La legge recepisce i principi di tutela introdotti dal
legislatore nazionale nella legge 36/2001, armonizzandoli con la
più recente giurisprudenza ed inserendo elementi innovativi.
"In particolare- precisa
l'Assessore regionale all'Ambiente Ugo Cavallera- la nuova
disciplina regionale riordina le competenze della pubblica
amministrazione locale applicando il modello istituzionale,
confermato dall'Alta Corte, che vede nella Regione il soggetto
di programmazione che esercita funzioni di indirizzo e
coordinamento, mentre attribuisce agli enti locali l'esercizio
dei compiti gestionali, autorizzatori, di pianificazione e di
controllo".
"L'atto di indirizzo regionale si articola in direttive
regionali e linee guida -continua l'Assessore- che confermano,
precisandole, le competenze autorizzatorie, di controllo, di
vigilanza e di risanamento, valorizzando in particolare il ruolo
dell'ARPA, sottolineato anche dal legislatore nazionale ed
introducendo alcuni elementi innovativi che conferiscono
certezza e garanzia per l'esercizio dei legittimi interessi
pubblici ed economici nel rispetto primario della tutela
dell'ambiente e della salute".
I criteri generali di localizzazione, di competenza regionale,
accompagnati da forme di regolamentazione comunale, sulla base
delle direttive standard regionali, insieme ai programmi annuali
dei Gestori potranno costituire un momento negoziale, di
confronto e di preliminare intesa per rendere più agevole il
percorso autorizzativo dei singoli impianti.
"L'impegno della Regione -conclude l'Assessore Cavallera- è
quello di offrire attraverso un sistema amministrativo e di
controllo snello ed efficiente un importante elemento di
ricostruzione di un clima di fiducia nei confronti del sistema
economico e della Pubblica Amministrazione".