Il sig. Eraldo Arzuffi di Villadossola ha inviato per conoscenza anche al
nostro circolo il testo di una petizione, sotto la quale sta raccogliendo
firme di cittadini, che si esprimano contro l'apertura di una nuova cava in
Pallanzeno, via Pedemonte, al confine con Villadossola, e ci chiede di
esprimere un parere. Ci è difficile pronunciarci contro un progetto, di cui
non conosciamo ancora i dettagli, e quindi per il momento ci limitiamo ad
osservare che il testo della petizione non può che trovarci sensibili.
L'attività di cava è per sua natura inquinante (polvere, rumore, scoppi,
traffico pesante, paesaggio sconvolto), e tanto più, quanto più è vicino
alle abitazioni. Le statistiche confermano che - a parità di volume estratto
- la manodopera è sempre meno numerosa e di qualificazione professionale
minore. L'attività estrattiva è sicuramente "insostenibile", nel senso che
il materiale estratto non si riformerà mai più (almeno in tempi storici), e
forse sarebbe tempo di pensare a contenerne gli sprechi, recuperando e
riciclando. E ciò vale per qualunque attività dissipativa, dall'edilizia ai
rifiuti alla siderurgia alle materie plastiche eccetera. Che il paesaggio
del Verbano Cusio Ossola sia massacrato dalle attività di cava, è
un'osservazione lapalissiana, e il tentativo di far convivere la bellezza e
la naturalità con gli spacchi e gli scavi delle cave a me pare che abbia già
superato il punto di non ritorno. Si tratta, come sempre, di scelte. Se i
cittadini di Villadossola e di Pallanzeno si esprimeranno numerosi contro la
nuova cava, gli Enti decisori non potranno evitare il confronto.
(P.S. Nei giorni successivi il sig. Arzuffi ha potuto documentare che l'area
era stata percorsa da incendio, e quindi dovrebbe essere inagibile. E'
possibile che la notizia possa bloccare la procedura, ma intanto continua la
raccolta delle firme.)