Nella foto: I Castelli di Cannero, dall'alto
 
CASTELLI DI CANNERO AL BIVIO
Ancora una volta la famiglia Borromeo,
proprietaria del bene,
minaccia interventi sui Castelli.
20.11.08
Giovedì 27 novembre 2008, ore 21, le Associazioni ambientaliste del Verbano, le Pro Loco di Cannero e di Cannobio e il Museo del Paesaggio di Verbania sono invitate dal Comune di Cannobio alla "presentazione del progetto di messa in sicurezza e delle linee progettuali del restauro della Rocca Vitaliana (Castelli di Cannero)", presso la saletta convegni (primo piano) "ex casa della Gioventù", da parte della Fondazione Castelli di Cannero, presieduta dal principe Giberto Arese Borromeo. Nel pomeriggio il progetto verrà presentato alle Autorità locali, presente la Sovrintendenza. Sempre nell'invito si legge che la Fondazione ha intenzione di riproporre, come periodicamente fa da dieci anni a questa parte, insieme al restauro conservativo dei Castelli, anche "la loro apertura al pubblico nel quadro di una destinazione d'uso che prevede la creazione di un centro di interpretazione del sito e dell'ecosistema lacustre".
 
I Castelli di Cannero - monumento nazionale affidato alle cure della Famiglia Borromeo, che da secoli ne è proprietaria - così come sono: ruderi emergenti dalle acque del lago Maggiore, di fronte alla sponda tra i comuni di Cannero Riviera e di Cannobio, costituiscono un'icona paesaggistica di raro incanto, ripetuta migliaia di volte nei libri, nelle cartoline, nei siti web istituzionali e commerciali, nei servizi fotografici e nei filmati, e sono incancellabili dall'immaginario collettivo delle centinaia di migliaia di visitatori di ogni nazione, che ogni anno vengono, da terra e da lago, per rimirarli.
 
Da almeno dieci anni le Associazioni ambientaliste del territorio e il Museo del Paesaggio di Verbania periodicamente sono costrette a lottare contro l'ipotesi ricorrente di trasformazione dei ruderi fascinosi in un manufatto artificiosamente ricostruito, da mettere a disposizione - a pagamento - dei gitanti, che possano percorrerlo su e giù, fermarvisi per pranzare, per fare acquisti, per partecipare a meeting e proiezioni, magari pernottarvi. Ora si tratta di sgominare un ulteriore attacco, e le solite risorse possono non bastare. Chiediamo a tutti voi, che forse portate nel cuore un'immagine di sogno, o forse siete ora determinati a conoscerla, di intervenire, di scrivere, di parlare, di chiedere, di mettere in moto la stampa e la televisione, perché non si debba dire: "Potevamo agire, e non l'abbiamo fatto. Potevamo parlare, e abbiamo taciuto".
 
