Syndial ricorrerà in appello, anche perché non è stato previsto un accantonamento per il pagamento della maximulta per risarcire il danno arrecato (e scoperto nel 1996) alle acque del fiume Toce e del Lago Maggiore. Una somma notevole, che rappresenta un quinto del bilancio 2007 dell’intero Gruppo Eni. Sulla vicenda si registra anche un intervento dell’avvocato Paolo Marchioni, da poco entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Eni. Ironizzando su come avrà votato Marchioni, Sinistra Unita chiede che l’intera cifra «venga riutilizzata per avviare un programma di risanamento e rilancio economico e sociale della provincia. Occorre pianificare l’utilizzo dei fondi per non vedere questi soldi finire nel solito calderone romano. Su come usare queste risorse occorrerà una forte e diffusa partecipazione della popolazione, dei Comuni, dei sindacati e degli imprenditori». Intanto alcuni amministratori locali sostengono che la sentenza potrebbe «agevolare» il via della bonifica, mai decollata, del sito ossolano e dei terreni confinanti.
 

18 Luglio 2008


PIEVE VERGONTE. DOPO LA SENTENZA CHE INFLIGGE SYNDIAL 1,9 MILIARDI DI RISARCIMENTO

“Ora si deve pensare al futuro del sito”
 

 

E’ convocata per il 28 luglio a Roma la conferenza dei servizi sulla bonifica Enichem. L’ha reso noto il Ministero dell’Ambiente poche ore dopo la condanna inflitta a Syndial (controllata Eni) che dovrà corrispondere al Ministero 1 miliardo 900 milioni di euro per i danni causati dall’inquinamento al Lago Maggiore e al Toce.
La multa è più bassa della richiesta presentata dal Ministero che, per i danni da Ddt (pesticida per anni prodotto in Ossola), aveva chiesto 2,396 miliardi di euro. Una «contaminazione» da Ddt che nel 1996 fece scattare il divieto di pesca e il blocco degli scarichi dello stabilimento chimico pievese allora di proprietà dell’Enichem. Caso che penalmente si chiuse con il patteggiamento in Tribunale a Verbania per dieci dirigenti del colosso chimico. E l‘avvio delle procedure per la bonifica che non è mai decollata.
Ieri mattina la Provincia aveva sollecitato il Ministero a fissare urgentemente la conferenza, che era «congelata» in attesa delle sentenze della magistratura. Secondo l’assessore all’Ambiente Gianni Desanti «era praticamente obbligatorio chiedere, da parte del Ministero, che fosse inserita all’interno del progetto anche la bonifica del fiume Toce e del Lago Maggiore. Paradossalmente la situazione creatasi con la sentenza potrebbe aiutare la conclusione della vicenda, potendosi adesso concentrare sulla bonifica del sito e delle sue immediate vicinanze».
La sentenza del Tribunale di Torino è stata accolta con una certa soddisfazione dal Circolo Verbano di Legambiente. Dice la presidente Amelia Alberti: «La cifra rende parziale giustizia all’immanità del disastro ambientale per mano di Enichem ma anche di chi l’ha preceduta. Un inquinamento perpetrato nell’indifferenza e nella sottovalutazione di tutti, come se il fatto non fosse di portata epocale. La considerazione ha comportato che non si sia levata nessun protesta corale contro il maltrattamento subìto da tutto il territorio, compresi il Lago e il fiume Ticino».
Preoccupate le organizzazioni sindacali, alle prese con il futuro produttivo ed occupazionale dello stabilimento dal 1997 passato alla multinazionale belga Tessenderlo. Franco Borsotti della Uil rimarca «come la bonifica deve procedere in modo spedito. Senza risposte in tempi brevi dopo l’estate potremmo trovarci di fronte ad una situazione occupazionale preoccupante». Paolo Riva del sindacato interno di fabbrica aggiunge: «Il Ministero è oggi tutelato da una sentenza che riguarda l’inquinamento di Toce e Lago Maggiore e non il sito produttivo. Sul quale va attuata la bonifica, che abbiamo chiesto di fare a stralci per consentire l’arrivo di questo nuovo imprenditore interessato a precise aree dello stabilimento».\
 

 

18 Luglio 2008


Intervista Maria Grazia Medali

RENATO BALDUCCI

“Sblocca ripresa e costringe a un accordo”

