Benissimo. Come avevamo sostenuto in una memorabile serata a Palazzo Flaim
venerdì 1 febbraio 2002, con il nostro esperto Gian Piero Godio, e come è
confermato dal Ministero dell'Ambiente in data odierna, la nuova Centrale
Termoelettrica di Acetati andava sottoposta a procedura di VIA nazionale, ai
sensi del DPR 348/99, art. 3, che la prevede per gli “impianti
termoelettrici con potenza elettrica superiore a 50 MW e potenza termica
inferiore a 300 MW”. Non si trattava quindi di un "revamping",
come sosteneva Acetati e come interpretava il tecnico incaricato dal Comune,
ma di una nuova centrale di potenza sufficiente per un esame completo. Fu
proprio in occasione di quella serata così partecipata, che, di fronte alla
minaccia di un potenziamento delle attività industriali nel cuore della
città, lanciammo l'idea del Referendum consultivo, aprendo un dibattito
politico che ancora adesso non si è concluso, perché i fatti ci stanno
dando pienamente ragione. Lo sviluppo di Verbania non può passare da
un'industrializzazione di base, grossolana e poco attenta ai valori
ambientali. Siamo lieti di constatare come ormai sia largo il consenso su
questo punto da parte di molte forze politiche cittadine, ognuna con la sua
autonomia di manovra e di azione.