Ho avuto occasione di partecipare alla Conferenza dei Servizi che si è
tenuta ieri mattina presso il Ministero dell'Ambiente sull'annosa questione
della bonifica di Pieve Vergonte. Come forma di collaborazione, vi mando
anche l'immagine della targa del Ministero (non mi pareva il clima per
un'immagine del gruppo di lavoro). Dei convocati erano presenti quasi tutti,
tranne il sindacato e l'Idrobiologico. La vicenda della bonifica sta
assumento toni surreali. ENI, che per motivi politici negli anni Settanta si
è fatta carico di tutta la chimica industriale italiana più dequalificata e
inquinante, si trova, come Syndial, al centro dell'uragano "bonifiche di
siti inquinati", che per il Ministero fa capo al dirigente dott. Gianfranco
Mascazzini. Il quale conduce le conferenze con toni dittatoriali, lasciando
intendere che non ci saranno più scappatoie per portare a termine una
bonifica fatta in modo esemplare (salvo rinviare ancora e ancora e ancora,
in attesa che Syndial presenti finalmente il progetto definitivo). A che
punto siamo? Scartata l'ipotesi iniziale di un "sarcofago" imbottito di
mezzo milione di mc di terreni avvelenati, da piazzare nei cortili dell'ex-Enichem,
a fianco della superstrada, sistemato il sistema di controllo della falda
idrica con un centinaio di pozzi piezoelettrici posti a raggera lungo il
confine est del sito, che risucchiano l'acqua - inquinata dai terreni
soprastanti - e la mandano nel depuratore dedicato, che poi la scarica nel
Toce, decorticate e poi asfaltate le strade tra gli impianti attivi di
Tessenderlo (che furbescamente ha comprato a poco prezzo solo gli impianti e
le due centrali idroelettriche, lasciando suolo e sottosuolo ad Enichem),
Syndial dà l'impressione di voler tirare alle lunghe, per quanto riguarda
l'abbattimento degli edifici obsoleti (le cui macerie verranno spedite ...
in Germania est, dove sono già finiti i vecchi fanghi mercuriali e altre
porcherie) e per quanto riguarda la decontaminazione per desorbimento
termico a 300° (leggi: evaporazione delle sostanze volatili, come DDT e
mercurio) dei terreni inquinati non interessati dalle attività chimiche in
corso. La questione che appare nodale è la deviazione del torrente Marmazza,
che sottopassa il sito e che è stato usato dal 1915 al 1996 come cloaca
chimica, e i cui sedimenti sono da asportare e decontaminare. Il sindaco di
Pieve Vergonte ci tiene molto alla deviazione, perché facilmente il torrente
esonda e straripa verso le abitazioni, mentre Syndial nicchia, sostenendo
che l'opera non è affar suo. Certamente la deviazione del Marmazza potrebbe
diminuire il drenaggio di inquinanti alle falde e verso il Toce, ma la spesa
è così elevata, che l'opposizione aziendale sarà durissima. Durissima è
apparsa anche la pressione di Mascazzini, che minaccia di far eseguire le
opere direttamente dalla Regione, salvo rivalsa, ma a tutti è apparsa come
una recita a soggetto, nella speranza che ENI accetti l'imposizione con le
buone. Era presente al tavolo anche Alberto Zacchera, come consigliere del
Ministro, che avremmo volentieri visto anche come capogruppo di opposizione
al Comune di Verbania, nella convinzione vissuta giorno dopo giorno (seppure
in un ruolo extraistituzionale) che una buona opposizione può generare un
buon governo.