PIEVE VERGONTE
 

Maria Grazia Medali, sindaco di Pieve Vergonte, la sentenza che impone il risarcimento del danno favorirà finalmente l’avvio della bonifica o lo rallenterà ulteriormente?
«La sentenza del Tribunale ordinario di Torino appare positiva in tutti i sensi. Di fatto indurrà Syndial a cercare un accordo, visto che oggi è nella situazione di dover pagare il danno ambientale arrecato. E’ vero che Syndial ha preannunciato che impugnerà la sentenza, ma è normale una procedura vista la cifra stabilita dal Tribunale. Siamo però di fronte ad una sentenza civile per la quale sarà difficile far sospendere il risarcimento».
Avevate già avuto una sentenza positiva tre mesi fa dal Tar in merito alla bonifica del sito.
«Il Tribunale amministrativo regionale sentenziava che Syndial non poteva limitare gli importi sul progetto di deviazione del Marmazza, il torrente che passa sotto lo stabilimento, ma che doveva dare tutta la somma necessaria per i lavori. Il Tar ha anche sostenuto che l’impostazione data in precedenza dal Ministero dell’Ambiente era corretta in merito a quando andava fatto dentro e fuori il sito; quindi che la società di Enichem deve intervenire subito».
Intanto, però, lavoratori e sindacati sono preoccupati per il futuro dello stabilimento chimico oggi ancora in mano alla multinazionale Tessenderlo.
«E’ nota la presenza di un gruppo industriale veneto interessato allo sito chimico. Credo che stia aspettando la convocazione della conferenza dei servizi al Ministero che gli permetterrebbe di concludere l’operazione insediandosi proprio nella parte di stabilimento dove il terreno risulta meno inquinato».
 

19 Luglio 2008


La posta dei lettori. Corso della Vittoria, 7; e-mail: novara@lastampa.it
 

 

«Maxi multa Syndial

Rilanciamo il Vco»
La sentenza del tribunale di Torino del 8 luglio scorso (peraltro anticipata in campagna elettorale da Sinistra democratica grazie agli interventi degli onorevoli Di Salvo e Francescato dei Verdi) che condanna Syndial (ex Enichem) al pagamento di 1,9 milardi di euro per i danni causati con lo sversamento di Ddt nel Toce e nel Lago Maggiore negli anni 1990-1995 devono essere riutilizzati nella provincia del Vco per avviare un programma di risanamento e rilancio economico e sociale dell’intero territorio. Chiediamo pertanto alla giunta e al consiglio provinciale di avviare immediatamente un tavolo di lavoro con la presidenza del Consiglio dei ministri e la Regione al fine di pianificare l’utilizzo dei fondi ed evitare che questa enorme somma finisca nel solito calderone romano. Invitiamo i parlamentari eletti nel Vco a farsi promotori, a partire dalla presenza del ministro all’Ambiente a settembre all’inaugurazione della nuova sede del Parco Val Grande, di un incontro perché l’utilizzo di quanto Syndial deve come risarcimento al Vco deve essere stabilito con una diffusa partecipazione della popolazione, dei Comuni, delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, aprendo confronti con aree dell’Europa che hanno avviato con successo processi di sviluppo economico e sociale. Ritieniamo quindi che i temi da affrontare dovranno essere: rilancio economico, sostegno all’imprenditoria innovativa ed ecocompatibile, risanamento del dissesto idrogeologico, alta formazione, ricerca e innovazione, turismo sostenibile, infrastrutture ferroviarie (Galleria Mottarone, miglioramento dei trasporti per i pendolari verso Milano e Torino) e stradali (messa in sicurezza e grandi attraversamenti), strutture abitative e socio assistenziali, energia rinnovabile e montagna. Chiederemo così al nostro gruppo regionale di intervenire sulla giunta regionale per sostenere le giuste aspettative delle popolazioni del Vco.
SINISTRA DEMOCRATICA
VERBANO CUSIO OSSOLA

18 Luglio 2008


domande a Paolo Marchioni consigliere Eni

“Il ricorso è un atto dovuto La bonifica segue un’altra strada”

 

Il consiglio di amministrazione dell’Eni ha presentato ricorso contro la maxi multa inflitta alla partecipata Syndial. Lei è d’accordo sull’opposizione al risarcimento per il Lago Maggiore?
«Il cda Eni ha collegialmente deciso di presentare ricorso, e mi chiedo come si sarebbe potuto non farlo di fronte a una sanzione così pesante. E’ un atto dovuto, soprattutto per i soci. Anche i piccoli risparmiatori potrebbero mettere in discussione il nostro operato se non tentassimo di limitare un esborso di tale portata. Ma sull’argomento qualcuno fa confusione. Il risarcimento riguarda l’inquinamento del lago con il Ddt, la bonifica di Pieve segue tutta un’altra strada».
Dunque si farà in fretta?
«C’è una questione amministrativa aperta tra ministero e Syndial. Ho chiesto all’amministratore delegato di Syndial un dossier completo sulla questione e ho il sostegno dell’ad Eni Scaroni».
E che notizie può dare?
«Attendo di leggere i documenti e di confrontarmi con i dirigenti Syndial. La bonifica mi sta a cuore e la seguirò passo passo. So che le posizioni di ministero e azienda sono su alcuni punti distanti, si tratta di trovare una soluzione con in primo piano la tutela ambientale di Pieve Vergonte».