25 Aprile 2001
    Cernobyl, 15 anni dopo. Legambiente: la centrale fa ancora paura
   
Il 26 aprile di quindici anni fa scoppiava la catastrofe della centrale della morte di Cernobyl. Un tragedia immane che ancora oggi continua a mietere vittime. Nell'anniversario della tragedia Legambiente, da anni impegnata nella campagna di solidarietà di accoglienza dei bambini e di recente di ritorno dal viaggio umanitario in Bielorussia per la consegna dei medicinali, lancia un grido d'allarme forte e netto. "La centrale della morte è stata chiusa- commenta Legambiente- ma Cernobyl fa ancora paura. Dalla sua chiusura è calato il silenzio, abbiamo riscontrato immobilismo politico e nel frattempo in quelle zone aumentano le malattie, ospedali che non hanno farmaci, intere popolazione rassegnate ed abbandonate a se stesse". Il j' accuse di Legambiente è rivolto soprattutto alla mancata messa in sicurezza della centrale, soprattutto il sarcofago che ricopre il quarto reattore esploso quindici anni fa, desta preoccupazione. "Quel reattore fa ancora paura- commenta Angelo Gentili, segreteria nazionale Legambiente di recente ritornato da Cernobyl- il sarcofago che lo ricopre può crollare da un momento all'altro, nessuno è in grado di capire cosa stia succedendo all'interno del reattore. C'è un coperchio di travi di acciaio affogate in una struttura di cemento che dal momento dell'esplosione è in bilico sui muri residui. Si tratta di duemila tonnellate sospese in una posizione molto precaria. In caso di crollo- prosegue Gentili- sono pronti ad invadere l'aria circa 180 tonnellate di combustibile nucleare ormai ridotto a pulviscolo radioattivo, 11 mila metri cubi di acqua e 740mila metri cubi di macerie altamente contaminate." Secondo le ultime fonti ucraine, gli scienziati ucraini hanno valutato che la radioattività totale delle sostanze custodite all'interno del sarcofago potrebbe superare i 20 milioni di curie. Inoltre il pericolo d'incendio, è uno dei fattori di rischio più serio ma anche quello meno studiato dagli scienziati, nonostante all'interno del "sarcofago" persistono più di 2000 tonnellate di materiali infiammabili senza alcun sistema di sicurezza. Ogni volta che Legambiente ritorna da quelle zone, aumenta la sfiducia per un futuro degno di questo nome per quelle popolazioni. Si comincia a parlare di aumenti di casi di Aids, uso sempre più frequente di droga, presenza massiccia di immigrati dalla repubbliche dell'Ex Urss. Ed a questo quadro si aggiunge l'ultimo allarme denuncia di Legambiente. " Durante il nostro soggiorno in quelle zone- dichiara in una nota Legambiente- siamo venuti a conoscenza di un mercato selvaggio di esportazione dalle aree ad alto rischio di legname, frutti di bosco, fragole, funghi altamente radioattivi che potrebbero tra poco invadere il mercato europeo. Il tutto senza che nessuno muova un dito. E' inconcepibile che queste aree non siano soggette ad interventi mirati da parte dell'Unione Europea. E' importante- conclude Legambiente- che urgentemente la Commissione Europea in primo luogo si assuma le proprie responsabilità e si faccia carico di questa tragica e difficile situazione." A tal proposito prosegue l'impegno di Legambiente nel "Progetto Cernobyl" per ospitare i bambini proveniente dalle zone contaminate. Legambiente invita infine amministrazioni comunali, associazioni di volontariato a ricercare gruppi di famiglie (almeno 5-6 per ogni gruppo di bambini) che possano accogliere i bambini di Cernobyl nel mese di agosto. “Continuiamo ad impegnarci nell’accoglienza perché è un segnale concreto, è un modo per “risvegliare gli animi sulla situazione esistente in queste aree. Abbiamo difficoltà per questo periodo a reperire famiglie, perché si tratta di un mese in cui si va in vacanza ed il nostro tipo di accoglienza è destinato a gruppi di bambini che possano vivere nella stessa zona ed abbiano quindi la possibilità di incontrarsi durante il mese. Stiamo anche cercando contributi per permettere a questi bambini di venire in Italia. Quindi coloro che non possono ospitare possono comunque aiutarci nel reperire i fondi necessari garantire il loro arrivo nel nostro Paese presso gruppi che già sono costituiti e che hanno però difficoltà dal punto di vista economico.
 
In occasione dell'anniversario della tragedia di Cernobyl,ho trascritto dal sito www.legambiente.com il Comunicato stampa di Legambiente nazionale, che descrive l'angosciosa situazione attuale della centrale e del territorio circostante, oggi. Rimuovere le cause delle nostre ansie, non serve a risolvere i problemi.
Per quanto ci riguarda, nel nostro piccolo di Circolo locale anche quest'anno, per il sesto anno consecutivo, organizziamo l'accoglienza di un gruppo di "bambini di Cernobyl", per il mese di settembre. La faccenda è bella, coinvolgente, doverosa, molto costosa. Per pagare i viaggi, l'assicurazione e la permanenza in una struttura collettiva di dieci bambini e di un'accompagnatrice occorrono circa trenta milioni, che ogni anno raccogliamo attraverso pubbliche e private elargizioni, oltre che con una lotteria, di cui sono disponibili i biglietti (da acquistare e/o da rivendere). Se desiderate partecipare all'organizzazione dell'accoglienza, potete chiamare Carla Bellezza (0323 31648), Pia Galli (0323 924490) oppure Cristina Anselmini (0323 33403), se invece desiderate fare un versamento specifico, fiscalmente deducibile, potete usare il CCP 12734158 intestato al Circolo Verbano di Legambiente, indicando la causale.
 
Amelia Alberti