Vi riporto qui sotto la lettera che il Museo del Paesaggio di Verbania, Italia Nostra del VCO, Legambiente Circolo Verbano, WWF del VCO* hanno inviato personalmente alle Autorità.
Il 27 novembre p.v., come annunciato dall’Assessorato all’Urbanistica del Comune di Cannobio (VB), verrà presentato, a cura dei tecnici della Fondazione Castelli di Cannero, il progetto di messa in sicurezza e di restauro della Rocca Vitaliana, complesso mirabilmente inserito con l’imponenza dei suoi ruderi e della sua memoria storica   nella splendida  cornice di un paesaggio lacustre, e per tali valenze assurto a pieno titolo a rango di Monumento Nazionale.
La presentazione di un progetto di alto profilo, tanto atteso e richiesto  da chi ha seguito negli anni le vicissitudini di proposte di recupero  divenute fin del loro sorgere oggetto di vivacissime contrapposizioni, riporta all’attualità   l’annoso dibattito circa le scelte  dei criteri di restauro e di fruizione di questo manufatto, proprietà privata quanto patrimonio della collettività, sottoposto al rispetto delle leggi con le quali ogni nazione civile difende e consegna alla storia  i suoi valori e le sue memorie. Questa è la Convenzione Europea del Paesaggio, recepita dallo Stato Italiano  con propria legge (n. 14 /2006). 
Il Centro Studi del Museo del Paesaggio di Verbania e  le  Associazioni Ambientaliste operanti sul territorio Italia Nostra, Legambiente, WWF, ritengono che siano maturi i tempi per ampliare il dibattito culturale circa le modalità restauro  dei Castelli e la possibilità di una loro coerente fruizione. Occorre per questo partire da presupposti oggettivi senza nulla cedere alla contrapposizione tra presunte emergenze di crolli dei manufatti costituenti l’archeologia militare della Rocca Vitaliana rispetto a rifacimenti  legati a una concezione di turismo estraneo alla percezione del valore attrattivo e di forte connotazione di queste affascinanti e assai note rovine. Da qui il rigore del restauro conservativo paesaggistico/archeologico degli edifici che dovranno garantire l’immagine di rudere emergente dagli scogli senza manufatti aggiunti e ricostruzioni di coperture, con l’adozione di solette a quote inferiori interne, mentre all’esterno la libertà degli spazi rappresenta l’elemento paesaggistico unico che compone l’immagine storica dei Castelli. Un  dibattito quale  tensione verso la memoria  dei luoghi, come offrono gli esempi di “rovina programmata” dal Colosseo di Roma ai Castelli  della Scozia , ruderi frequentati da turisti di ogni continente e resi fruibili, ove ha senso, per ogni manifestazione di arte scienza e cultura.
Confidando pertanto nella  riformulazione dei progetti rispetto agli anni 2000-2001 (ed ancor più a quelli precedenti), come dichiarato dalla Fondazione  Castelli di Cannero nella articolata risposta alle forti perplessità espresse dal Centro Studi del Museo e dalle Associazioni Ambientaliste con nota del 22/8/08,   le stesse forze ripropongono per la Rocca Vitaliana le proposte rese note già da tempo, di piena attualità.
Ferma restando quale invariante non negoziabile la visione complessiva del manufatto nei colori e nella connotazione del suo profilo - lo “skyline” - sigillato dal tempo, ben venga l’opera di sapiente restauro archelogico, con il recupero di ogni spazio interno di fruizione non impattante sul connotato . Via libera anche alla formazione di un attracco per tassisti di lago e per battellini (e quindi allo sviluppo di un’attività economica locale), con la costruzione di  piccolo pontile presso la “porta vegia”, dal lato lombardo, invisibile dalla strada litoranea,  con tutto quello che occorre per una fruizione accuratamente  gestita per gruppi  ristretti, finalizzata al godimento della magia e della inesprimibile attrattiva del luogo, nonché  all’osservazione del lago da un punto eccezionale, come è quello dei Castelli di Cannero, di giorno come di notte, escludendo ogni inopportuna  illuminazione diffusa.
La fondatezza di questa impostazione, adeguatamente illustrata e proposta al pubblico nel passato con raccolta di firme  nel corso della mostra a sostegno dell’iniziativa di contrasto al progetto 2000-2001,  ha trovato ovunque spontaneità di consensi e  simpatia da parte dei turisti, specie stranieri, che richiedono chiaramente un altro modo di fruizione e credono in un altro modello di turismo.
Ogni piano di recupero deve essere pertanto  orientato dai contemporanei verso la piena conservazione della memoria, anche valutando l’occasione economica offerta dal turismo culturale che potrà trovare a terra, nei paesi rivieraschi, tutte le necessarie strutture di supporto.
 L’incompatibilità con ogni funzione diversa dallo status quo, ribadita anche dallo svizzero Mario Botta, maestro dell’architettura internazionale, nel 2001 in visita congiunta ai Castelli con  l’allora sottosegretario ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi,  conferma la validità progettuale del gruppo di pensiero locale  che ha trovato  significativa espressione nella figura di Pietro Carmine, nativo di Cannero Riviera.  Il sito web “castellidicannero.com”,  che ospita la mostra sui Castelli  curata con tanta passione e professionalità  da parte dello  scomparso  bioarchitetto di Cannero,  offre a tutti la possibilità di comprendere quanto sia necessario l’impegno a difendere i valori di ogni monumento, a cominciare da quelli che segnano irreversibilmente la fisionomia del paesaggio, patrimonio di tutta la collettività.
Riteniamo in questi termini di aver presentato con maggiore chiarezza  le nostre concrete proposte di collaborazione, come richiesto con particolare rilievo dalla Fondazione CASTELLI  di  CANNERO, con l’auspicio che esse possano trovare consenso e supporto da parte di  chiunque abbia seriamente a cuore la salvaguardia di un bene ambientale di inestimabile valore.
* Museo del Paesaggio di Verbania, Via Ruga 44, Palazzo Viani Dugnani, Verbania Pallanza
Italia Nostra del VCO, P.za Cavour 14, Domodossola (VCO)
Circolo Verbano di Legambiente, Via Vittorio Veneto 135, Verbania Pallanza
WWF del VCO, Vicolo Ruga 13, Verbania Pallanza (VCO)
 
Comunicato inviato da
Amelia Alberti, presidente del Circolo Verbano di Legambiente
www.legambienteverbano.com
 
Cliccando qui puoi scaricare l'elenco dei siti, istituzionali e commerciali, che riportano immagini dei Castelli di Cannero.

Cliccando qui si può leggere in pdf il Verbale dell'incontro, redatto dal Comune di Cannobio.