Nella foto: Il cippato di legna

DRUOGNO E IL GASSIFICATORE
Troppe idee bislacche.
22.11.10
Il sindaco di Druogno, Giovanni Francini, č dotato di una fantasia veramente strabiliante. Qualche anno fa, caso unico in Italia e forse nel mondo, aveva proposto spontaneamente il suo comune a sede di un inceneritore dei rifiuti urbani per tutto il VCO. La sua proposta, presa come una provocazione priva di conseguenze, venne presto messa a tacere e dimenticata. Ma Francini non č uomo che si arrende facilmente, e allora il 22 ottobre scorso indice ufficialmente un'asta pubblica, che si terrą il giorno 25 novembre, per la gestione di 660 ettari di bosco, gestione finalizzata all'alimentazione con legname - unitamente ai rifiuti urbani prodotti dagli abitanti di Druogno, ma non solo - di un impianto di gassificazione mediante "dissociazione molecolare ad alta temperatura in camera stagna, pertanto senza alcuna immissione di sostanze inquinanti nell'aria e/o suolo". Il legname e i rifiuti verranno consegnati a costo zero al gestore, che si impegna a costruire a sue spese l'impianto, che lo ripagherą con la vendita della corrente elettrica prodotta. Questo progetto appare fuori dalla realtą per svariati motivi. Motivi formali. Un impianto di questo genere non č di competenza autorizzatoria comunale, ma di competenza provinciale, all'interno di una pianificazione regionale, in particolare se l'impianto tratterą anche rifiuti urbani. Motivi sostanziali. Prima di indire un'asta di questo tipo, un Comune deve comunque essere certo che l'impianto sia compatibile con l'ambiente che lo ospiterą, e l'istruttoria compete ad Arpa e alla Provincia all'interno di una conferenza. Affermare che esista un impianto di termovalorizzazione di qualsiasi tipo che sia a impatto zero, č un'illusione scientifica che la realtą dei fatti si incarica quotidianamente di smentire. Pensare che 660 ettari di bosco possano alimentare un impianto di dimensioni adeguate a ripagare un investimento di qualche milione di euro, č un'ipotesi che non regge. Sacrificare un bosco vasto e ricco di biodiversitą e di bellezza, č un passo da compiere soltanto dopo una riflessione meditata e dopo un confronto aperto e franco con la popolazione.
Noi crediamo che il comune di Druogno abbia ben altri valori da promuovere per i suoi cittadini e per i turisti, e lo invitiamo ad abbandonare per sempre progetti che nulla hanno a che fare con la realtą geografica in cui č inserito.