Nella foto: In arancione i terreni da bonificare

 

PIEVE VERGONTE, ANCORA E ANCORA

Resoconto della Conferenza dei servizi

a Roma, sull'eterna bonifica del sito

31.07.04

 

Ho avuto occasione di partecipare alla Conferenza dei Servizi che si è tenuta ieri mattina presso il Ministero dell'Ambiente sull'annosa questione della bonifica di Pieve Vergonte. Come forma di collaborazione, vi mando anche l'immagine della targa del Ministero (non mi pareva il clima per un'immagine del gruppo di lavoro). Dei convocati erano presenti quasi tutti, tranne il sindacato e l'Idrobiologico. La vicenda della bonifica sta assumento toni surreali. ENI, che per motivi politici negli anni Settanta si è fatta carico di tutta la chimica industriale italiana più dequalificata e inquinante, si trova, come Syndial, al centro dell'uragano "bonifiche di siti inquinati", che per il Ministero fa capo al dirigente dott. Gianfranco Mascazzini. Il quale conduce le conferenze con toni dittatoriali, lasciando intendere che non ci saranno più scappatoie per portare a termine una bonifica fatta in modo esemplare (salvo rinviare ancora e ancora e ancora, in attesa che Syndial presenti finalmente il progetto definitivo). A che punto siamo? Scartata l'ipotesi iniziale di un "sarcofago" imbottito di mezzo milione di mc di terreni avvelenati, da piazzare nei cortili dell'ex-Enichem, a fianco della superstrada, sistemato il sistema di controllo della falda idrica con un centinaio di pozzi piezoelettrici posti a raggera lungo il confine est del sito, che risucchiano l'acqua - inquinata dai terreni soprastanti - e la mandano nel depuratore dedicato, che poi la scarica nel Toce, decorticate e poi asfaltate le strade tra gli impianti attivi di Tessenderlo (che furbescamente ha comprato a poco prezzo solo gli impianti e le due centrali idroelettriche, lasciando suolo e sottosuolo ad Enichem), Syndial dà l'impressione di voler tirare alle lunghe, per quanto riguarda l'abbattimento degli edifici obsoleti (le cui macerie verranno spedite ... in Germania est, dove sono già finiti i vecchi fanghi mercuriali e altre porcherie) e per quanto riguarda la decontaminazione per desorbimento termico a 300° (leggi: evaporazione delle sostanze volatili, come DDT e mercurio) dei terreni inquinati non interessati dalle attività chimiche in corso. La questione che appare nodale è la deviazione del torrente Marmazza, che sottopassa il sito e che è stato usato dal 1915 al 1996 come cloaca chimica, e i cui sedimenti sono da asportare e decontaminare. Il sindaco di Pieve Vergonte ci tiene molto alla deviazione, perché facilmente il torrente esonda e straripa verso le abitazioni, mentre Syndial nicchia, sostenendo che l'opera non è affar suo. Certamente la deviazione del Marmazza potrebbe diminuire il drenaggio di inquinanti alle falde e verso il Toce, ma la spesa è così elevata, che l'opposizione aziendale sarà durissima. Durissima è apparsa anche la pressione di Mascazzini, che minaccia di far eseguire le opere direttamente dalla Regione, salvo rivalsa, ma a tutti è apparsa come una recita a soggetto, nella speranza che ENI accetti l'imposizione con le buone. Era presente al tavolo anche Alberto Zacchera, come consigliere del Ministro, che avremmo volentieri visto anche come capogruppo di opposizione al Comune di Verbania, nella convinzione vissuta giorno dopo giorno (seppure in un ruolo extraistituzionale) che una buona opposizione può generare un buon governo.