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24 Luglio 2008
BONIFICA A PIEVE VERGONTE. PROVOCAZIONE DELLA FULC ALLA VIGILIA DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI Legatoria del Verbano Ex Enichem vuole atti concreti «Basta attese, qui rischiamo la chiusura. Abbiamo già perso 114 posti e 106 sono in ansia» Firmato l’accordo, 30 in «cassa» |
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| [FIRMA]RENATO BALDUCCI PIEVE VERGONTE «Se dall’incontro di martedì non dovessero uscire soluzioni concrete sul futuro dello stabilimento chiederemo al Presidente della Repubblica di poter lasciare l’Italia per annetterci alla Svizzera». E’ la provocazione annunciata dalle organizzazioni sindacali stanche, come i lavoratori, della lunga e mai risolta telenovela della bonifica a Pieve Vergonte. Un progetto che doveva partire nel 1996, dopo la fermata della produzione del Ddt nel sito ossolano allora di Enichem. Una provocazione lanciata alla vigilia della conferenza dei servizi prevista martedì al Ministero dell’Ambiente dopo la sentenza con la quale il Tribunale di Torino ha condannato Syndial (controllata Enichem) al pagamento di una multa di 1 miliardo e 900 milioni per l’inquinamento del Lago Maggiore e del fiume Toce causato dal Ddt fuoriuscito dal sito pievese. Sindacati e lavoratori sono stanchi di attendere il via alla bonifica dello stabilimento chimico. «E’ inconcepibile che non si siano trovate soluzioni per salvare quanto rimasto a Pieve Vergonte» ha denunciato Franco Borsotti della Uil ricordando che dal 1996, anno del caso Ddt, ad oggi, il sito ha perso 114 posti di lavoro. Dice Borsotti: «Gli attuali 106 dipendenti vivono nell’incertezza, presi in giro da un rilancio produttivo che non decolla perché non si è mai dato il via alla bonifica». «O il 29 luglio ci daranno delle risposte oppure chiederemo l’annessione alla Svizzera» aggiunge Iginio Maletti della Cisl. Che rilancia: «Basta aspettare, rischiamo la chiusura. Dal 2011 Tessenderlo non potrà più utilizzare le celle a mercurio e l’imprenditore interessato al sito è bloccato dalla bonifica mai partita». Una situazione insostenibile. «Un’anomalia tutta italiana»: così la definisce Silvano De (Cgil). «Un dodici anni - aggiunge - è successo di tutto: sono passati più Governi ed amministrazioni provinciali, sono venuti a Pieve diversi ministri e parlamentari, si sono succeduti numerosi processi e sentenze: l’unica cosa che non si è mossa è la bonifica: non è stato spostato un chilo di terra. In altre nazioni casi come questo sono stati risolti in due anni; in Italia non si è fatto nulla in dodici, allora è meglio passire sotto la Svizzera». Anche i lavoratori dello stabilimento, delusi per quest’immobilismo, intendono promuovere una causa contro Syndial e il Ministero dell’Ambiente chiedendo i danni per questa una lunga incertezza durata 12 anni, durante i quali non hanno potuto programmare il loro futuro. Cassa integrazione per due anni a partire dall'1 settembre per 120 persone, 90 a Novara e 30 a Gravellona Toce. Si è chiusa così la vertenza legata alla crisi della «Deaprinting» e quindi della «Legatoria del Verbano» e delle «Officine grafiche di Novara». Ieri in Regione a Torino la firma dell'accordo definitivo con i sindacati. Per chi farà più di sei mesi consecutivi di cassa integrazione l'intesa prevede ulteriori indennizzi di 500 euro al mese. |
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| BONIFICA EX ENICHEM: CAUTO OTTIMISMO |
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| mercoledì 30 luglio 2008 | |
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Bonifica sito ex Enichem di Pieve Vergonte: questa
mattina, a Roma, si è svolta la conferenza dei servizi. Ne è
emerso un cauto ottimismo sia da parte
degli amministratori che dei sindacalisti, anche
se, questi ultimi, hanno commentato: “ciò che è veramente
importante è riuscire a stringere i tempi”.
“Preoccupata ma ottimista”. Questo il sintetico commento del
sindaco di Pieve Vergonte, Maria Grazia Medali, al termine
dell’incontro di questa mattina a Roma, al Ministero
dell’Ambiente, per la conferenza dei servizi sulla questione
della bonifica, da parte di Syndial, del terreno ex Enichem.
Nel corso dell’incontro – presenti rappresentanti di
Regione, provincia, amministratori locali, comunità montana
Monte Rosa, delegati sindacali di Cisl e Cgil, Arpa, Syndial
e Tessenderlo – il direttore generale del Ministero ha
avanzato la proposta che Syndial possa rientrare
nell’applicazione dell’articolo 252 bis del decreto
legislativo ambientale 152, “che comporta diverse regole
per la bonifica e sovvenzioni per la reindustrializzazione”.
Caso classico di Tessenderlo, che insiste sui terreni ex
Enichem, quelli appunto da bonificare, ditta per la quale si
era fatto avanti un gruppo veneto disposto non solo a
rilevare l’attività ma anche ad incrementare l’occupazione.
