Nella foto: Un traliccio al passo di Monscera
in val Bognanco
 
VARATA LA LEGGE REGIONALE
E' iniziata una collaborazione positiv
tra Legambiente e il Comune di Verbania
25.0704
 
Il Consiglio Regionale ha approvato a larghissima maggioranza una nuova legge che regolamente la diffusione dei campi elettromagnetici, recependo i principi di tutela introdotti con la legge 36/01. Potete leggere il comunicato stampa qui sotto (dal sito www.regione.piemonte.it ). Nel frattempo vi anticipo che sta andando avanti con soddisfazione reciproca la collaborazione di Legambiente con il Comune di Verbania, il quale ha colto il suggerimento di incaricare il Politecnico di Torino di studiare un Piano comunale dei campi elettromagnetici, che indichi le zone meno preoccupanti dove installare le antenne, in modo da consentire la diffusione del segnale (come da obbligo di legge nazionale), ma soprattutto da tutelare la salute dei cittadini, e quindi a scopo preventivo (al momento non è certo che i c.e.m. siano dannosi, ma neppure è certo in contrario, anzi). Come circolo locale, seguendo le indicazioni preziosissime del nostro Gian Piero Godio (esperto regionale per Legambiente), abbiamo impegnato i cittadini di Intra, zona stadio, a controllare, casa per casa, i mappali dei progetti H3G e Omnitel già installati. Cercheremo poi di incontrare gruppi di cittadini di Suna e di Sant'Anna per gli altri impianti più urgenti. Passate parola e/o contattatemi personalmente.
 

Approvata la nuova legge sui campi elettromagnetici

Con l'approvazione avvenuta il 22 luglio, a larghissima maggioranza, (soli 3 consiglieri astenuti) del disegno di legge 256, la Regione si è dotata di una disciplina specifica in materia di protezione dai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti e dagli impianti di telecomunicazioni.
La legge recepisce i principi di tutela introdotti dal legislatore nazionale nella legge 36/2001, armonizzandoli con la più recente giurisprudenza ed inserendo elementi innovativi.
"In particolare- precisa l'Assessore regionale all'Ambiente Ugo Cavallera- la nuova disciplina regionale riordina le competenze della pubblica amministrazione locale applicando il modello istituzionale, confermato dall'Alta Corte, che vede nella Regione il soggetto di programmazione che esercita funzioni di indirizzo e coordinamento, mentre attribuisce agli enti locali l'esercizio dei compiti gestionali, autorizzatori, di pianificazione e di controllo".
"L'atto di indirizzo regionale si articola in direttive regionali e linee guida -continua l'Assessore- che confermano, precisandole, le competenze autorizzatorie, di controllo, di vigilanza e di risanamento, valorizzando in particolare il ruolo dell'ARPA, sottolineato anche dal legislatore nazionale ed introducendo alcuni elementi innovativi che conferiscono certezza e garanzia per l'esercizio dei legittimi interessi pubblici ed economici nel rispetto primario della tutela dell'ambiente e della salute".
I criteri generali di localizzazione, di competenza regionale, accompagnati da forme di regolamentazione comunale, sulla base delle direttive standard regionali, insieme ai programmi annuali dei Gestori potranno costituire un momento negoziale, di confronto e di preliminare intesa per rendere più agevole il percorso autorizzativo dei singoli impianti.
"L'impegno della Regione -conclude l'Assessore Cavallera- è quello di offrire attraverso un sistema amministrativo e di controllo snello ed efficiente un importante elemento di ricostruzione di un clima di fiducia nei confronti del sistema economico e della Pubblica Amministrazione".