LA NICOMAX DI GRAVELLONA TOCE HA RIPRESO L’ATTIVITA’

Dopo lo scoppio terribile di nove mesi fa, il sindaco di Gravellona Toce ha ridato il "nullaosta" alla ditta Nicomax, che opera nella zona industriale, per la ripresa dell’attività di pulitura di caffettiere in alluminio. Tutte le Autorità locali (prefetto, sindaco, questura, vigili del fuoco, asl e arpa e sindacati) si sono dette convinte dell’opportunità che la Nicomax riprendesse l’attività di pulitura, per non ostacolare la produzione industriale.

NOVE MESI FA, ALLA NICOMAX: SCOPPIO E TERRORE

L’incidente alla Nicomax, causato da un’esplosione violenta di polvere di alluminio piroforico, ha demolito muri, proiettato pezzi di macchinario in un’azienda vicina, ustionato operai, terrorizzato gli abitanti vicini. La strage è stata evitata per miracolo.

Diverse altre aziende artigianali consimili esistono nel nostro territorio, che lavorano per conto della grande industria locale dei casalinghi. Recentemente, tutte sono state chiuse dalle Autorità sanitarie, perché trovate non in regola. Altri episodi di esplosioni, con morti e feriti, erano stati portati alla ribalta della cronaca negli anni scorsi.

La provincia VCO, lo ricordiamo, è in coda alla classifica nazionale per gli incidenti sul lavoro.

I RISCHI DELL’ALLUMINIO "PIROFORICO"

Nella pulitura dei pezzi di alluminio si staccano particelle leggerissime di metallo, che tendono a combinarsi con l’ossigeno dell’aria con reazione esotermica esplosiva e incendiaria. Da qui il nome di alluminio "piroforico", cioè "causa di incendi". Con le migliori precauzioni e accurate manutenzioni (aspirazione delle polveri, pulizia continua dei filtri, miscela con polveri inerti, sistemi di arresto automatico delle lavorazioni, ecc.) si possono minimizzare, ma mai azzerare, i rischi.

 

LA NICOMAX, OGGI

I proprietari della Nicomax hanno dichiarato di essere andati "in Germania" ad acquistare la nuova tecnologia, che ridurrà al minimo i rischi per i lavoratori e per i vicini (un centinaio di persone). Si tratta di aspirare, insieme alle polveri di alluminio, anche polvere inerte di marmo e di bagnare il tutto con acqua.

Avanziamo riserve su questa non straordinaria tecnologia, soggetta ad intoppi di lavorazione prevedibili nei dosaggi dell’aspirazione, e – in aggiunta – ai rischi di incendio legati alla reazione chimica dell’alluminio piroforico con l’acqua (viene prodotto idrogeno gassoso, altamente infiammabile).

 

LAVORAZIONI PERICOLOSE, DA TENERE ISOLATE

Restiamo convinti, e l’abbiamo detto a voce alta, che lavorazioni di questo tipo – se indispensabili - debbano essere condotte in luoghi isolati e che debba essere depositata una fidejussione, affinchè il rischio non ricada sugli abitanti e sui lavoratori circostanti.

Nessuna necessità industriale o ricatto occupazionale può indurci a ritenere ammissibile un simile livello di rischio per i cittadini inermi.

CHE FARE ?

Il Circolo Verbano di Legambiente studierà come intervenire sulla questione, anche legalmente.

Tutti i cittadini devono farsi carico di sostenere, direttamente oppure attraverso Legambiente, un movimento di attenzione, solidarietà e partecipazione, che induca il sindaco e i proprietari dell’azienda a spostare l’attività in un sito isolato.

La riproduzione e la diffusione di questo volantino può essere un utile sostegno alla lotta. (aprile ’01)