“Dopo l’incontro di questa mattina – sottolineano con una
dichiarazione congiunta i partecipanti all’incontro romano –
si sono aperte nuove speranze, soprattutto alla luce della
possibilità di rientrare in questo articolo del decreto
ambientale che apre anche nuove possibilità di insediamenti
produttivi. Quel che è importante è stringere i tempi”.
Intanto è già stato fissato per il mese di settembre un
tavolo tecnico al quale parteciperanno Ministero, Regione,
Provincia, Arpa e Syndial, per rivedere l’intero progetto
alla luce di questa nuova possibilità. E nel corso della
riunione odierna sono stati posti altri due punti fermi
sull’annosa questione: si è stabilito che le due bonifiche –
quella del lago, del Toce e del Marmazza – e quella del sito
siano due percorsi distinti e divisi. Non solo: la Regione
ha chiesto di essere autorizzata dal Ministero a gestire i
finanziamenti per l’opera riguardante la deviazione del
Marmazza che poi sarà realizzata dal comune di Pieve.
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31 Luglio 2008
PIEVE VERGONTE Bonifica ex Enichem Si profila un decreto Proposta del ministero renderebbe più veloci i tempi per il recupero ambientale |
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| Parzialmente soddisfatti. Cercano di
vedere il bicchiere mezzo pieno le organizzazioni sindacali e
gli amministratori locali che ieri a Roma hanno preso parte alla
conferenza dei servizi sulla bonifica Enichem di Pieve Vergonte
che si trascina ormai da 12 anni. Ieri il Ministero
dell’Ambiente ha presentato una proposta per risolvere in tempi
brevi la lunga telenovela legata alla bonifica del sito chimico
pievese. Uno spiraglio che parrebbe aprirsi dopo la sentenza con
la quale il Tribunale di Torino ha condannato Syndial
(controllata Eni) a corrispondere al Ministero un miliardo 900
milioni di euro per i danni causati dall’inquinamento da Ddt al
Lago Maggiore e al Toce. Il Ministero dell’Ambiente ha proposto l’applicazione di un decreto ambientale che consente di poter continuare le attività produttive e al tempo stesso mette la bonifica a disposizione dsi tali attività. L’azione va concertata tra la Regione ed i Ministeri dell’Ambiente e della Attività Produttive. La proposta è stata sottoposta a Syndial che si è riservata di fornire una risposta definitiva a settembre. |
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03 Agosto 2008
OLTRE LA BONIFICA.PROPOSTA DEL MINISTERO Pieve Vergonte si gioca la carta dell’inserimento tra i siti da riconvertire Le rsu: «Importante intervenire sulla parte che interessa i nuovi acquirenti» |
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| [FIRMA]RENATO BALDUCCI PIEVE VERGONTE Tutto rinviato alla fine dell’estate. La proposta è che lo stabilimento chimico di Pieve Vergonte possa essere inserito tra i siti di preminente interesse pubblico per la riconversione industriale. C’è un cauto ottimismo all’indomani della conferenza dei servizi convocata al Ministero dell’Ambiente dopo l’ennesima sentenza sul caso inquinamento da Ddt che ha visto il Tribunale di Torino imporre a Syndial, società del gruppo Enichem, una maxi multa quale risarcimento dei danni arrecati al fiume Toce e al Lago Maggiore. «A settembre si potrà capire se la vicenda della bonifica avrà finalmente uno sbocco a breve termine» commenta l’assessore provinciale all’ambiente Gianni Desanti. La prima cosa da verificare è la proposta avanzata dal direttore generale del ministero dell’Ambiente, Gianfranco Mascazzini. Dice Desanti: «Si parla di utilizzare di concerto col dicastero dello Sviluppo Economico, l’art 25 bis del decreto legislativo 152 del 2006 per inserire l’area pievese fra i luoghi dove la bonifica è anche finalizzata al reinsediamento industriale, così da consentire parametri tecnici e finanziari più favorevoli. Si è costituito un tavolo con ministero, enti locali, Arpa e Syndial per arrivare ad una progettazione condivisa degli interventi. Lo scopo è di capire se è possibile uno specifico accordo di programma che concretizzi la proposta Mascazzini, oppure se andare avanti e concludere la normale procedura di bonifica fin qui pensata». Il rappresentante di Syndial ha chiesto tempo per analizzare la proposta ministeriale. Parzialmente ottimista il sindaco di Pieve Vergonte, Maria Grazia Medali: «Sarebbe una soluzione positiva anche per Syndial che avrebbe così delle deroghe là dove la bonifica è molto pesante». La speranza del sindacato è che la bonfica parta subito, per evitare il disimpegno del gruppo veneto interessato ad investire in Ossola. «Il dato importante - dice Paolo Riva del sindacato interno - è che Syndial parrebbe intenzionata nel risanamento da quella parte di stabilimento che interessa i nuovi acquirenti». Da Roma il Comune di Pieve Vergonte torna con un punto a suo favore relativamente alla deviazione del torrente Marmazza che corre sotto lo stabilimento. «Per non perdere tempo - dice Medali - la Regione ha chiesto che i fondi per le bonifiche vengano utilizzati per realizzare il progetto definitivo ed esecutivo. Si è chiesto al Ministero di dare al Comune i soldi necessari per portare a termine tutte le attività progettuali che concernono il Marmazza». |
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