1) Testo della nota inviata al giornalista de La Stampa, Sergio Ronchi, come da intesa, pregandolo di non "tagliare".
SULL'INTERVENTO DI C. GREZIO ALL'UNIONE INDUSTRIALI del 14.9.99, pubblicato su La Stampa il giorno 15.9.99
Che il VCO sia "tuttora provincia industriale" non è, ahimè, sfuggito a nessuno. Un anno fa bruciava come un fiammifero una fabbrica di vernici al Piano Grande (Ecotech); quattro mesi fa venivano condannati per reiterati danni di inquinamento aggravato gli ex dirigenti Enichem di Pieve Vergonte; Thermoselect torna sotto processo a breve per sversamenti di cianuri ed altro; Acetati ha rallegrato l'estate dei Verbanesi con un'eccezionale emanazione, acida e fastidiosissima, da aggiungere a quelle della quotidiana convivenza con l'azienda.
Obbligata a fare i conti con un'industria di questo tipo, l'industria del turismo nel VCO non ce la farà mai a decollare. Né noi vogliamo abbracciare l'alternativa del turismo come la panacea di tutti i mali, poichè c'è "turismo" (ecocompatibile, di godimento della bellezza) e "turismo" (ecoincompatibile, di sfruttamento e di distruzione). Così come c'è "industria" e "industria". Al VCO, finora, è capitata soprattutto quella del secondo tipo. Speriamo in un risveglio di coscienza e di reale modernità di direzione e di gestione.
Dott.ssa Amelia Alberti
Presidente del Circolo Verbano
16.9.99
2) Testo della nota inviata al giornalista S. Ronchi, a seguito dell'articolo comparso il giorno 17.9.99.
PER SERGIO RONCHI
Oggetto: ALCUNE RIFLESSIONI
In particolare mi riferisco agli articoli di oggi e di ieri (questione Unione Industriali), ma la mia riflessione-rimostranza vale in generale.
L'intervento di Carlo Grezio occupava ieri molte colonne del quotidiano di cui sei redattore. Il suo intervento era riportato per esteso. Avevi però dimenticato di riferire il suo durissimo attacco all'industria del turismo, evidenziando invece le sue contumelie contro il "falsi" ecologisti. A proposito dei quali ti sei sentito in dovere di sentire solo me... (Non so se devo ritenere il tuo gesto una dimostrazione di stima ovvero una tua, forse involontaria, dichiarazione di accordo con la tesi di Grezio).
Solitamente, quando tratti le questioni che partono da me e dalla mia associazione, aspetti, per pubblicare, di avere anche la posizione della controparte, secondo una criticabile etica giornalistica. Se riguarda Grezio ciò non avviene. L'etica ne risente e io mi stupisco. Non solo. Ma - dopo un attacco sferrato da Grezio a tutta pagina contro i "falsi" ecologisti (cioè, come pare, contro di me e contro la mia associazione) - tu mi telefoni chiedendomi una replica di 10 (dieci) righe. Sto alla consegna: le righe sono dieci. La mia replica viene anticipata, nello stesso pezzo, dagli autorevoli interventi del sindacato locale, che sottolineano e amplificano le sante parole di Grezio, e viene messa in chiusura, regolarmente TAGLIATA. Il rapporto, a occhio e croce, diventa di 100:1 e la democrazia va a farsi benedire. Non ho parole. Gli strumenti di comunicazione sono indispensabili per il confronto civile e politico, ed io ho sempre cercato di mantenere cordiali rapporti con i loro rappresentanti. Capisco le vostre difficoltà, ma lasciatemi ancora cullare per un po' nell'utopia della libera stampa, in attesa che internet dia a tutti noi l'accesso diretto e personale alle informazioni.
Saluti (non particolarmente) cordiali
Amelia Alberti
17.9.99