Nella foto: Un paesaggio alpestre

RIPERIMETRAZIONE E IGNORANZA
Quando l'ignoranza non ha scusanti.
30.11.10
La famigerata "riperimetrazione" dei siti di importanza comunitaria continua a tenere banco su La Stampa, che in questo articolo di oggi (v. sotto) lascia qualche riga di commento anche alle associazioni ambientaliste. Non voglio però non sottolineare l'ignoranza barbara della presidente di Assograniti che afferma: «Non possono essere gli uccelli, i pipistrelli, gli insetti e le farfalle a farci spendere soldi in studi che nel lato pratico non portano a niente se non a togliere risorse alle nostre imprese». In molti crediamo che una delle cause della depressione economica sia la mancanza di cultura. Chi ha in dono il territorio da sfruttare in modo irreversibile (e quindi per un'attività "insostenibile"), dovrebbe essere obbligato a un corso di aggiornamento preventivo sull'importanza primaria della naturalità e della biodiversità per la sopravvivenza della vita sulla terra. Per la fortuna di tutti, le disposizioni europee sono rigidissime e vincolanti, per quanto riguarda la biodiversità e l'estensione dei siti di importanza comunitaria, e Regioni e Province, di destra e di sinistra, ne devono subire i dettami, volenti o nolenti. Chiedo da subito a quanti di voi leggono queste mail e hanno conoscenza pratica e/o teorica del territorio, di mettersi a disposizione, quando finalmente potremo vedere le proposte che la Provincia VCO avanzerà, anche sulla base dello studio in corso, per sostituire alcune aree produttive con altre di pari o maggiore valore naturalistico.
«Non possono essere gli uccelli, i pipistrelli, gli insetti e le farfalle a farci spendere soldi in studi che nel lato pratico non portano a niente se non a togliere risorse alle nostre imprese». E’ quanto sostiene Maria Teresa Moro, presidente di Assograniti (una delle associazioni di categoria del settore lapideo). Teme che troppi vincoli possano penalizzare gli operatori del settore estrattivo gratificati giorni fa dalla visita dell’assessore regionale Roberto Ravello.
E’ a Provincia e Regione che Moro si rivolge quando parla di vincoli penalizzanti. «Abbiamo apprezzato il lavoro di squadra che l’amministrazione provinciale e regionale stanno portando avanti sui temi delle zps e del piano delle attività estrattive locali» ammette Moro, ma evidenzia come le nuove perimetrazioni tra Alpe Veglia Devero e Monte Giove, in val Formazza e a Mont’Orfano, approvate dalla Regione nel 2007, «sono un elemento di forte criticità».
La val Formazza ad esempio. «Le delimitazioni - spiega Moro - interessano una superficie pari a 35 mila ettari. In pratica raddoppiando le aree prima vincolate. Si pongono seri motivi di preoccupazione per il futuro di tredici cave dove viene coltivato gran parte del serizzo comunemente denominato Formazza». Anche la zona di protezione speciale sul lago di Mergozzo fa discutere. Dice Moro: «Per la zona dei laghi, il nuovo confine della zps Mont’Orfano rende problematici futuri ampliamenti delle cave di granito bianco e rosa».
La Provincia ha affidato uno studio sulle zps ad un istituto di Milano. «I vincoli discendenti dalle Zps non vengono contestati in quanto tali: quello che vorremmo ottenere con lo studio è l’adeguato supporto scientifico per un loro spostamento in altre parti del territorio» ha sostenuto l’assessore provinciale alla pianificazione territoriale Claudio Cottini.
Le motivazioni dei cavatori destano preoccupazione nelle associazioni ambientaliste. «Siamo preoccupati, perplessi» confessa Amelia Alberti di Legambiente. In attesa che la Provincia completi lo studio e faccia delle proposte, dice Alberti «chiediamo a chi usa il territorio per le attività comunque lecite, che impari a sfruttarlo senza massacrarlo. Se un’attività è all’interno di una zona perimetrata continuerà a esserlo sino a quando ha l’autorizzazione, ma dovrà essere più attenta e lavorare con un atteggiamento più cauto».
Tema che coinvolge anche Italo Orsi, di Italia Nostra: «Non attacchiamo le cave perché danno lavoro e non si possono spostare da dove sono. Ultimamente però si esagera con l’allargamento delle attività. Potremo dire qualcosa solo quando avremo le cartografie con le modifiche della zps».