|
||
| Cernobyl, 15 anni dopo. Legambiente: la centrale fa ancora paura | ||
|
Il 26 aprile di quindici anni fa scoppiava la catastrofe della centrale
della morte di Cernobyl. Un tragedia immane che ancora oggi continua a
mietere vittime. Nell'anniversario della tragedia Legambiente, da anni
impegnata nella campagna di solidarietà di accoglienza dei bambini e di
recente di ritorno dal viaggio umanitario in Bielorussia per la consegna
dei medicinali, lancia un grido d'allarme forte e netto. "La
centrale della morte è stata chiusa- commenta Legambiente- ma Cernobyl
fa ancora paura. Dalla sua chiusura è calato il silenzio, abbiamo
riscontrato immobilismo politico e nel frattempo in quelle zone
aumentano le malattie, ospedali che non hanno farmaci, intere
popolazione rassegnate ed abbandonate a se stesse". Il j' accuse di
Legambiente è rivolto soprattutto alla mancata messa in sicurezza della
centrale, soprattutto il sarcofago che ricopre il quarto reattore
esploso quindici anni fa, desta preoccupazione. "Quel reattore fa
ancora paura- commenta Angelo Gentili, segreteria nazionale Legambiente
di recente ritornato da Cernobyl- il sarcofago che lo ricopre può
crollare da un momento all'altro, nessuno è in grado di capire cosa
stia succedendo all'interno del reattore. C'è un coperchio di travi di
acciaio affogate in una struttura di cemento che dal momento
dell'esplosione è in bilico sui muri residui. Si tratta di duemila
tonnellate sospese in una posizione molto precaria. In caso di crollo-
prosegue Gentili- sono pronti ad invadere l'aria circa 180 tonnellate di
combustibile nucleare ormai ridotto a pulviscolo radioattivo, 11 mila
metri cubi di acqua e 740mila metri cubi di macerie altamente
contaminate." Secondo le ultime fonti ucraine, gli scienziati
ucraini hanno valutato che la radioattività totale delle sostanze
custodite all'interno del sarcofago potrebbe superare i 20 milioni di
curie. Inoltre il pericolo d'incendio, è uno dei fattori di rischio più
serio ma anche quello meno studiato dagli scienziati, nonostante
all'interno del "sarcofago" persistono più di 2000 tonnellate
di materiali infiammabili senza alcun sistema di sicurezza. Ogni volta
che Legambiente ritorna da quelle zone, aumenta la sfiducia per un
futuro degno di questo nome per quelle popolazioni. Si comincia a
parlare di aumenti di casi di Aids, uso sempre più frequente di droga,
presenza massiccia di immigrati dalla repubbliche dell'Ex Urss. Ed a
questo quadro si aggiunge l'ultimo allarme denuncia di Legambiente.
" Durante il nostro soggiorno in quelle zone- dichiara in una nota
Legambiente- siamo venuti a conoscenza di un mercato selvaggio di
esportazione dalle aree ad alto rischio di legname, frutti di bosco,
fragole, funghi altamente radioattivi che potrebbero tra poco invadere
il mercato europeo. Il tutto senza che nessuno muova un dito. E'
inconcepibile che queste aree non siano soggette ad interventi mirati da
parte dell'Unione Europea. E' importante- conclude Legambiente- che
urgentemente la Commissione Europea in primo luogo si assuma le proprie
responsabilità e si faccia carico di questa tragica e difficile
situazione." A tal proposito prosegue l'impegno di Legambiente nel
"Progetto Cernobyl" per ospitare i bambini proveniente dalle
zone contaminate. Legambiente invita infine amministrazioni comunali,
associazioni di volontariato a ricercare gruppi di famiglie (almeno 5-6
per ogni gruppo di bambini) che possano accogliere i bambini di Cernobyl
nel mese di agosto. “Continuiamo ad impegnarci nell’accoglienza
perché è un segnale concreto, è un modo per “risvegliare gli animi
sulla situazione esistente in queste aree. Abbiamo difficoltà per
questo periodo a reperire famiglie, perché si tratta di un mese in cui
si va in vacanza ed il nostro tipo di accoglienza è destinato a gruppi
di bambini che possano vivere nella stessa zona ed abbiano quindi la
possibilità di incontrarsi durante il mese. Stiamo anche cercando
contributi per permettere a questi bambini di venire in Italia. Quindi
coloro che non possono ospitare possono comunque aiutarci nel reperire i
fondi necessari garantire il loro arrivo nel nostro Paese presso gruppi
che già sono costituiti e che hanno però difficoltà dal punto di
vista economico.
In occasione dell'anniversario della tragedia
di Cernobyl,ho trascritto dal sito www.legambiente.com
il Comunicato stampa di Legambiente nazionale, che descrive
l'angosciosa situazione attuale della centrale e del territorio
circostante, oggi. Rimuovere le cause delle nostre ansie, non serve a
risolvere i problemi.
Per quanto ci riguarda, nel nostro piccolo di Circolo
locale anche quest'anno, per il sesto anno consecutivo,
organizziamo l'accoglienza di un gruppo di "bambini di Cernobyl",
per il mese di settembre. La faccenda è
bella, coinvolgente, doverosa, molto costosa. Per pagare i viaggi,
l'assicurazione e la permanenza in una struttura collettiva di dieci
bambini e di un'accompagnatrice occorrono circa trenta milioni, che
ogni anno raccogliamo attraverso pubbliche e private elargizioni,
oltre che con una lotteria, di cui sono disponibili i biglietti (da
acquistare e/o da rivendere). Se desiderate partecipare
all'organizzazione dell'accoglienza, potete chiamare Carla Bellezza
(0323 31648), Pia Galli (0323 924490) oppure Cristina Anselmini (0323
33403), se invece desiderate fare un versamento specifico, fiscalmente
deducibile, potete usare il CCP 12734158 intestato al Circolo Verbano
di Legambiente, indicando la causale.
Amelia Alberti
|
||